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OIC 5 Bilanci di liquidazione: ecco il definitivo
Il nuovo OIC 5, pubblicato dall'Organismo Italiano di Contabilità (OIC) nel luglio 2026, sostituisce integralmente la precedente versione del principio contabile, adeguata al Codice civile dopo il D.lgs. 139/2015.
La revisione nasce da due esigenze distinte: da un lato, allineare la struttura dello standard al ruolo che l'OIC riveste oggi, ossia disciplinare esclusivamente i profili tecnico-contabili della redazione del bilancio; dall'altro, superare le criticità applicative segnalate dagli operatori nel corso degli anni di vigenza del vecchio principio.
Il progetto di revisione ha evidenziato che la prassi disattendeva sistematicamente due prescrizioni cardine:
- la valutazione delle attività al valore di realizzo anche quando superiore al valore contabile, raramente applicata per motivi prudenziali e di responsabilità dei liquidatori,
- e l'iscrizione del fondo per costi ed oneri di liquidazione, spesso omessa o rilevata solo in parte per le incertezze legate alla stima di tutti gli elementi da considerare lungo l'intera durata della procedura.
Non è un semplice restyling formale: cambia la funzione stessa del bilancio di liquidazione, che da strumento di stima del valore ritraibile diventa un documento di rendicontazione prudenziale sull'andamento della procedura.
Ciò giustifica criteri di valutazione più cauti, schemi di bilancio riformulati per natura, distinzione tra costi funzionali e contratti onerosi, e regole più chiare per i momenti-chiave della liquidazione.
Nuovo OIC 5: il cambio di prospettiva, da bilancio previsionale a bilancio informativo
La differenza più significativa tra il precedente OIC 5 e la nuova versione, è di natura concettuale, prima ancora che tecnica.
Nella versione previgente il bilancio di liquidazione era concepito come lo strumento che doveva misurare il valore ritraibile dalla cessione dei beni aziendali, il c.d. "capitale di liquidazione", in una logica dichiaratamente prognostica.
Nel nuovo principio il bilancio di liquidazione diventa uno strumento di rendicontazione sull'andamento della procedura, con una logica più prudenziale e maggiormente applicabile nella pratica professionale.
Da questo cambio di paradigma discendono le scelte tecniche più rilevanti di seguito analizzate.
Nuovo OIC 5: criteri di valutazione, minore incertezza e più prudenza
La distinzione tra costi "necessari e funzionali" e costi "non necessari" è una delle novità più rilevanti. Il nuovo OIC 5 chiede di ripartire, con un criterio oggettivo, l’essenzialità rispetto all'ordinato svolgimento della procedura, ciò che va rilevato per competenza da ciò che va invece accantonato secondo le regole sui contratti onerosi, riducendo così l'area di incertezza che aveva reso poco applicato il vecchio fondo unico.
Viene inoltre introdotta una facoltà, prima assente, di valutare al valore di realizzazione in liquidazione, se superiore al valore netto contabile, i soli beni per cui la vendita sia già certa (ad esempio in presenza di un contratto preliminare) e il valore di realizzo sia stimabile in modo attendibile.
La semplice individuazione di un potenziale acquirente, in assenza di trattative concluse, non è sufficiente ad attivare la rivalutazione.
Voce
OIC 5 previgente
OIC 5 nuovo (2026)
Attività (immobilizzazioni, partecipazioni, titoli)
Valore di realizzo, anche se superiore al valore contabile, regola generalmente disattesa nella prassi
Minore tra costo e valore di realizzazione in liquidazione; la rivalutazione oltre il costo è ammessa solo come facoltà, a condizioni stringenti
Crediti
Valore di presumibile realizzo
Confermato il valore di presumibile realizzo; esclusa esplicitamente l'applicazione del costo ammortizzato
Debiti
Valore di presunta estinzione
Confermato, con la precisazione che uno stralcio riduce il debito sotto il nominale solo se già efficace tra le parti alla data di bilancio
Oneri della procedura
Fondo unico per costi ed oneri di liquidazione, di stima complessa e spesso disatteso
Distinzione tra costi necessari e funzionali (rilevati per competenza: compenso del liquidatore, utenze, locazione sede) e costi non necessari (accantonati come contratti onerosi)
Nuovo OIC 5: nuovi schemi di bilancio
Il principio ridisegna gli schemi di stato patrimoniale e conto economico.
