• Bonus fiscali e crediti d'imposta

    Tax credit librerie 2026: ultimi giorni per le domande

    Dal 14 settembre e fino al 30 ottobre è possibile inviare le domande per il tax credit librerie sulla piattaforma del Direzione generale Biblioteche e diritti d'autore.

    Si comunica che è possibile presentare domanda per l'anno 2026, per il riconoscimento del credito di imposta in conformità al decreto interministeriale repertorio n 215 del 24/4/2018, riferita ai dati economici dell'anno 2025, dalle ore 12:00 del 14 settembre 2026 fino al 30 ottobre 2026 alle ore 12:00, esclusivamente mediante questo portale:

    Si precisa che la dotazione finanziaria complessiva della procedura ammonta anche per il 2026 a ‪euro 8.250.000.

    Tax credit librerie 2025: domande entro il 31 ottobre

    A partire dalle ore 12 del 14 settembre 2026 è possibile presentare esclusivamente online le domande per il riconoscimento del credito d’imposta relativo al Tax Credit Librerie.

    Con l'occasione si avvisa che anche per l'anno in corso nella domanda dovrà essere specificata la dimensione dell'impresa (micro, piccola, media, grande).

    Si segnala inoltre che gli utenti che hanno presentato istanza o effettuato l'accesso al portale nell'anno precedente, devono comunque effettuare una nuova registrazione a partire dalla data suindicata.

    Per ogni dettaglio è possibile consultare la guida alla compilazione della domanda.

    Si fa presente che la guida, che ha il solo scopo esemplificativo, potrebbe lievemente differire, nella forma grafica e in alcune denominazioni, dalla release attualmente online.

    Eventuali richieste di informazioni potranno essere indirizzate a taxcreditlibrerie@cultura.gov.it

  • Bonus fiscali e crediti d'imposta

    Bonus autotrasporto 2026: ecco il codice tributo

    L'Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 40/E del 26 ottobre 2026, ha istituito il codice tributo 7082 per consentire alle imprese di trasporto di utilizzare in compensazione il credito d'imposta riconosciuto per l'aumento del costo del gasolio. Il beneficio deve essere utilizzato entro il 31 dicembre 2026, esclusivamente attraverso i servizi telematici dell'Agenzia.

    Arrivano le istruzioni operative per utilizzare il credito d'imposta destinato alle imprese di trasporto a fronte della maggiore spesa sostenuta per l'acquisto di carburante.

    Con la risoluzione n. 40/E del 26 ottobre 2026, l'Agenzia delle Entrate ha istituito il codice tributo necessario per compensare il bonus mediante modello F24, precisando le modalità di compilazione e i controlli effettuati prima dell'accettazione del versamento.

    L'agevolazione è prevista dall'articolo 3 del decreto-legge 18 marzo 2026, n. 33, convertito dalla legge 13 maggio 2026, n. 79, come da ultimo modificato dall'articolo 1 del decreto-legge 23 ottobre 2026, n. 193.

    Qual è il codice tributo per il bonus carburante 2026?

    Il codice tributo da utilizzare è 7082, denominato: «Credito d'imposta a favore delle imprese esercenti le attività di trasporto per l'acquisto di carburante – articolo 3 del decreto-legge 18 marzo 2026, n. 33».

    Il codice permette alle imprese beneficiarie di utilizzare il credito d'imposta in compensazione, ai sensi dell'articolo 17 del decreto legislativo n. 241/1997.

    L'agevolazione è finalizzata a mitigare gli effetti economici dell'aumento eccezionale del prezzo del gasolio utilizzato come carburante dalle imprese che esercitano le attività di trasporto individuate dalla normativa.

    Come si utilizza il credito d'imposta nel modello F24?

    Per utilizzare il bonus carburante 2026, le imprese beneficiarie devono compilare il modello F24 indicando:

    Codice tributo: 7082;

    Sezione: Erario;

    Colonna: «importi a credito compensati»;

    Anno di riferimento: anno di sostenimento della spesa, nel formato AAAA, come indicato nel cassetto fiscale.

    Nel caso in cui l'impresa debba restituire l'agevolazione, il codice tributo deve essere riportato nella colonna «importi a debito versati».

    Il modello F24 deve essere presentato esclusivamente attraverso i servizi telematici messi a disposizione dall'Agenzia delle Entrate. L'utilizzo di modalità differenti comporta il rifiuto dell'operazione.

    Entro quando si può utilizzare il bonus carburante 2026?

    Il termine per utilizzare in compensazione il credito d'imposta è il 31 dicembre 2026.

    La scadenza è espressamente prevista dalla disciplina richiamata nella risoluzione. Le imprese interessate devono quindi verificare tempestivamente l'importo disponibile e programmare l'utilizzo del beneficio entro tale data.

