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Online i debiti rottamabili: domande all’Ader dal 16 ottobre
L'Agenzia delle entrate-Riscossione attiva il servizio per verificare le cartelle ammesse alla Rottamazione-quinquies degli enti locali. Come richiedere il prospetto informativo, presentare domanda entro il 15 dicembre e pagare fino a 54 rate.
Dal 15 ottobre 2026 i contribuenti possono verificare quali debiti relativi a IMU, TARI, bollo auto, multe stradali e altre entrate degli enti territoriali rientrano nella Rottamazione-quinquies.
L'Agenzia delle entrate-Riscossione (AdER) ha attivato sul proprio sito il servizio per richiedere il prospetto informativo con l'elenco dei carichi rottamabili e gli importi dovuti in caso di adesione alla definizione agevolata.
La novità precede l'apertura delle domande, prevista per domani 16 ottobre 2026, con scadenza fissata al 15 dicembre 2026.
La misura interessa i contribuenti con debiti affidati ad AdER da Regioni, Comuni e altri enti locali che hanno adottato il provvedimento di adesione. Sono circa 1.500 gli enti interessati. Leggi anche Quali Comuni hanno aderito alla rottamazione quinquies? Pubblicato l’elenco
Si tratta di circa 1.500 enti che, come previsto dalla norma, hanno comunicato il provvedimento di applicazione della
definizione agevolata ai carichi riferiti alle proprie entrate e affidati all’agente della riscossione (per esempio Imu, Tari, bollo auto, multe stradali).
Ricordiamo che la legge di bilancio 2026, Legge n. 199 ai commi 102-110, ha introdotto dal 1° gennaio la possibilità per gli enti territoriali quali: regioni, città metropolitane, province e comuni, di disciplinare autonomamente a regime forme di definizione agevolata delle proprie entrate, tributarie e patrimoniali.
Si tratta di una nuova opportunità offerta per la gestione delle entrate locali, idoneo a stimolare la riscossione dei crediti di difficile esigibilità in coerenza con vincoli di bilancio, purché circoscritto a periodi temporali ben definiti, con l’obiettivo ultimo di agevolare il pagamento da parte degli utenti in difficoltà economica ed alleggerire il carico amministrativo.
Rottamazione IMU, TARI e multe: come verificare i debiti ammessi
La principale novità riguarda la possibilità di conoscere preventivamente le cartelle che possono beneficiare della definizione agevolata.
Dal 15 ottobre è disponibile il servizio per richiedere il prospetto informativo, che riporta:
- l'elenco dei carichi che possono rientrare nella Rottamazione-quinquies;
- gli importi dovuti per la definizione agevolata.
Il documento permette quindi di verificare la propria posizione prima di presentare la domanda.
Occorre distinguere due verifiche:
- l'elenco pubblico degli enti aderenti consente di sapere quali amministrazioni hanno adottato la misura,
- mentre il prospetto informativo personale permette di individuare i debiti del singolo contribuente che possono essere inseriti nella richiesta.
L'adesione dell'ente non significa, infatti, che tutti i debiti del contribuente siano automaticamente rottamabili.
Come richiedere il prospetto informativo AdER
Il prospetto può essere richiesto online attraverso due modalità.
- Richiesta nell'area riservata. Il contribuente può accedere al sito Agenzia delle entrate-Riscossione utilizzando SPID, CIE o CNS. Professionisti e imprese possono utilizzare anche le credenziali dell'Agenzia delle entrate previste per l'accesso. Nella sezione "Definizione agevolata (Rottamazione-quinquies enti territoriali)" è disponibile il servizio per richiedere il documento. Entro le successive 12 ore, il sistema invia un'e-mail all'indirizzo indicato, contenente il link per scaricare il prospetto informativo. Il documento deve essere scaricato entro 5 giorni dalla ricezione del collegamento.