Per le società senza attività in continuazione viene meno la distinzione tra attivo immobilizzato e attivo circolante, che perde significato quando l'impresa non opera più in prospettiva di continuità: le voci sono riclassificate per natura, senza più separare, ad esempio, le partecipazioni immobilizzate da quelle iscritte nel circolante.
Sono introdotte nuove voci di conto economico: A5-bis "Proventi della procedura liquidatoria", B14-bis "Oneri della procedura liquidatoria" e A5-ter "Rivalutazioni della procedura liquidatoria", per dare separata evidenza ai componenti reddituali tipici della fase liquidatoria.
Per le società con attività in continuazione, è introdotta una nuova voce di stato patrimoniale "E) Attività destinate alla liquidazione", che raccoglie i beni dei rami non in esercizio provvisorio.
È introdotta la facoltà, non prevista in precedenza, di omettere il bilancio comparativo nell'esercizio di adozione dei nuovi schemi, dandone conto in nota integrativa.
Le società di minori dimensioni (artt. 2435-bis e 2435-ter c.c.) possono comunque continuare ad adottare gli schemi ordinari, oppure il nuovo schema abbreviato dedicato; in entrambi i casi restano esonerate dal rendiconto finanziario.
È stato inoltre introdotto uno schema di riferimento per il rendiconto finanziario, sia per le società senza sia per quelle con attività in continuazione: documento che il previgente OIC 5 non disciplinava in modo organico.
Nuovo OIC 5: primo bilancio, bilancio finale e revoca della liquidazione
Il nuovo OIC 5 detta regole più puntuali, distinguendo tre momenti particolari della procedura:
- Primo bilancio di liquidazione: le differenze derivanti dal passaggio ai nuovi criteri costituiscono un cambiamento di principio contabile e sono imputate direttamente a una riserva di patrimonio netto, senza transito a conto economico.
- Bilancio finale di liquidazione: a differenza dei bilanci intermedi, gli eventuali elementi attivi non ancora realizzati sono valutati al valore di realizzazione in liquidazione anche quando il criterio del minore tra costo e valore di realizzo non lo consentirebbe, coerentemente con la funzione del documento di determinare quanto spetta a ciascun socio.
- Revoca della liquidazione: il primo bilancio successivo alla revoca deve esprimere i valori come se la liquidazione non fosse mai stata deliberata, applicando alle poste ancora in essere i criteri ordinari secondo le regole sui cambiamenti di stima e di principio contabile, per evitare comportamenti opportunistici.
Nuovo OIC 5: data di applicazione e facoltà di continuità del vecchio principio
Il nuovo OIC 5 si applica ai bilanci di liquidazione relativi a esercizi con inizio dal 1° gennaio 2027 o da data successiva, con facoltà di applicazione anticipata nel 2026.
Le società che, alla data di entrata in vigore, hanno già avviato la procedura secondo la precedente versione del principio possono continuare ad applicarla fino al termine della liquidazione.
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Documento interpretativo n 12 OIC: testo definitivo
L'OIC in data 5 maggio 2026 ha pubblicato il testo definitivo del Documento Interpretativo n. 12, sugli aspetti contabili della valutazione dei titoli non immobilizzati nei bilanci relativi agli esercizi 2025 e 2026.
Ricordiamo che la consultazione era stata aperta il 12 marzo scorso ed ora, conclusasi ha portato alla pubblciazione del testo definitivo del documento n 12.
Vediamo maggiori dettagli.
Valutazione dei titoli non immobilizzati nei bilanci: criteri oggettivi e soggettivi dall’OIC
In particolare, il documento attua dal punto vista tecnico-contabile, la disciplina introdotta dalla Legge n 199/2025 ossia la novità che consente alle imprese che non adottano i principi contabili internazionali di valutare i titoli iscritti nell’attivo circolante in base al valore di iscrizione risultante dall’ultimo bilancio annuale regolarmente approvato, invece che al valore di realizzo desumibile dal mercato.
La misura ha lo scopo di evitare che oscillazioni negative dei mercati incidano automaticamente sul risultato d’esercizio, imponendo svalutazioni su titoli destinati a non permanere durevolmente nel patrimonio aziendale.