    Come verificare l'importo del credito disponibile?

    L'importo del credito d'imposta utilizzabile in compensazione può essere consultato direttamente nel cassetto fiscale dell'impresa, accessibile dall'area riservata del sito dell'Agenzia delle Entrate.

    L'ammontare è comunicato all'Amministrazione finanziaria dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

    Il credito utilizzato non può superare l'importo effettivamente fruibile. In caso contrario, il modello F24 viene scartato.

    Quando viene scartato il modello F24?

    La risoluzione n. 40/E chiarisce che, durante l'elaborazione delle deleghe di pagamento, l'Agenzia delle Entrate effettua controlli sulla spettanza e sull'ammontare del beneficio.

    In particolare, verifica che:

    • Il contribuente risulti nell'elenco dei beneficiari trasmesso dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
    • L'importo del credito utilizzato non superi quello riconosciuto.
    • Siano rispettate le eventuali variazioni o revoche successivamente comunicate dal Ministero.

    Il mancato superamento di tali controlli determina lo scarto del modello F24.

    Cosa devono fare le imprese di trasporto?

    Prima di procedere alla compensazione, le imprese beneficiarie devono verificare nel proprio cassetto fiscale l'effettiva disponibilità del credito e l'anno di riferimento da indicare nel modello F24.

    È inoltre necessario utilizzare il codice tributo 7082, rispettare il limite dell'agevolazione riconosciuta e trasmettere la delega di pagamento tramite i canali telematici dell'Agenzia delle Entrate entro il 31 dicembre 2026.

    La risoluzione rende quindi operativa, sotto il profilo fiscale, la compensazione del contributo straordinario, fornendo alle imprese le istruzioni per utilizzare correttamente il credito riconosciuto.

    Allegati:
  • Bonus fiscali e crediti d'imposta

    Autotrasporto 2026: bonus gasolio e stop leasing al 2027

    Nuove risorse per il credito d’imposta sul gasolio, sospensione dei canoni di leasing e interventi sui contratti di trasporto.

    Sono queste le principali misure del decreto-legge approvato dal Consiglio dei Ministri per sostenere le imprese di autotrasporto alle prese con l’aumento dei costi dei carburanti e pubblicato in GU n 247 del 23 ottobre e in vigore dal 24 ottobre.

    Il provvedimento, illustrato nei comunicati del Governo e del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti del 22 ottobre 2026, punta a salvaguardare la liquidità delle imprese e la continuità delle attività, con particolare attenzione ai piccoli autotrasportatori e ai padroncini, maggiormente esposti ai rincari.

    Vediamo nel dettaglio le novità previste dal decreto, che contiene anche misure per agricoltura, pesca e rendicontazione di sostenibilità.

    Credito d’imposta gasolio autotrasporto 2026: stanziati altri 105,2 milioni

    Il primo intervento riguarda il credito d’imposta per l’acquisto di gasolio destinato alle imprese di autotrasporto.

    Il decreto prevede due nuovi stanziamenti:

    • 45,2 milioni di euro per le spese di acquisto del gasolio sostenute nel periodo marzo-agosto 2026;
    • 60 milioni di euro per le spese sostenute dal 1° settembre al 5 ottobre 2026.

    Le nuove risorse ammontano complessivamente a 105,2 milioni di euro.

    Secondo quanto precisato dal MIT, i 45,2 milioni si aggiungono ai 21,2 milioni già previsti dal decreto sul bollo.

    L'obiettivo è contenere l'impatto del caro carburanti sui costi operativi delle imprese, sostenendo un settore essenziale per la movimentazione delle merci.

    Leasing autotrasporto: sospensione dei canoni fino al 31 marzo 2027

    Un'altra misura riguarda la possibilità di sospendere i canoni di leasing dei veicoli utilizzati nell'attività d'impresa.

    La disposizione interessa le imprese di autotrasporto di merci per conto di terzi iscritte all'Albo nazionale degli autotrasportatori.

    In particolare, il decreto prevede:

    • la possibilità di richiedere la sospensione dei canoni fino al 31 marzo 2027;
    • il divieto di revoca delle operazioni di locazione finanziaria fino alla stessa data;
    • la proroga della durata del contratto per un periodo corrispondente alla sospensione.

    Il comunicato del MIT richiama, in particolare, i canoni in scadenza tra novembre 2026 e marzo 2027.

    La misura è finalizzata ad alleggerire gli impegni finanziari delle imprese, soprattutto quelle di dimensioni ridotte.

    Contratti di autotrasporto: nuovi parametri per il costo del carburante

    Il decreto interviene anche sui contratti di autotrasporto relativi a prestazioni da effettuare in un periodo superiore a trenta giorni.

    Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti dovrà pubblicare e aggiornare trimestralmente i valori percentuali minimi e massimi relativi all'incidenza del costo del carburante.

    Per i contratti stipulati in forma non scritta, i valori minimi dovranno essere obbligatoriamente utilizzati come parametro di calcolo per l'emissione delle fatture.

    La disposizione punta a favorire maggiore trasparenza e tracciabilità nelle operazioni di autotrasporto.

    Caro carburanti: aiuti anche per agricoltura e pesca

    Il Decreto-legge n. 193/2026 introduce, all'articolo 6, un nuovo contributo a fondo perduto destinato alle imprese agricole per compensare parte dei maggiori costi sostenuti per l'acquisto di carburante.

    L'agevolazione riguarda gli acquisti effettuati dal 1° giugno al 15 ottobre 2026 ed è riconosciuta alle imprese agricole in possesso dei requisiti previsti dall'articolo 8-ter del DL n. 38/2026.

    Il contributo è pari al 20% dei costi sostenuti per il carburante, fino a un massimo di 45 centesimi per litro, nel limite complessivo di 60 milioni di euro per il 2026.

    Le modalità e i termini per trasmettere la documentazione relativa agli acquisti saranno stabiliti con un provvedimento del Direttore dell'AGEA, da adottare entro cinque giorni dall'entrata in vigore del decreto.

    Entro i successivi trenta giorni l'AGEA provvederà al pagamento diretto delle somme mediante accredito sul conto corrente bancario o postale associato al fascicolo aziendale del beneficiario.

    Il contributo non è imponibile ai fini delle imposte sui redditi e dell'IRAP, come espressamente previsto dall'articolo 6, comma 3, del decreto.

    L'agevolazione è concessa nel rispetto delle condizioni del Quadro temporaneo per gli aiuti di Stato in risposta alla crisi in Medio Oriente.

    FAQ Decreto autotrasporto

    Quanto viene stanziato per il bonus gasolio autotrasporto 2026?

    Il decreto prevede ulteriori 105,2 milioni di euro, suddivisi tra le spese di marzo-agosto e quelle dal 1° settembre al 5 ottobre 2026.

    Fino a quando si possono sospendere i canoni di leasing?

    Le imprese di autotrasporto di merci per conto di terzi iscritte all'Albo nazionale possono richiedere la sospensione fino al 31 marzo 2027.

    Quali aiuti sono previsti per i piccoli autotrasportatori?

    Il Governo richiama in particolare il credito d'imposta sul gasolio e la sospensione dei canoni di leasing per sostenere la liquidità dei piccoli operatori e dei padroncini.

  • Bonus fiscali e crediti d'imposta

    Bonus edicole 2026: domande dal 24 novembre, cosa offre

    Nuovi contributi per le edicole: rimborsi dell'80% sulle spese del 2025, maggiorazioni per le nuove aperture e 500 euro aggiuntivi per le consegne a domicilio. Domande dal 24 novembre: tutte le regole e le scadenze da conoscere.

    Arrivano fino a 5.000 euro di aiuti per le edicole, ma per ottenere il contributo sarà necessario rispettare precisi requisiti e presentare domanda entro il 22 dicembre 2026.

    Il decreto del 13 ottobre 2026 del Dipartimento per l'informazione e l'editoria della Presidenza del Consiglio dei ministri definisce le regole operative del bonus edicole 2026, finanziato con 10 milioni di euro.

    Le agevolazioni riguardano le spese sostenute nel 2025 e le consegne a domicilio di giornali e riviste. 

    Previsti anche incentivi per chi ha aperto una nuova attività o garantito l'apertura domenicale.

    Bonus edicole 2026: fino a 4.500 euro per le spese sostenute

    Il contributo principale copre l'80% delle spese sostenute nel 2025, fino a un massimo di 4.500 euro.

    Tra i costi rimborsabili rientrano:

    • IMU, TASI, TARI e Canone unico patrimoniale (CUP);
    • affitto dei locali;
    • bollette elettriche, telefono e Internet;
    • acquisto o noleggio di registratori di cassa e POS;
    • investimenti in digitalizzazione e tecnologie;
    • assicurazioni relative all'attività;
    • servizi di assistenza contabile e fiscale.

    Le spese devono riferirsi al periodo 1° gennaio-31 dicembre 2025 e sono considerate al netto dell'IVA, ove prevista.

    Più contributi per chi ha aperto una nuova edicola o lavora la domenica

    Il decreto introduce due maggiorazioni:

    • 20% in più per chi nel 2025 ha aperto una nuova edicola o rilevato un'attività già esistente;
    • 10% in più per chi ha garantito l'apertura per almeno metà delle domeniche del proprio periodo di attività nel 2025.