- Richiesta nell'area pubblica. In alternativa, è possibile utilizzare il servizio disponibile nell'area pubblica del sito, senza credenziali di accesso. Occorre compilare l'apposito modulo e allegare la documentazione di riconoscimento richiesta. Dopo la convalida della richiesta e la verifica della documentazione, il contribuente riceve un'e-mail con il collegamento per scaricare il prospetto, anche in questo caso entro 5 giorni.
Domande dal 16 ottobre: come aderire alla Rottamazione-quinquies
La finestra per presentare le domande si apre il 16 ottobre 2026 e si chiude il 15 dicembre 2026.
L'adesione può avvenire esclusivamente online, attraverso il sito AdER, scegliendo tra area riservata e area pubblica.
Nell'area riservata, il sistema propone automaticamente l'elenco dei carichi definibili, consentendo al contribuente di selezionare quelli da inserire nella domanda.
Il contribuente deve inoltre indicare se intende pagare in un'unica soluzione oppure a rate.
Nell'area pubblica, invece, è necessario compilare la domanda inserendo i numeri identificativi delle cartelle da definire, la modalità di pagamento scelta e un indirizzo e-mail per ricevere la ricevuta di presentazione. È richiesta anche la documentazione di riconoscimento.
In caso di rateizzazione, ogni rata non potrà avere un importo inferiore a 100 euro.
Quali debiti rientrano nella Rottamazione degli enti locali
La Rottamazione-quinquies, estesa agli enti territoriali dal DL n. 38/2026, convertito dalla legge n. 88/2026, riguarda i debiti tributari e non tributari risultanti dai carichi affidati all'agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023.
Tra le entrate potenzialmente interessate figurano:
- IMU e altri tributi comunali;
- TARI, relativa alla tassa sui rifiuti;
- bollo auto, per le entrate regionali;
- multe stradali e altre sanzioni amministrative;
- ulteriori entrate tributarie e non tributarie degli enti aderenti.
Sono esclusi i debiti derivanti da pronunce di condanna della Corte dei conti.
La definizione agevolata consente di pagare il capitale residuo e le eventuali spese per procedure esecutive e notifiche, senza corrispondere sanzioni, interessi compresi nei carichi, interessi di mora e aggio.
Per le multe stradali, invece, il beneficio riguarda gli interessi e le maggiorazioni, oltre all'aggio, mentre resta dovuta la sanzione principale.
Attenzione: la misura riguarda esclusivamente i carichi affidati ad AdER dagli enti aderenti. Non comprende i tributi gestiti direttamente dagli enti o affidati a concessionari privati, per i quali possono essere previste forme autonome di definizione agevolata.
Rottamazione cartelle: scadenze e pagamento fino a 54 rate
Agenzia delle entrate-Riscossione comunicherà ai contribuenti l'importo da versare entro il 28 febbraio 2027.
Il pagamento potrà avvenire in un'unica soluzione oppure attraverso un piano rateale, fino a un massimo di 54 rate bimestrali di pari importo.
Allegati:Adempimento Scadenza Disponibilità del servizio per il prospetto informativo 15 ottobre 2026 Apertura delle domande 16 ottobre 2026 Termine per presentare domanda 15 dicembre 2026 Comunicazione AdER delle somme dovute Entro il 28 febbraio 2027 Pagamento in unica soluzione o prima rata 31 marzo 2027 Numero massimo di rate 54 rate bimestrali In caso di pagamento dilazionato si applicano interessi del 3% annuo dal 1° aprile 2027.
La definizione agevolata perde efficacia in caso di omesso o insufficiente pagamento dell'unica rata, di due rate anche non consecutive oppure dell'ultima rata del piano, secondo le specifiche regole di tolleranza previste dalla normativa.
Chi ha perso una precedente rottamazione può aderire?
La nuova definizione può comprendere anche debiti già inseriti in precedenti procedure agevolate, purché ricorrano le condizioni previste dalla legge.
In particolare, possono rientrare i debiti oggetto delle prime tre rottamazioni per i quali il contribuente è decaduto dai benefici.
