• Agevolazioni per le Piccole e Medie Imprese

    Bando Filiere produttive: domande entro il 13 ottobre

    Dalle ore 12 del 28 luglio e fino al 13 ottobe le imprese interessate possono presentare domanda per agevolazione alle filiere produttive.

    Nel dettaglio, con una dotazione di circa 392 ML di euro, è aperto uno sportello per la presentazione di domande per i Contratti di sviluppo dedicato a specifiche filiere produttive: le regole nel decreto 18 luglio MIMIT.

    Contratti di sviluppo Filiere produttive: le risorse

    Alla misura sono complessivamente destinati 391.817.627,41 di euro di cui:

    • 200.000.000 di euro a valere sulle risorse dell’ultima Legge di bilancio (articolo 1, comma 389, della legge 29 dicembre 2022, n. 197, recante “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2023 e bilancio pluriennale per il triennio 2023-2025”);
    • 191.817.627,41 di euro quali economie derivanti dalle risorse programmate con la Direttiva del Ministro delle Imprese e del Made in Italy del 15 aprile 2020.

    Il MIMIT precisa che la misura si pone in continuità con lo sportello “Competitività e resilienza delle filiere produttive”, attivato nel 2022 con risorse PNRR, disciplinata con Decreto Direttoriale del 25 marzo 2022 secondo quanto disposto dal decreto del Ministro dello sviluppo economico 13 gennaio 2022, pur presentando differenze rispetto al precedente bando.

    Contratti di sviluppo Filiere produttive: beneficiari

    Possono beneficiare delle agevolazioni le imprese di qualsiasi dimensione che presentino programmi industriali comprendenti progetti di investimento produttivo ed, eventualmente, progetti di ricerca e sviluppo, con l’esclusione, quindi, dei programmi per la tutela ambientale. 

    Gli investimenti devono essere realizzati nelle aree del territorio nazionale diverse da quelle classificate quali “zone a” nell’ambito della Carta degli aiuti di Stato a finalità regionale vigente.

    I programmi potranno essere attuati:

    • da più imprese operanti nella filiera di riferimento;
    • da una sola impresa, a condizione che il programma di sviluppo presenti forti elementi di integrazione con la filiera di appartenenza.

    Contratti di sviluppo Filiere produttive: cosa finanzia

    I progetti dovranno riguardare le seguenti filiere produttive:

    1. aerospazio e aeronautica;
    2. design, moda e arredo;
    3. metallo ed elettromeccanica;
    4. chimico e farmaceutico;
    5. gomma e plastica;
    6. alimentare, con riferimento alle sole attività non rientranti nell'ambito della trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli.

    Rispetto al precedente sportello, la ridefinizione delle filiere oggetto di sostegno tiene conto di specifiche dotazioni finanziarie nel tempo assegnate o in via di assegnazione ai Contratti di sviluppo e destinate a specifici settori produttivi.

    I programmi devono prevedere spese e costi ammissibili non inferiori a 20 milioni di euro, avere una durata non superiore a 36 mesi (estendibile di 18 mesi sulla base di motivata richiesta da parte del proponente) ed essere avviati successivamente alla presentazione della domanda di agevolazioni al Soggetto Gestore – Invitalia.

    Contratti di sviluppo Filiere produttive: agevolazioni concedibili

    Le agevolazioni assumono la sola forma del contributo in conto impianti (per gli investimenti produttivi) e del contributo diretto alla spesa (per i progetti di ricerca e sviluppo), con l’esclusione, quindi, del finanziamento agevolato.

    Le agevolazioni dovranno essere concesse entro il termine finale di validità della sezione 3.13 del “Quadro temporaneo per le misure di aiuto di stato a sostegno dell’economia nell’attuale emergenza del COVID-19” (31 dicembre 2023). 

    Contratti di sviluppo Filiere produttive: come funziona

    Le imprese devono presentare domanda in via telematica accedendo alla piattaforma predisposta da Invitalia raggiungibile al seguente indirizzo: internet www.invitalia.it, a partire dalle ore 12.00 del giorno 28 luglio 2023 e fino alle ore 12.00 del giorno 13 ottobre 2023.