    Anche applicando queste maggiorazioni, il contributo sulle spese non può superare 4.500 euro.

    Altri 500 euro per le consegne di giornali a domicilio

    Un secondo incentivo premia le edicole che nel 2025 hanno effettuato consegne a domicilio di quotidiani e periodici.

    Il contributo è pari a 4 euro per ogni consegna documentabile, fino a un massimo di 500 euro.

    Questo bonus si aggiunge a quello sulle spese, portando il beneficio teorico complessivo a 5.000 euro per edicola.

    Chi può richiedere il bonus edicole 2026?

    Possono presentare domanda le imprese che esercitano la rivendita esclusiva di giornali e riviste, con codice ATECO 47.62.10 registrato come attività primaria e/o prevalente.

    Le imprese devono inoltre:

    • non essere sottoposte a procedure di liquidazione;
    • essere in regola con gli obblighi contributivi e previdenziali, se hanno dipendenti;
    • rispettare i limiti europei sugli aiuti de minimis.

    Rileva anche la normativa sull'obbligo di assicurazione contro i rischi catastrofali.

    Quando fare domanda? Le date da segnare

    Le richieste potranno essere inviate esclusivamente online, attraverso il portale impresainungiorno.gov.it.

    Le due scadenze fondamentali sono:

    • 24 novembre 2026, ore 10: apertura delle domande;
    • 22 dicembre 2026, ore 17: chiusura della procedura.

    Per accedere saranno necessari SPID, Carta d'identità elettronica (CIE) o Carta nazionale dei servizi (CNS).

    La domanda dovrà riportare i requisiti posseduti, le spese sostenute, le eventuali maggiorazioni, i dati delle consegne a domicilio e gli estremi del conto corrente intestato al beneficiario.

    La documentazione giustificativa dovrà essere conservata per i controlli.

    Attenzione: il contributo può essere ridotto o restituito

    I 5.000 euro rappresentano un importo massimo, non una somma garantita a tutti.

    Se le domande ammesse supereranno i fondi disponibili, i contributi saranno ridotti proporzionalmente.

    Inoltre, chi ottiene il bonus deve mantenere aperta l'attività per almeno 12 mesi dalla data di ammissione al contributo.

    In caso di cessazione anticipata, sarà necessario comunicarlo al Dipartimento e restituire le somme eventualmente ricevute.

    Sono previsti controlli anche a campione, con revoca dell'agevolazione in caso di dichiarazioni false o perdita dei requisiti.

    Allegati:
  • Bonus fiscali e crediti d'imposta

    Tax credit potenziamento offerta cinema: domande prorogate al 10 novembre

    Con Decreto del 16 ottobre la Direzione del Cinema ha prorogato la data ultima per le domande per il tax credit cinema.

    Ricordiamo che con Decreto n 2729/2026 la Direzione generale Cinema e audiovisivo ha pubblicato le regole per il bonus per il potenziamento dell'offerta delle sale cinematografiche.

    In particolare, a partire dal 21 settembre 2026, dalle ore 12.00, fino alle ore 23.59 del 20 ottobre 2026,
    è possibile presentare, tramite la piattaforma DGCOL, le domande di credito d’imposta per il potenziamento dell’offerta cinematografica e, in particolare, per favorire le attività e lo sviluppo delle sale cinematografiche, ai sensi dell’articolo 18, della legge n. 220 del 2016.

    Tale termine è prorogato dal 20 ottobre al 10 novembre con Decreto n 3091/2026.

    Tax credit potenziamento offerta cinema: domande dal 21 settembre

    Le domande possono essere presentate con riferimento ai costi di funzionamento delle sale cinematografiche riferiti al periodo compreso tra il 1° gennaio 2025 e il 31 dicembre 2025.
    La Direzione generale Cinema e audiovisivo, ai sensi dell’art. 20, comma 2, del “decreto tax credit esercizio e potenziamento”, istruisce in ordine cronologico le richieste pervenute e, verificata la completezza della domanda, la rispondenza ai requisiti previsti dalla legge n. 220 del 2016 e dai decreti attuativi, nonché, la effettiva disponibilità di
    risorse, provvede a riconoscere i crediti d’imposta richiesti nella misura prevista e a prenotare le relative somme.
    Il credito di imposta relativo alle richieste è riconosciuto, ai sensi dell’art. 20, comma 4, del “decreto tax credit esercizio e potenziamento”, nel limite massimo annuo di risorse dei cui al decreto del Ministro della cultura del 6 marzo 2025, n. 55 e garantito attraverso l’adozione del meccanismo di decurtazione proporzionale previsto dall’articolo 11, comma 5 e seguenti del “decreto tax credit esercizio e potenziamento”.