Sono inoltre ammessi, alle condizioni previste, i carichi della Rottamazione-quater e della relativa riammissione per i quali al 30 settembre 2025 risultavano persi i benefici.
Restano invece esclusi i debiti inseriti in piani della Rottamazione-quater, o della relativa riammissione, che risultavano in regola con tutte le rate scadute alla medesima data.
Prima dell'adesione è quindi opportuno verificare il proprio prospetto informativo e controllare che le cartelle da definire rientrino effettivamente nella misura.
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Rottamazione quinquies: seconda rata entro il 30 settembre, per chi c’è tolleranza
Entro il 30 settembre scade il pagamento della seconda rata per la rottamazione quinquies.
Leggi anche Rottamazione quinquies, cosa succede se salti una rata: quando si decade davvero?
Il termine di pagamento è fissato al 30 settembre e riguarda i contribuenti che hanno aderito alla definizione agevolata delle cartelle introdotta dalla legge di Bilancio 2026.
Il versamento deve essere effettuato utilizzando il modulo allegato alla comunicazione delle somme dovute.I contribuenti che ne hanno necessità possono recuperare la comunicazione, con il dettaglio degli importi da versare e i moduli di pagamento:
- direttamente nell’area riservata del sito www.agenziaentrateriscossione.gov.it
- oppure riceverli via e-mail inviando una richiesta dall’area pubblica, senza necessità quindi di credenziali di accesso, allegando un documento di riconoscimento.
Rottamazione quienquies: come pagare
Una volta presentata la domanda la Riscossione ha reso disponibili la Comunicazione delle somme dovute con:
- l'esito di accoglimento o rigetto,
- il prospetto di sintesi dei carichi inseriti,
- gli importi da versare e le scadenze.
In fase di adesione il contribuente ha scelto la modalità di pagamento, secondo questi parametri:
- pagamento in unica soluzione oppure in un massimo di 54 rate bimestrali distribuite in 9 anni;
- importo della singola rata non inferiore a 100 euro;
- versamento della prima o unica rata entro il 31 luglio 2026.
Alla comunicazione sono allegati i moduli di pagamento delle prime 10 rate.
Se il piano supera le dieci rate, gli ulteriori moduli sono resi disponibili in area riservata e, per i soli contribuenti che hanno presentato domanda dall'area pubblica, inviati al domicilio indicato prima della scadenza dell'undicesima rata.
Ricordiamo che a seguito della presentazione della domanda di adesione, Agenzia delle entrate-Riscossione, limitatamente ai debiti rientranti nell’ambito applicativo (debiti “definibili”) della Rottamazione-quinquies:
- non avvierà nuove procedure cautelari o esecutive;
- non proseguirà le procedure esecutive precedentemente avviate salvo che non abbia già avuto luogo il primo incanto con esito positivo;
- resteranno in essere eventuali fermi amministrativi o ipoteche già iscritte alla data di presentazione della domanda.
Inoltre, il contribuente, sempre per i debiti “definibili”, non sarà considerato inadempiente ai sensi degli articoli 28-ter e 48-bis del DPR n. 602/1973 e per il rilascio del documento unico di regolarità contributiva (DURC).
La legge prevede infine che, a seguito della presentazione della domanda di adesione, sempre limitatamente ai debiti rientranti nell'ambito applicativo della Rottamazione-quinquies (debiti "definibili"), siano sospesi:
- i termini di prescrizione e decadenza dei carichi inseriti nella domanda;
- fino alla scadenza della prima o unica rata delle somme dovute a titolo di Rottamazione-quinquies, gli obblighi di pagamento derivanti da precedenti rateizzazioni in essere alla data di presentazione della domanda.
Rottamazione quinquies: domiciliazione, ContiTu e i carichi che rientrano nella definizione
La comunicazione contiene anche le istruzioni per attivare l'addebito diretto delle rate sul conto corrente.