    Il Soggetto gestore provvede, con congruo anticipo rispetto alla predetta data di apertura dello sportello, a rendere disponibile nel proprio sito internet la modulistica in base alla quale deve essere redatta la domanda e la documentazione da allegare alla stessa.

    E' il decreto direttoriale 18 luglio 2023 pubblicato sul sito del MIMIT ha definire termini e modalità per la presentazione delle domande di agevolazione.
    Infine si sottoliea che per questo sportello è prevista la formazione di una graduatoria per la determinazione dell’ordine di avvio all’istruttoria, basata su specifici criteri di valutazione dei programmi, in ordine di importanza:

    • l’innovatività del programma di sviluppo, con la valorizzazione delle spese in beni strumentali coerenti con il piano Transizione 4.0, rispetto al totale degli investimenti previsti;
    • l’impatto occupazionale connesso al programma realizzato, con particolare riguardo all’impiego di personale in possesso di laurea in discipline di ambito tecnico o scientifico;
    • il coinvolgimento di piccole e medie imprese nel programma di sviluppo.

      Sui contratti di sviluppo ti consigliamo di leggere anche Investimento 5.2 e contratti di sviluppo 2022

  • Agevolazioni per le Piccole e Medie Imprese

    Bonus Mezzogiorno: corretta compilazione del Modello CIM23

    Con una faq datata 28 settembre le Entrate replicano ad una impresa che intende inviare nell’anno 2023 due comunicazioni Modello CIM23:

    • la prima per un progetto di investimento per il quale viene chiesto il credito d’imposta ZES, di cui all’art. 5 del decreto-legge n. 91 del 2017;
    • la seconda per un diverso progetto di investimento per il quale viene chiesto il credito d’imposta Mezzogiorno, di cui all’art. 1, commi da 98 a 108, della legge n. 208 del 2015.

    Nella situazione descritta, viene domandato come debba essere compilato il campo 10 (N. progressivo progetto), del rigo A2 del quadro A e visto che le comunicazioni si riferiscono a crediti d’imposta diversi, si domanda inoltre se sia corretto indicare il valore 1 in entrambe le comunicazioni.

    Le Entrate chiariscono che, ciascun progetto d’investimento, deve essere identificato da un valore numerico univoco a prescindere dal credito d’imposta cui si riferisce.

    Ti consigliamo anche: Bonus Mezzogiorno 2023: domande dall'8 giugno   

    Di seguito i dettagli della risposta delle Entrate sulla corretta compilazione del Modello CIM 23.

    Modello CIM23: corretta compilazione in caso di invio di due modelli

    Nel caso di specie prospettato, le entrate specificano che nel caso rappresentato dal contribuente, i progetti d’investimento da esporre nelle due comunicazioni sono diversi e, pertanto, il campo 10 (N. progressivo progetto) del rigo A2 del quadro A deve essere così compilato:

    • nella prima comunicazione va indicato il valore 1
    • nella seconda comunicazione va indicato il valore 2.

    Ciascun progetto d’investimento, quindi, deve essere identificato da un valore numerico univoco a prescindere dal credito d’imposta cui si riferisce.

    Credito d'imposta Mezzogiorno: il modello CIM23

    Ricordiamo intanto che, il modello CIM23 può essere utilizzato dai soggetti titolari di reddito d’impresa che intendono beneficiare del credito d’imposta per l’acquisizione di beni strumentali nuovi a decorrere dal 1° gennaio 2023 da destinare a strutture produttive localizzate nelle regioni Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sicilia, Molise, Sardegna e Abruzzo (di seguito, credito d’imposta Mezzogiorno).

    Il modello va utilizzato anche dai soggetti che, per l’acquisizione di beni strumentali nuovi a decorrere dal 1° gennaio 2023, intendono accedere:

    • al credito d’imposta per gli investimenti nelle zone economiche speciali (di seguito, credito d’imposta ZES);
    • al credito d’imposta per gli investimenti nelle zone logistiche semplificate (di seguito, credito d’imposta ZLS).

    Il credito d’imposta compete in relazione agli investimenti avviati dal 1° gennaio 2016, per l’acquisizione di beni strumentali nuovi a decorrere dal 1° gennaio 2023, connessi ad un progetto di investimento iniziale. 