    A chi è destinato il tax credit offerta sale cinematografiche

    La misura è rivolta agli esercenti del settore cinematografico in possesso dei requisiti stabiliti dalla legge n. 220/2016 e dai relativi decreti attuativi. 

    Il credito d’imposta sostiene una parte delle spese necessarie per il funzionamento delle strutture nelle quali si svolge l’attività di proiezione cinematografica.
    La somma indicata nella richiesta non equivale necessariamente a quella che sarà concessa in via definitiva: il beneficio, infatti, è riconosciuto nel limite massimo annuo di risorse previsto dal decreto del ministro della Cultura n. 55/2025 attraverso il meccanismo di decurtazione proporzionale disciplinato dall’articolo 11, comma 5 e seguenti, del Dl n. 411/2025.
    La verifica  della sussistenza dei requisiti per l’accesso all’agevolazione spetta alla direzione generale Cinema e Audiovisivo. La semplice trasmissione della domanda, pertanto, non comporta automaticamente il riconoscimento del credito.

  • Bonus fiscali e crediti d'imposta

    Bonus colonnine 2026, fino a 8.000 euro per installarle: chi può ottenere il contributo

    Il MIMIT con il DPCM ‘Automotive’, indirizza risorse pari a 1 miliardo 343 milioni di euro destinate al sostegno delle imprese della filiera delle auto per investimenti produttivi, ricerca, sviluppo e innovazione. 

    In dettaglio si tratta di risorse ad ampio raggio che comprendono anche un bonus per le colonnine di ricarica, vediamo la norma che questa misura dopo la pubblicazione del DD 11 settembre con le date per le domande.

    Bonus colonnine 2026: i beneficiari

    Possono beneficiare del bonus colonnine le persone fisiche residenti in Italia e i condomìni.

     Le risorse a disposizione sono pari a:

    • 15 milioni di euro per 2026
    • 15 milioni di euro per ciascuna annualità dal 2027 al 2029
    • 8 milioni di euro per l’anno 2030.

    Gli interessati possono presentare la domanda tramite la piattaforma online dalle ore 12.00 del 22 settembre 2026 e fino alle ore12.00 del 31 gennaio 2027.

    L’accesso può essere effettuato tramite sistema pubblico di identità digitale (SPID), carta d’identità elettronica (CIE) o carta nazionale dei servizi (CNS). Una volta effettuato l’accesso si può procedere alla compilazione del modulo elettronico seguendo la procedura guidata.

    Le regole ne DD 11 settembre del MIMIT.

    Bonus colonnine 2026: spese ammissibili

    Spese ammissibili per il bonus colonnine:

    • per l’annualità 2026, sono ammissibili al contributo le infrastrutture la cui installazione è completata nel periodo compreso tra il 26 giugno 2026 e il 31 dicembre 2026;
    • per le annualità dal 2027 al 2029, sono ammissibili al contributo le infrastrutture la cui installazione è completata nel periodo compreso tra il 1° gennaio e il 31 dicembre della rispettiva annualità;
    • per l’annualità 2030, sono ammissibili al contributo le infrastrutture la cui installazione è completata nel periodo compreso tra il 1° gennaio e il 31 marzo 2030.

    Le regole sono state pubblicate con il Decreto direttoriale 11 settembre 2026 e il contributo è previsto dal DPCM 10 giugno 2026 

    Leggi qui il DPCM Automotive con tutte gli altri bonus per privati e imprese.

    Bonus colonnine 2026 tutte le risposte ai dubbi

    Per maggiori informazioni

    Per informazioni e chiarimenti è possibile contattare Invitalia, che gestisce la misura per conto del Ministero:

    • compilando il modulo online
    • oppure telefonando al numero verde gratuito 800 77 53 97 (dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 18).

    Alle richieste di chiarimenti pervenute viene fornita una risposta attraverso le FAQ (risposte alle domande frequenti). 

    Allegati:
  • Bonus fiscali e crediti d'imposta

    Contributi Scuole riviste e giornali: domande dal 10 dicembre

    Il Dipartimento per l'editoria ha pubblicato il bando 2026 per i contributi alle scuole per quotidiani, rivieste e periodici.

    In particolare, le istituzioni scolastiche statali e paritarie di ogni ordine e grado che, nel periodo compreso tra il 1° settembre 2026 ed il 26 febbraio 2027, acquistano uno o più abbonamenti a giornali quotidiani, periodici e riviste scientifiche e di settore, anche in formato digitale, possono richiedere un contributo fino al 90 per cento della spesa sostenuta.

    Le domande partiranno dal 10 dicembre 2026 e le risorse disponibili sono pari a 2.0000.000 di euro.