Oltre allo sportello, la domiciliazione si richiede con il servizio “Attiva/revoca mandato SDD piani di Definizione agevolata” in area riservata.
È inoltre attivo ContiTu, disponibile in area pubblica, che consente di definire in via agevolata soltanto alcuni degli avvisi o cartelle contenuti nella comunicazione.
Ricordiamo che la misura, introdotta dalla Legge n. 199/2025 (Legge di Bilancio 2026), riguarda esclusivamente i carichi affidati alla riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023: imposte dichiarate e non versate, omesso versamento di contributi INPS diversi da quelli richiesti a seguito di accertamento, sanzioni amministrative per violazioni del codice della strada affidate dalle Prefetture. La definizione consente di versare il solo debito residuo a titolo di capitale e il rimborso spese per eventuali procedure esecutive e diritti di notifica. Non sono dovuti interessi e sanzioni inclusi nei carichi, interessi di mora, sanzioni civili accessorie ai crediti previdenziali e aggio; per le sanzioni del codice della strada non sono dovuti gli interessi (comprese le “maggiorazioni”) e l'aggio.
Rottamazione quinquies: a cosa prestare attenzione
La novità di questa definizione agevolata è che chi non ha versato la prima rata entro il 31 luglio, nonostante il termine perentorio, non fuoriuscirà subito dal perimetro della pace fiscale.
La decadenza dalla rottamazione quinquies arriva solo dopo due mancati pagamenti, anche non consecutivi.
E' importante ricordare che la Rottamazione-quinquies perde efficacia se, alla data di scadenza di una rata del piano, risultano due rate non saldate o versate solo parzialmente.
Attenzione quindi, se al 30 settembre risultassero omessi o insufficienti i pagamenti relativi alle prime due rate (la precedente scadeva il 31 luglio), verranno meno i benefici della definizione agevolata.
La decadenza dalla Rottamazione-quinquies si verifica anche a seguito dell’omesso o insufficiente versamento dell’ultima rata del piano (se si è scelto il pagamento in due sole rate, la seconda da versare il 30 settembre è anche l’ultima), ma in questo caso saranno considerati tempestivi i versamenti effettuati entro i 5 giorni successivi alla data di scadenza, quindi entro il 5 ottobre.La legge prevede, infatti, che tale maggior termine di 5 giorni sia considerato nelle sole ipotesi di versamento in un’unica rata (che era previsto il 31 luglio 2026) o dell’ultima rata di quelle nelle quali il debitore ha scelto di dilazionare il pagamento.
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Quali Comuni hanno aderito alla rottamazione quinquies? Pubblicato l’elenco
L'Agenzia delle entrate-Riscossione pubblica l’elenco delle Regioni e degli enti locali che hanno scelto di applicare la definizione agevolata ai propri carichi.
Sono circa 1.500 gli enti interessati. I contribuenti potranno presentare domanda dal 16 ottobre al 15 dicembre 2026, con le modalità che ADER dovrà pubblicare entro il 15 ottobre.
Agenzia delle entrate-Riscossione ha pubblicato l’elenco delle Regioni e degli enti locali che hanno aderito alla Rottamazione-quinquies per le entrate territoriali.
Come specificato nel comunicato stampa del 25 settembre 2026, si tratta di circa 1.500 enti che hanno comunicato il provvedimento con il quale hanno deciso di applicare la definizione agevolata ai carichi riferiti alle proprie entrate e affidati all’Agente della riscossione.
Tra gli esempi indicati dall’Agenzia figurano Imu, Tari, bollo auto e multe stradali.
Ricordiamo in proposito, che l'Agenzia della Riscossione ha pubblicato in data 9 giugno il Modello da ultilizzare per la rottamazione dei tributi locali.
E' stata la Legge di conversione del Dl Fiscale ha previsto la misura agevolativa.