    Per gli investimenti nelle zone economiche speciali e nelle zone logistiche semplificate sono agevolabili gli investimenti avviati e realizzati a decorrere dalla data di entrata in vigore dei rispettivi DPCM istitutivi, rispettivamente, della zona economica speciale e della zona logistica semplificata ovvero dalla data di entrata in vigore delle modifiche ai DPCM istitutivi per gli investimenti che ricadono nelle aree interessate dalle modifiche stesse.

    L’Agenzia delle entrate, sulla base della completezza dei dati esposti nel modello, rilascia in via telematica per ogni comunicazione presentata apposita ricevuta attestante la fruibilità omeno del credito d’imposta.

    Il beneficiario può utilizzare il credito d’imposta maturato solo in compensazione ai sensi dell’art. 17 del D.Lgs. n. 241/1997, presentando il modello F24 esclusivamente tramite i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle entrate, pena il rifiuto dell’operazione diversamento, a partire dal quinto giorno successivo alla data di rilascio della ricevuta attestantela fruibilità del credito d’imposta. 

    Nel caso in cui l’importo del credito d’imposta utilizzato, an-che tenendo conto di precedenti compensazioni del credito, risulti superiore all’ammontare indicato nella ricevuta rilasciata dall’Agenzia delle entrate il relativo modello F24 è scartato.

    Credito d'imposta Mezzogiorno e il modello CIM23: presentazione

    La comunicazione può essere presentata all’Agenzia delle entrate, entro il 31 dicembre dell’anno successivo a quello nel corso del quale sono effettuate le acquisizioni dei beni agevolati, esclusivamente con modalità telematiche:

    • direttamente dal beneficiario;
    • tramite una società del gruppo, se il richiedente fa parte di un gruppo societario.
    • tramite gli intermediari indicati nell’art. 3, comma 3, del DPR n. 322 del 1998 e successive modificazioni (professionisti, associazioni di categoria, Caf, altri soggetti).
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    Credito ZES: non spetta agli immobili già usati

    Con Risposta n 310 del 3 maggio 2023 le entrate chiariscono che il credito d'imposta ZES si applica agli immobili nuovi e non spetta se si tratta di beni già utilizzati dall'azienda. Vediamo i dettagli.

    L'istante, con riguardo al credito d'imposta di cui all'articolo 5, comma 2, del decreto­ legge 20 giugno 2017, n. 91, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2017, n. 123 ''credito d'imposta ZES'', riferisce di aver acquistato nel 2021, dalla curatela fallimentare di una S.r.l., tutto il compendio industriale relativo all'attività esercitata dalla fallita società. 

    L'opificio industriale era già condotto dal 2015, in forza di un contratto di affitto d'azienda, dall'Istante stessa. 

    La parte che compone il compendio, acquistato e adibito all'attività industriale, consta delle seguenti porzioni immobiliari:

    • 1) capannone industriale destinato ad area lavorazione a piano terra; 
    • 2) palazzina destinata a uffici e servizi (bagni e spogliatoi);   
    • 3) area pertinenziale scoperta su cui insistono una pesa a ponte e un impianto di trattamento e depurazione delle acque.    
    • «Il compendio industriale e immobiliare acquistato»  ­riferisce l'Istante  «è sito nel territorio in parte rientrante in area ZES …». 

    La Società, dopo l'acquisizione del predetto compendio, ha effettuato l'acquisto di nuovi impianti e di beni strumentali che hanno comportato anche l'esecuzione di lavori edili all'interno del capannone come di seguito specificati:  

    • 1)  riparazione e impermeabilizzazione del tetto del capannone in economia (periodo luglio­ agosto 2021) con acquisto di lamiere; 
    • 2) scavi per interramento;  
    • 3) rifacimento dei piani calpestio;   
    • 4) scavi; 
    • 5) scavi per strutture per il montaggio di un nuovo impianto di abbattimento fumi;  
    • 6) scavi per rifacimento della rete elettrica

    L'Istante chiede se può fruire del credito d'imposta ZES relativamente al costo sostenuto per il compendio immobiliare e per i descritti lavori edili, anche se lo stesso compendio immobiliare non possiede il requisito della  ''novità'', come  previsto dalla disciplina del credito d'imposta per gli investimenti nel Mezzogiorno (articolo 1, commi 98 e seguenti della legge 28 dicembre 2015, n. 208), richiamata dall'articolo 5, comma 2, del D.L. n. 91 del 2017 in relazione agli investimenti effettuati nelle ZES e le cui disposizioni sono applicabili esclusivamente «in quanto compatibili». 