    Contributi Scuole per riviste e giornali: tutte le regole per richiederli

    Viene pubblicato il bando per l’ammissione al contributo, previsto dall'art. 1, comma 389 della legge 27 dicembre 2019, n. 160, come sostituito dall’art. 1, comma 320 della legge 30 dicembre 2023, n. 213, a favore delle istituzioni scolastiche statali e paritarie, che per l’anno scolastico 2026/2027 acquistano uno o più abbonamenti a giornali quotidiani, periodici e riviste scientifiche e di settore, anche in formato digitale.

    La misura, istituita nell’anno 2020 ed ora a regime, è stata modificata dal sopra citato art. 1, comma 320 della legge n. 213 del 2023, che ha previsto un unico contributo a favore di tutte le istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado, statali e paritarie, per sostenere la spesa per l’acquisto di abbonamenti, collegati all’anno scolastico e non più all’anno solare.

    Le domande, firmate digitalmente dal Dirigente scolastico e indirizzate al Dipartimento per l’informazione e l’editoria, potranno essere presentate a partire dal 10 dicembre 2026 al 15 marzo 2027, per le spese sostenute nel periodo compreso tra il 1° settembre 2026 e il 26 febbraio 2026.

    Con successiva comunicazione della Direzione Generale per lo Studente, l’Inclusione e l’Orientamento scolastico del Ministero dell’Istruzione e del Merito, saranno indicate le modalità di trasmissione per via telematica.

    Il bando è stato emanato ai sensi dell’articolo 4 del D.P.C.M. del 24 luglio 2024, adottato di concerto con il Ministero dell’Istruzione e del Merito, che, recando i criteri e le disposizioni applicative per l'accesso al contributo a favore delle istituzioni scolastiche, ha innovato la disciplina in un’ottica di semplificazione procedurale.

    Contributi Scuole per riviste e giornali: spese ammesse ed escluse

    Sono ammesse al contributo di cui all’articolo 1 le spese sostenute per l’acquisto di uno o più abbonamenti, riferiti anche alla medesima testata, a quotidiani, periodici, riviste scientifiche e di settore pubblicati in edizione cartacea ovvero editi in formato digitale, registrati presso il competente Tribunale.

    Non rientrano tra le spese ammissibili, le spese sostenute per:

    • a) l’acquisto di abbonamenti a quotidiani, periodici, riviste scientifiche e di settore non deliberati dal Collegio dei docenti;
    • b) l’acquisto di libri;
    • c) l’acquisto di servizi di “prestito digitale” di prodotti editoriali;
    • d) l’acquisto di prodotti editoriali con finalità diversa da quella didattica, quali, a solo titolo esemplificativo, prodotti strumentali all’attività amministrativo-gestionale e di segreteria  dell’istituzione scolastica;
    • e) l’acquisto di strumenti informatici di gestione della classe, quali applicazioni e servizi dedicati all’interazione e alla comunicazione tra studenti e con i docenti.

    Allegati:
  • Bonus fiscali e crediti d'imposta

    Bonus elettrodomestici: via al rimborso per i rivenditori

    Il MIMIT ha pubblicato il DD 15 luglio con il via alle domande di rimborso per i rivenditori che hanno aderito al bonus elettrodomestici.

    Ricordiamo che il Bonus elettrodomestici, conclusosi a dicembre ha previsto due modalità di richiesta:

    • tramite App Io
    • tramite piattaforma.

    I rivenditori che hanno aderito al meccanismo della agevolazione ora potranno presentare istanza di rimborso delle somme loro spettanti.

    Bonus elettrodomestici: istanze di rimborso per rivenditori entro il 4 settembre

    Il MIMIT ha pubblicato le regole per il rimborso per i rivenditori delle somme relative al bonus elettrodomestici.

    In particolare con il DD 15 luglio sono fissate modalità e termini per le richieste.

    La presentazione delle istanze di rimborso di cui al contributo elettrodomestici 2025, da parte dei venditori sopra richiamati, è consentita entro e non oltre le ore 23.59 del giorno 4 settembre 2026; le istanze che perverranno dopo tale termine non saranno pertanto liquidate.

    Riepiloghiamo che il bonus elettrodomestici è il contributo erogato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy che incentiva la sostituzione di un elettrodomestico con un modello più efficiente, per promuovere la sostenibilità e la transizione energetica.

    In particolare, si può sostituire un elettrodomestico appartenente alle seguenti categorie:

    • lavatrici e asciugatrici,
    • forni, cappe da cucina, lavastoviglie,
    • asciugabiancheria,
    • frigoriferi, congelatori,
    • piani cottura

    La lista completa di tutti gli elettrodomestici ammessi è pubblicata dal 18 novembre, data di avvio delle domande.