ATTENZIONE dal 15 ottobre ciascun contribuente dei comuni che hanno aderito può controllare online i debiti rottamabili e può presentare domanda dal 16 ottobre leggi qui tutti i dettagli Online i debiti rottamabili: domande all'Ader dal 16 ottobre
Rottamazione per tributi locali: che cos’è
La Legge n. 88/2026, di conversione del DL n. 38/2026, ha introdotto importanti novità in materia fiscale.
In particolare, l'articolo 10-quinquies, prevede l’estensione della Definizione agevolata delle cartelle (cosiddetta Rottamazione-quinquies) anche a tutti i debiti, tributari e non, con esclusione di quelli derivanti da pronunce di condanna della Corte dei conti, risultanti dai carichi affidati all’Agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al dicembre 2023 dalle Regioni e dagli enti locali.
Quali debiti degli enti locali rientrano nella rottamazione
La definizione riguarda i debiti tributari e non tributari, con esclusione di quelli derivanti da pronunce di condanna della Corte dei conti, risultanti dai carichi affidati all’Agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023 dalle Regioni e dagli enti locali.
L’applicazione della Rottamazione-quinquies era subordinata all’adozione, da parte dell’ente interessato, di uno specifico provvedimento da pubblicare sul proprio sito istituzionale e da trasmettere ad Agenzia delle entrate-Riscossione entro il 31 luglio 2026.
Attenzione però all’ambito della misura: il comunicato precisa che la Rottamazione-quinquies riguarda solo i carichi affidati ad Agenzia delle entrate-Riscossione.
Non rientrano quindi in questa procedura i tributi locali gestiti direttamente dall’ente mediante riscossione diretta oppure affidati per la riscossione coattiva a concessionari privati.
Per tali entrate la Legge di Bilancio 2026 attribuisce agli enti territoriali la possibilità di adottare proprie delibere e regolamenti per introdurre una definizione agevolata autonoma, secondo le modalità stabilite dal singolo ente.
Rottamazione degli enti territoriali: il calendario
Con la legge n 113/2026 di conversione del DL n 63/2026 si prevede che:
- a decorrere dal 15 ottobre 2026 e non dal 15 settembre 2026, l’agente della riscossione rende disponibili ai debitori, nell’area riservata del proprio sito internet istituzionale, i dati necessari a individuare i carichi definibili;
- tra il 16 ottobre 2026 e il 15 dicembre 2026 e non tra il 16 settembre e il 31 ottobre 2026, il debitore presenta la dichiarazione con cui manifesta all’agente della riscossione la propria volontà di procedere alla definizione, con modalità esclusivamente telematiche;
- il pagamento delle somme dovute per la definizione è effettuato in un’unica soluzione entro il 31 marzo 2027 e non entro il 31 gennaio 2027, oppure in un massimo di cinquantaquattro rate bimestrali di pari importo;
- entro il 28 febbraio 2027 e non entro il 31 dicembre 2026, l’agente della riscossione invia ai debitori la comunicazione con l’ammontare complessivo delle somme dovute per la definizione, l’importo delle singole rate e le relative scadenze;
Per gli enti territoriali ( Comuni e Regioni) possibilità di aderire entro il 31 luglio.
Domande dal 16 ottobre 2026
Per i contribuenti la data da segnare è il 16 ottobre 2026.
I contribuenti che hanno debiti affidati ad Agenzia delle entrate-Riscossione da uno degli enti che hanno comunicato l’adesione potranno infatti presentare la richiesta di definizione agevolata dal 16 ottobre al 15 dicembre 2026.
La domanda dovrà essere presentata con modalità esclusivamente telematiche, che Agenzia delle entrate-Riscossione renderà disponibili sul proprio sito entro il 15 ottobre 2026.
Entro la stessa data del 15 ottobre saranno messi a disposizione dei contribuenti, nell’area riservata del sito dell’Agenzia, i dati necessari per individuare i carichi che possono essere inclusi nella Rottamazione-quinquies.