    L’Agenzia delle Entrate ha affermato che il credito d’imposta ZES, si applica agli immobili nuovi come previsto dal comma 98 dell’art. 1 della L. 208/2015 

    Conseguentemente, come chiarito dalla Circolare n 36/2016 l’agevolazione non spetta per gli investimenti in beni a qualunque titolo già utilizzati.

    Secondo l’Agenzia, il requisito della novità deve caratterizzare anche gli immobili strumentali acquisiti o realizzati per beneficiare del predetto credito d’imposta ZES e nel caso di specie, l’acquisto del compendio immobiliare non è quindi agevolabile in quanto riferito a un compendio carente del requisito della novità.

    In caso di ampliamento di beni immobili non dotati del requisito della novità, chiarisce l'agenzia, il beneficio fiscale spetta limitatamente alle spese sostenute per detto ampliamento.

    In caso invece di interventi di ampliamento su beni immobili (di per sé) dotati del requisito della novità, il beneficio in questione spetta, oltre che in relazione alle spese di acquisizione dell’immobile nuovo, anche su quelle sostenute per il suo ampliamento.

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    Incentivi imprese 2024: come usare il portale incentivi.gov del MIMIT

    Con un avviso del 4 aprile il MIMIT informa del fatto che il portale incentivi.gov.it, il motore di ricerca che ha l’obiettivo di far conoscere bandi, avvisi e altri strumenti di agevolazione a imprese e cittadini,  sono oltre 1.000 gli incentivi online e 374 le Pubbliche Amministrazioni che hanno pubblicato almeno un bando sulla piattaforma gestita dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, interoperabile con il Registro Nazionale Aiuti (RNA).

    Particolare attenzione e partecipazione proviene dagli enti territoriali e locali:

    • il 32% dei bandi caricati sulla piattaforma sono promossi da Regioni e Province, 
    • il 31% da Comuni e il 17% da Camere di Commercio.

    Il valore delle iniziative supera i 56 miliardi di euro, di cui 19 miliardi per bandi, avvisi e agevolazioni del MIMIT e circa 37 miliardi riferiti a iniziative di altre amministrazioni, centrali e locali, mentre lo stanziamento complessivo dei bandi attivi o in arrivo ammonta a 13 miliardi di euro.

    Gli obiettivi e le finalità degli incentivi riguardano prevalentemente_

    • il sostegno agli investimenti,
    • il sostegno alla liquidità, innovazione e ricerca, internazionalizzazione e startup, sviluppo di impresa, digitalizzazione, transizione ecologica.

    Tra le tipologie di soggetti beneficiari rientrano imprese, cooperative e associazioni non profit, consorzi, reti di impresa, PMI innovative, Università ed Enti di ricerca, mentre tra le forme di agevolazione, la tipologia prevalente è costituita dal contributo a fondo perduto.

    Incentivi imprese: i bandi attivi 2024 sul portale del MIMIT

    Tra le funzionalità di incentivi.gov.it dedicate agli utenti si segnalano:

    • il Calendario Incentivi, che permette di visualizzare in un’agenda le date di apertura e chiusura degli incentivi;
    • la chatBot, l’assistente digitale che utilizza l’intelligenza artificiale per guidare l’utente nell’identificazione degli incentivi di interesse;
    • la dashboard personalizzata, mediante accesso all’area riservata, che consente di inserire le agevolazioni di proprio interesse nella categoria “preferiti”, visualizzarle in agenda, confrontarle e ricevere dei suggerimenti sulla base delle ricerche effettuate;
    • l’area riservata alle pubbliche amministrazioni, con una sezione per la produzione di report, funzionale al monitoraggio degli incentivi e delle agevolazioni gestite dall’ente erogatore, anche per la programmazione di interventi futuri;
    • la sezione Opendata, per l’acquisizione dettagliata dei dati sugli incentivi.