    Il bonus è richiedibile da:

    • i cittadini maggiorenni,
    • residenti in Italia, 
    • con ISEE inferiore a 25.000 EURO

    avendo diritto ad uno sconto del 30% sul prezzo d’acquisto, fino a 100€. che può arrivare a 200€. È previsto un solo bonus per famiglia anagrafica.

  • Bonus fiscali e crediti d'imposta

    Bonus centri estivi: Linee guida e risorse 2026

    Il Dipartimento per le politiche della Famiglia ha pubblicato in data 30 giugno le linee guida per i fondi per le attività socio-educative 2026.

    In dettaglio il documento al punto 8 specifica la possibilità  per le famiglie i cui figli frequentano i centri estivi un bonus direttamente dai comuni che hanno presentato domanda in base alle risorse stanziate.

    Bonus centri estivi: arrivano le regole e le risorse

    Il Dipartimento per le Politiche della famiglia ha pubblicato le Linee guida sulle spese ammissibili relative al Fondo per le attività socioeducative a favore dei minori per il 2026 (articolo 1, comma 222, della legge 30 dicembre 2025, n. 199)

    Il documento, segue altri due provvedimenti sul tema:

    • il Decreto ministeriale dell’8 maggio 2026,
    • il Decreto dipartimentale del 17 giugno 2026, 

    e chiarisce le modalità di utilizzo delle risorse assegnate ai Comuni.

    Inoltre esso introduce le istruzioni operative per la generazione del Codice unico di progetto (CUP) tramite il template dedicato n. 2606001, cui si rimanda per approfondimento.

    Relativamente ai centri estivi il in documento al punto 8 specifica relativamente al rimborso alle famiglie: sono ammessi rimborsi dai comuni alle famiglie i cui figli minori abbiano frequentato i servizi socioeducativi territoriali pubblici o privati, nel periodo tra il 1° giugno e il 31 dicembre 2026, sulla base della documentazione giustificativa definita o richiesta dalla pertinente delibera di Giunta;

    Lo stanziamento del Governo pari a circa 69 milioni, è destinato ai comuni che entro la fine di maggio hanno presentato domanda, con l’obiettivo di potenziamento dei servizi socio-educativi territoriali, dei centri ricreativi e dei centri estivi per i minori di età compresa tra 0 e 17 anni.

    Lelinee guida appunto mettono in risalto la novità di rilievo cioè la possibilità per le amministrazioni locali di erogare rimborsi diretti alle famiglie.

    I comuni beneficiari delle risorse statali possono predisporre rimborsi per le spese sostenute per la frequenza dei figli di centri estivi o servizi socio-educativi, sia pubblici che privati, con regole operative stabilite dagli stessi enti locali.

    Per gli interessati quindi al bonus centri estivi 2026, attenzione a monitorare i siti istituzionali del proprio territorio, sia per conoscere le opportunità messe in campo che per la successiva erogazione del contributo, ove previsto.

    Il pagamento sarà in ogni caso subordinato alla presentazione di una specifica domanda e della documentazione giustificativa (ricevute, fatture, attestazioni di pagamento) definita e richiesta dalle specifiche delibere di Giunta di ciascun Comune.

  • Bonus fiscali e crediti d'imposta

    Detrazioni 2026: l’Ade chiarisce le spese che non entrano nel tetto

    L'Agenzia delle Entrate ha pubblicato la raccolta "Tutte le agevolazioni della dichiarazione 2026", una serie di vademecum pratici su detrazioni, deduzioni e crediti d'imposta. 

    Tra i temi coperti: spese sanitarie, interessi sui mutui, spese di istruzione, erogazioni liberali, premi assicurativi, contributi previdenziali e assistenziali.

    Non mancano le guide dedicate ai bonus edilizi (recupero, sismabonus, bonus barriere architettoniche, verde, mobili, ecobonus, superbonus) e ai crediti d'imposta.

    La guida "Aspetti generali" è quest'anno particolarmente rilevante perché illustra il nuovo meccanismo introdotto dall'art. 16-ter del TUIR, in vigore dal 1° gennaio 2025, che cambia il modo in cui vengono calcolate le detrazioni per i contribuenti con reddito complessivo superiore a 75.000 euro.

    Il nuovo tetto alle detrazioni per redditi superiori a 75.000 euro

    A partire dal periodo d'imposta 2025, chi ha un reddito complessivo superiore a 75.000 euro non può più detrarre liberamente tutti gli oneri e le spese agevolabili: l'insieme delle detrazioni spettanti è soggetto a un limite massimo, determinato in funzione di due variabili:

    • il reddito complessivo
    • il numero di figli fiscalmente a carico nel nucleo familiare.

    La logica è quella del "tetto mobil": al crescere del reddito, la soglia oltre la quale le detrazioni non sono più computabili si abbassa; la presenza di figli a carico nello stesso nucleo familiare ha invece un effetto espansivo.