Comunicazione delle somme e pagamento
Secondo quanto indicato nel comunicato, Agenzia delle entrate-Riscossione comunicherà ai contribuenti l’ammontare delle somme dovute per la definizione agevolata entro il 28 febbraio 2027.
Il pagamento potrà essere effettuato:
- in unica soluzione entro il 31 marzo 2027;
- oppure in un massimo di 54 rate bimestrali di pari importo.
Per verificare se il proprio Comune, Regione o altro ente territoriale ha aderito alla Rottamazione-quinquies è quindi necessario consultare l’elenco pubblicato da Agenzia delle entrate-Riscossione, prestando attenzione anche alle eventuali indicazioni riportate nella colonna dedicata alle note.
Rottamazione enti locali: modello per i comuni e data per la domande
Il 9 giugno, l'Ader ha pubblicato il modello ufficiale da utilizzare per l'adesione da parte dei comuni.
Scarica qui il Modello Rottamazione quinquies per l'adesione da parte degli Enti.
Il comunicato stampa della Riscossione oltre a riepilogare tutte le regole per aderire ha reso disponibile il Modello della Rottamazione quinquies dei tributi locali da inviare da parte dei comuni e solo allora i contribuenti potranno aderire.
In partcolare, dal 16 settembre sul sito di AdeR, dopo che l’ente territoriale abbia adottato e comunicato l’applicazione della Rottamazione-quinquies ai carichi affidati ad Agenzia delle entrate-Riscossione, i contribuenti potranno aderire in base alla procedura definita dal decreto legge n. 38/2026 i cui termini sono stati modificati dalla Legge di conversione del DL n 63/2026.
Allegati: -
Rottamazione 2026-2028: consulta lo scadenzario ADER in vista del 30 settembre
Il prossimo 30 settembre scadrà la prossima rata della rottamazione quinquies.
In tale occasione l'Ader ha recentemente aggiornato il servizio denominato "Caledario delle Rottamazioni" per consultare anno per anno tutti i propri pagamenti delle Rottamazioni quater e quinquies.
Prima dei dettagli è bene soffermarsi su alcune novità fiscali recate dalla Legge di conversione del DL fiscale.
Per la rottamazione quinquies, il comma 2-bis inserito all’articolo 10 prevede che la tolleranza di cinque giorni rispetto alle scadenze ordinarie si applicherà limitatamente ai pagamenti previsti dalle lettere a) e c) del comma 95, articolo 1 della Legge di Bilancio 2026.
Si tratta nello specifico:
- dell’unica rata da versare entro il 31 luglio 2026 (già scaduta appunto);
- dell’ultima rata di quelle nelle quali il debitore ha scelto di dilazionare il pagamento.
Vediamo il servizio ADER con il calendario dei pagamenti delle rottamazioni.
Rottamazione: tutte le scadenze dal 2026 al 2028 dall’ADER
L'Ader ha attivato un nuovo servizio per consultare il calendario delle Rottazioni in corso.
In particolare è possibile accedere alla pagina preposta dell'Agenzia delle Riscossione dove consultare anno per anno, dal 2026 al 2028, tutte le rate della:
- Rottamazione quater,
- Rottamazione quinquies.
Leggi qui: Rottamazione quinquies: ultimi giorni per aderire con il riepologo delle regole.
Nel frattempo per non confondersi sulle proprie rate per chi ha aderito anche alla rottamazione quater ed ha in corso i pagamenti è possibile utilizzare il nuovo servizio della Riscossione che consente di visualizzare lo scadenzario 2026-2027-2028 per tutti i pagamenti delle due rottamazioni.
Rottamazione quater e quinquies: scadenzario 2026
Tabella anno 2026 rottamazione quater e quinquies

Lo scadenzario completo della rottamazione quinquies e quater è anche utile anche per sapere se per una data scadenza vi sarà la tolleranza dei cinque giorni oppure no.