    Incentivi alle imprese: che co'è il portale incetivi.gov del MIMIT

    incentivi.gov.it rappresenta lo strumento a disposizione delle Pubbliche Amministrazioni per promuovere e far conoscere le proprie agevolazioni, in linea con le previsioni della “delega incentivi” (legge 27 ottobre 2023, n. 160) che prevede che la pubblicità legale degli interventi di incentivazione sia assicurata dalla pubblicazione nei siti internet istituzionali delle amministrazioni competenti e sulla piattaforma “incentivi.gov.it”.

    Le principali novità del sito, rispetto alla versione pubblicata il 2 giugno del 2022, oltre alla nuova veste grafica, risiedono nel potenziamento degli strumenti di ricerca dell’incentivo più adatto alle proprie esigenze, attraverso l’implementazione di un assistente digitale che utilizza l’intelligenza artificiale e nella possibilità di inserire le agevolazioni di proprio interesse nella categoria “preferiti”, visualizzarle in un’agenda, confrontarle e ricevere dei suggerimenti sulla base delle ricerche effettuate.

    Incentivi alle imprese: le regole nel decreto di delega al Governo

    Viene Pubblicata in Gazzetta Ufficiale n 267 del 15.11.2023 la Legge n 160/2023 di Delega al Governo  in materia di revisione del sistema degli incentivi alle imprese e disposizioni  di semplificazione delle  relative procedure nonché in materia  di  termini  di  delega per  la semplificazione dei controlli sulle attività economiche.

    Tra i criteri giuda generali della manovra rientrano:

    • il  principio  della pluriennalità e della   certezza dell'orizzonte temporale  delle  misure  di  incentivazione, 
    • il  principio della  misurabilità dell'impatto  nell'ambito economico oggetto di  incentivi,
    • il  principio  della  programmazione  degli   interventi   di incentivazione,
    • il  principio  della  programmazione  degli   interventi   di incentivazione,
    • il principio della  digitalizzazione,
    •  il principio della più ampia coesione  sociale,  economica  e territoriale per uno sviluppo economico armonico,
    • il   principio della valorizzazione  del contributo dell'imprenditoria femminile,
    • il principio della strategicità per l'interesse nazionale,
    • il principio secondo cui la qualificazione  di  professionista non  osta  alla  possibilità di  usufruire  di  specifiche   misure incentivanti ove ne ricorrano i presupposti e ove previsto.

    Legge delega per Incentivi alle imprese e professionisti: cosa contiene

    La legge n 160/2023 contenente 10 articoli  definisce le  disposizioni  per  la revisione del  sistema  degli  incentivi alle imprese  al fine  di rimuovere  gli  ostacoli  al  pieno  dispiegamento  di  efficacia dell'intervento pubblico a sostegno del tessuto produttivo  mediante le politiche di incentivazione, garantendone una migliore pianificazione, organizzazione e attuazione nonché rafforzandone  le capacità di sostegno alla crescita  negli  ambiti  strategici  delle politiche industriali nazionali ed europee e di perseguimento  degli obiettivi di piena coesione sociale,  economica  e territoriale.  

    La predetta revisione include altresì nel rispetto dei principi stabiliti dalla presente legge, gli  incentivi alle  imprese  aventi natura fiscale, fatta salva la  definizione degli aspetti connessi alle modalità di fruizione e di controllo di detti incentivi, che è demandata alla specifica disciplina di settore.

    Il Governo è delegato ad  adottare,  entro 24 mesi dalla data di entrata in vigore della  presente  legge,  uno o  più decreti legislativi per la definizione di  un  sistema  organico  per l'attivazione del sostegno pubblico mediante incentivi alle imprese nelle forme più idonee ed efficaci a  far  fronte  agli  specifici fallimenti  del  mercato, a  stimolare  la  crescita  negli   ambiti strategici delle politiche  industriali nazionali  ed  europee  e  a ottimizzare la spesa pubblica dedicata.