    I chiarimenti applicativi di questo sistema sono stati forniti dalla circolare n. 6 del 29 maggio 2025 dell'Agenzia delle Entrate.

    Attenzione, la riforma non riguarda i contribuenti con reddito complessivo fino a 75.000 euro, che continuano ad applicare le detrazioni secondo le regole ordinarie.

    Cosa resta fuori dal riordino: le esclusioni esplicite dall’art. 16-ter TUIR

    Non tutte le spese detraibili rientrano nel nuovo meccanismo di calcolo. 

    Il comma 4 dell'art. 16-ter TUIR individua una serie di categorie completamente escluse, che restano detraibili per il loro intero importo anche per i redditi sopra soglia:

    • spese sanitarie agevolate ai sensi dell'art. 15, comma 1, lett. c) del TUIR: la detrazione del 19% sulle spese mediche non subisce alcun taglio legato al reddito.
    • investimenti in start-up innovative, detraibili ai sensi degli artt. 29 e 29-bis del DL 179/2012.
    • investimenti in PMI innovative, detraibili ai sensi dell'art. 4, comma 9, seconda parte, e comma 9-ter, del DL 3/2015.
    • detrazioni forfetarie: le spese che danno diritto a importi fissi predeterminati non entrano nel computo del tetto. Esempio: la detrazione forfetaria di 1.100 euro per il mantenimento di cani guida per non vedenti (art. 15, comma 1-quater TUIR).

    Sono inoltre escluse dal riordino, a prescindere dal livello di reddito del contribuente, alcune categorie di oneri legati a contratti o spese anteriori al 1° gennaio 2025:

    • oneri detraibili da prestiti o mutui contratti fino al 31 dicembre 2024.
    • premi assicurativi da contratti stipulati fino al 31 dicembre 2024.
    • rate di spese edilizie (ai sensi dell'art. 16-bis TUIR o di altre norme) relative a spese sostenute fino al 31 dicembre 2024.

    In pratica, chi sta ancora detraendo le rate di una ristrutturazione avviata nel 2022 o di un ecobonus 2023 non vede quelle rate conteggiare ai fini del nuovo tetto. 

    L'esclusione vale per l'intero residuo di detrazioni spalmato negli anni successivi.

    Spese edilizie dal 2025: nel tetto conta solo la rata annuale, non la spesa totale

    Il punto più rilevante sul piano operativo riguarda le spese per interventi edilizi sostenute dal 1° gennaio 2025, la cui detrazione è ripartita in più annualità. 

    Il comma 5 dell'art. 16-ter TUIR stabilisce che, ai fini del computo del plafond complessivo di detrazioni, rileva la rata di spesa riferita a ciascun anno, non l'importo totale dell'intervento.

    Esempio pratico. Un contribuente con reddito superiore a 75.000 euro sostiene nel 2025 una spesa di 90.000 euro per una ristrutturazione edilizia che dà diritto alla detrazione IRPEF del 36% ai sensi dell'art. 16-bis TUIR, da ripartire in dieci rate annuali. 

    Nel calcolo del tetto complessivo alle detrazioni per l'anno 2025 si considera soltanto 9.000 euro (la decima parte della spesa complessiva), non i 90.000 euro. 

    Lo stesso importo, 9.000 euro, sarà computato nei nove anni successivi in cui il contribuente utilizzerà le rate residue.

    Questo criterio è rilevante per il confronto tra la somma delle detrazioni spettanti e il tetto individuale: chi ha sostenuto una spesa edilizia elevata nel 2025 non deve temere di "bruciare" in un solo anno l'intera capienza delle proprie detrazioni.

    Cosa fare in pratica per la dichiarazione 2026

    Per i contribuenti con reddito complessivo superiore a 75.000 euro, la compilazione del modello 2026 richiede un passaggio aggiuntivo:

    • il confronto tra la somma delle detrazioni teoricamente spettanti (al netto delle esclusioni sopra elencate) 
    • e il tetto individuale calcolato in base a reddito e numero di figli a carico. 

    Solo le detrazioni che rientrano entro questo tetto saranno effettivamente fruibili.

    Chi si trova in questa fascia di reddito e ha sostenuto nel 2025 spese per interventi edilizi, premi assicurativi su nuovi contratti o altre detrazioni aggiuntive rispetto alle spese sanitarie, dovrà verificare con attenzione l'ordine di priorità nel computo, tenendo conto che le spese sanitarie, per la loro esclusione esplicita,  non competono con le altre voci ai fini del tetto. 

    Le guide dell'Agenzia delle Entrate e la circolare n. 6/2025 restano i riferimenti ufficiali per i casi dubbi.