Il testo definitivo del documento interpretativo n 12/2026 si applica:
- a società che redigono il bilancio d’esercizio secondo le disposizioni del codice civile
- che non adottano gli IAS/IFRS,
- non si applica alle imprese assicurative soggette alla disciplina specifica dell’IVASS.
Dal punto di vista del perimetro oggettivo riguarda:
- titoli di debito iscritti nell’attivo circolante;
- titoli di capitale non immobilizzati;
- titoli valutati, in via ordinaria, al minore tra costo e valore di realizzazione desumibile dall’andamento del mercato.
L' OIC 20 per i titoli di debito e l' OIC 21 per le partecipazioni sono i principi contabili di riferimento.
La novità in deroga può riguardare:
- titoli già presenti nell’ultimo bilancio approvato chiuso al 31 dicembre 2024,
- titoli acquistati nell’esercizio 2025 o nell'esercizio 2026.
Attenzione al fatto che il documento in oggetto ha evidenziato che è possibile applicare la deroga solo a certi titoli.
La società può quindi scegliere la deroga:
- per tutti i titoli iscritti nell’attivo circolante;
- solo per determinate categorie;
- per singoli titoli, anche riferibili allo stesso emittente ma di specie diversa.
Si rimanda al testo intergrale pubblicato dall'OIC per ulteriori approfondimenti.
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OIC 32 strumenti finanziari derivati: consultazione fino al 31 maggio
Al via la revisione dell’OIC 32 sui derivati degli strumenti finanziari.
Vediamo una sintesi del contenuto della bozza pubblicata in consultazione fino al 31 maggio.
OIC 32 strumenti finanziari derivati: consultazione fino al 31 maggio
L’OIC, il 1° aprile, ha pubblicato in consultazione una bozza di emendamenti all’OIC 32 – Strumenti finanziari Derivati.
Ricordiamo che ai sensi dell’articolo 2426, comma 3, del codice civile rientrano nell’ambito di applicazione del presente principio anche quei contratti di acquisto e vendita di merci che conferiscono all’una o all’altra parte contraente il diritto di procedere alla liquidazione del contratto per contanti o mediante altri strumenti finanziari ad eccezione del caso in cui si verifichino contemporaneamente le seguenti condizioni:
a) il contratto sia stato concluso e sia mantenuto per soddisfare le esigenze di acquisto, vendita o di utilizzo merci;
b) il contratto sia destinato a tale scopo fin dalla sua conclusione;
c) si preveda che il contratto sia eseguito mediante consegna della merce.L’OIC con gli emendamenti in oggetto propone di:
- classificare il FV dei derivati utilizzati gestionalmente per coprire il rischio prezzo in un’apposita voce della sezione operativa;
- chiarire che un contratto che prevede l’obbligo di acquistare energia elettrica per consumo proprio, direttamente da un impianto di produzione da fonti rinnovabili non è considerato un derivato a meno che la quantità di energia che sarà rivenduta supererà la quantità di energia utilizzata;
- chiarire che è possibile coprire un importo nominale variabile di energia elettrica, allineato alla quantità che l’impianto di riferimento si prevede generi.
L'invio dei commenti è previsto entro il 31 maggio 2026 al seguente indirizzo:
- staffoic@fondazioneoic.eu
- o via fax al numero 06.67766830.
Se non diversamente indicato, i commenti ricevuti saranno resi pubblici al termine della consultazione.
La bozza potrebbe subire delle modifiche, anche significative, a seguito dell’esito della consultazione.La versione definitiva degli emendamenti sarà pubblicata solo dopo le deliberazioni successive alla fase di consultazione.
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Emendamenti ai principi contabili OIC: in vigore dal 1° gennaio
L’Organismo italiano di contabilità ha pubblicato gli emendamenti ai principi contabili nazionali per rimanere al passo con la prassi societaria e chiarire dubbi interpretativi.
Le modifiche riguardano i principi:
- Oic 13 (rimanenze),
- Oic 16 (immobilizzazioni materiali),
- Oic 24 (immobilizzazioni immateriali),
- Oic 25 (imposte sul reddito)
- Oic 31 (fondo per rischi e oneri e trattamento di fine rapporto).
Le nuove regole entreranno in vigore dai bilanci con esercizio a partire dal 1° gennaio 2026.