    Con l'art 4 della Legge in oggetto viene specificato che, nell'esercizio della delega il Governo si attiene, oltre che ai principi e criteri direttivi generali, ai  seguenti  principi  e criteri  direttivi  specifici,  nel  rispetto  dell'autonomia programmatica delle regioni:

    • a) ricognizione e sistematizzazione delle misure di incentivazione esistenti, sulla base di  criteri che tengano  conto degli ambiti o delle finalità delle stesse, quali il  sostegno  agli investimenti, alla   ricerca,  allo  sviluppo, al  lavoro, all'occupazione, alla riqualificazione professionale dei  lavoratori, alla formazione e all'innovazione e alla  sostenibilità ambientale, nonché la facilitazione  nell'accesso  al  credito  da  parte  delle imprese, il rafforzamento patrimoniale delle  stesse  e  la  crescita dimensionale, anche favorendo l'aggregazione, o  altri ambiti e finalità del sostegno, in rapporto:
      • 1) alle diverse fasi del ciclo di vita delle imprese e alle diverse  dimensioni  di  impresa  con  riferimento  alla  definizione dell'Unione europea di piccola e media impresa, di piccole imprese  a media capitalizzazione e di imprese a media capitalizzazione;
      • 2) al livello di complessità e alla  dimensione  dei  progetti oggetto delle misure di incentivazione, avendo  anche  riguardo  alla circostanza che i programmi di spesa proposti o attuati dai  soggetti beneficiari necessitino o meno di  essere  sottoposti  a  valutazioni istruttorie di carattere tecnico, economico e finanziario;
      • 3) agli obiettivi di coesione sociale, economica e territoriale e all'esigenza  di  sostenere  uno  sviluppo  economico  armonico  ed equilibrato della Nazione, con particolare riferimento alle politiche di incentivazione della base produttiva del Mezzogiorno e delle  aree interne così come individuate dall'accordo di  partenariato  con  la Repubblica italiana relativo al ciclo di programmazione 2021-2027, di cui alla decisione di esecuzione della  Commissione  europea  C(2022) 4787 final, del 15 luglio 2022;
      • 4) alla capacità di coprire ambiti strategici  dello  sviluppo economico,  quali  l'efficientamento  energetico  e  la   transizione ecologica, la transizione digitale e  l'innovazione  tecnologica,  la valorizzazione delle produzioni nazionali e del made in Italy o delle specificità territoriali,  la  competitività nei  mercati  esteri, l'attrazione di investimenti esteri,  il  sostegno  all'imprenditoria giovanile,  nonché all'imprenditoria   femminile   ai   fini   del perseguimento della parità di genere;
      • 5) alle forme delle misure di incentivazione, anche mediante il ricorso a strumenti automatici, compatibilmente con  le  specificità delle singole misure;
      • 6) fermo restando quanto  previsto  all'articolo  2,  comma  1, lettera a), all'implementazione di soluzioni tecniche, finanziarie  e procedurali che riducano il rischio che l'assegnazione delle  risorse finanziarie disponibili per gli interventi avvenga  in  un  lasso  di tempo estremamente ridotto e, in  tali  casi,  sulla  base  del  solo ordine cronologico di presentazione dell'istanza;
    • b) concentrazione dell'offerta di incentivi, diretta  ad  evitare la  sovrapposizione  tra  gli  interventi  e  la  frammentazione  del sostegno pubblico, mediante:
      • 1) la selezione, nell'ambito  delle  misure di  incentivazione individuate ai sensi della  lettera  a),  di  quelle  più idonee  a costituire uno standard tipologico e a ricomprendere misure sia  già esistenti che future e potenziali, tenendo conto anche dei  risultati di attuazione e del riscontro in termini di adesione da  parte  delle imprese, nonché ove disponibili, delle valutazioni di impatto delle misure stesse;
      • 2) il riordino della disciplina legislativa vigente relativa alle misure di incentivazione, da ricondurre ai  modelli  agevolativi selezionati ai sensi del  numero  1),  provvedendo  alle  conseguenti modifiche e abrogazioni;
    • c) programmazione degli interventi di incentivazione da parte  di ciascuna amministrazione competente per un congruo periodo temporale, adeguato alle finalità di sostegno secondo le valutazioni effettuate ex ante, in modo da assicurare un sostegno tendenzialmente continuativo e pluriennale, fatte salve le specifiche esigenze degli interventi di carattere emergenziale. Negli atti programmatici  sono stabiliti, per il periodo di riferimento:
      • 1) gli obiettivi strategici di sviluppo;
      • 2) le tipologie di interventi da  adottare  in  relazione  agli obiettivi strategici;
      • 3) il cronoprogramma di massima relativo  all'attuazione  degli obiettivi strategici;
      • 4) il quadro finanziario delle  risorse  e  dei  fabbisogni  di stanziamento.