OIC: pubblicati nuovi emendamenti ai principi contabili
Si evidenzia che:
- per i principi OIC 13,16 e 24, per gli acquisti con opzione di rivendita da parte dell’acquirente o del rivenditore, viene chiarito che il bene acquistato può essere iscritto in bilancio soltanto se la società acquirente è ragionevolmente certa che l’opzione non verrà esercitata, sia che essa sia attribuita all’acquirente sia che sia attribuita al venditore, mentre negli altri casi, il bene rimane iscritto nel bilancio del venditore;
- il paragrafo 63 dell’Oic 24 è stato ritoccato per precisare che l’utilizzo dei ricavi come criterio di stima della quota di ammortamento delle immobilizzazioni, che sono maggiormente sfruttate nella prima parte della loro vita utile, è consentito esclusivamente quando si adotta il metodo a quote decrescenti e quando sia dimostrabile che i ricavi rappresentano una valida approssimazione dello sfruttamento dell’attività,
- per l'OIC 25 la nuova versione del principio stabilisce che l'imposta per l'affrancamento delle riserve in sospensione, deve essere rilevata in contropartita al patrimonio netto, senza individuare una riserva specifica,
- per gli Oic 16 e 31 sono stati modificati in tema di attualizzazione dei fondi oneri, al fine di chiarire la classificazione degli effetti derivanti dal trascorrere del tempo e dalla revisione del tasso.
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Nuovo OIC 34: chiarimenti sull’applicazione
La Fondazione OIC ha pubblicato il 28 novembre una risposta in bozza ad uno specifico quesito sul nuovo documento OIC 34 sui ricavi. Si sottolinea che la risposta è in pubblica consultazione fino al giorno 11.12.2023 ed è possibile inviare commenti al seguente indirizzo: staffoic@fondazione.eu
Vediamo quesito e la risposta della Fondazione OIC.
Nuovo OIC 34: chiarimenti sull'applicazione
Nel dettaglio, l’OIC, organismo italiano di contabilità, ha ricevuto una richiesta di chiarimento in merito ai criteri previsti dai paragrafi A.5 – A.7 dall’OIC 34 Ricavi per distinguere se una società agisce per conto proprio o per conto di terzi.
In particolare è stato chiesto di chiarire se tali paragrafi dell’OIC 34 siano compatibili con l'attuale quadro normativo e quindi possano essere applicati prima dell'adozione dell'intero OIC 34 che avverrà a partire dal 2024.
La bozza di documento chiarisce che, in generale nell’OIC 34 non è prevista l’adozione anticipata al 2023, inoltre, il tema della rilevazione dei ricavi da parte di soggetti che operano in qualità di intermediari è stato già affrontato dall’OIC nella Newsletter di settembre 2017.
Da tale Newsletter si evince che il principio del trasferimento dei rischi e benefici era già presente sia nell’OIC 15 per la rilevazione dei ricavi e sia nell’OIC 13 per la rilevazione delle rimanenze di magazzino e pertanto si concludeva che:
“laddove la società non assuma alcun rischio e beneficio rilevante (ponendo in essere nei fatti un’attività di intermediazione) non iscrive in bilancio né il ricavo della vendita né il costo d’acquisto della materia prima. Iscrive, invece, le commissioni ad essa spettanti e i ricavi derivanti da eventuali servizi prestati”.
Pertanto, dato che l’OIC 34 non prevede la possibile applicazione anticipata, applicando i principi contabili attualmente vigenti una società che non assume alcun rischio e beneficio rilevante non iscrive in bilancio né il ricavo derivante dalla vendita del bene, né il costo d’acquisto del bene.
Tale società, come chiarito dall’OIC 34, deve contabilizzare la prestazione fatta al cliente come se agisse per conto di terzi e quindi iscrivere il valore della commissione ad essa spettante rappresentato da il ricavo derivante dalla vendita del bene al netto dei costi sostenuti per l’acquisto del bene stesso
Concludendo, la risposta dell'OIC, in consultazione fino all'11.12, ha confermato che, anche se non è prevista adozione anticipata per i principio suddetto, le disposizioni contenute nell’OIC 34 possono essere applicate già per i bilanci 2023, se confermati da principi generali preesistenti.