Ad oggi 23 settembre la pagina del calendario appare cosi:

Rottamazione quater e quinquies: scadenzario 2027
Sempre accedendo al sito dell'Ader e utilizzando il medesimo servizio di calendario dei pagamenti delle Rottamazioni quater e quinquies vediamo le scadenze 2027:

Ad oggi 23 settembre la schermata di riepilogo appare cosi:

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Rottamazione dei tributi locali: sconti su sanzioni e interessi, ma decide ogni Comune
Una nuova possibilità di regolarizzazione potrebbe aprirsi per i contribuenti che hanno debiti fiscali con Comuni e Regioni. Lo schema di decreto legislativo sui tributi regionali e locali consente infatti agli enti territoriali di introdurre proprie forme di definizione agevolata, con la riduzione o l’esclusione di sanzioni e interessi.
Non si tratta, tuttavia, di una rottamazione nazionale applicabile automaticamente in tutta Italia. Sarà ciascun ente a decidere se attivare la misura, quali debiti includere e quali condizioni applicare.
A stabilirlo è stato il Decreto Legislativo approvato in via preliminare nel 2025 e su cui in data 29 luglio scorso il Governo ha ripreso le fila. (Leggi anche Federalismo enti locali: il Governo procede malgrado le Regioni)
Il testo ricordiamolo introduce disposizioni in materia di tributi regionali e locali e di federalismo fiscale regionale.
Rottamazione locale: che cosa prevede il decreto sul federalismo
La novità è contenuta nell’articolo 4 dello schema di decreto legislativo dedicato ai tributi regionali e locali.
Nel rispetto dell’equilibrio di bilancio, Regioni ed enti locali potranno introdurre autonomamente forme di definizione agevolata per gli obblighi tributari rimasti totalmente o parzialmente inadempiuti. La norma guarda in particolare ai crediti di difficile riscossione e consente agli enti di prevedere:
- l’esclusione o la riduzione degli interessi;
- l’esclusione o la riduzione delle sanzioni;
- il pagamento delle somme dovute entro un termine stabilito dall’ente.
Il tributo non viene quindi necessariamente cancellato: l’agevolazione riguarda principalmente gli importi aggiuntivi maturati per il mancato o tardivo pagamento. Le condizioni precise dipenderanno dal provvedimento approvato da ciascun Comune o Regione.
La sanatoria non sarà automatica
Il punto più importante per i contribuenti è che il decreto attribuisce agli enti una facoltà, non un obbligo.
Il contribuente con debiti relativi, ad esempio, a tributi comunali non potrà accedere alla definizione agevolata sulla sola base della norma nazionale. Dovrà attendere che l’ente creditore approvi uno specifico regolamento o un altro atto previsto dalla normativa vigente.
Ciò significa che le regole potrebbero cambiare da un territorio all’altro. Un Comune potrebbe decidere di eliminare integralmente le sanzioni, un altro di ridurle soltanto in parte, mentre un altro ancora potrebbe non introdurre alcuna agevolazione.
Gli enti dovranno adottare le misure tenendo conto della propria situazione economica e finanziaria e della capacità della definizione agevolata di incrementare la riscossione delle entrate.
Rottamazione tributi locali: quali ci potranno rientrare
La definizione potrà riguardare i tributi disciplinati e gestiti direttamente dalle Regioni e dagli enti locali.
Per i Comuni, in base alle scelte contenute nel singolo regolamento, potranno quindi essere interessati tributi come IMU e TARI, oltre alle altre entrate tributarie di competenza dell’ente.
Sono invece espressamente escluse:
- l’IRAP;
- le compartecipazioni a tributi erariali;
- le addizionali applicate ai tributi dello Stato, comprese le addizionali IRPEF.
Lo schema consente inoltre a Regioni ed enti locali di introdurre definizioni agevolate anche per le entrate di natura patrimoniale, purché tale possibilità sia prevista dall’atto adottato dall’ente.
Non solo cartelle: possibili sconti anche su accertamenti e ricorsi
La novità non riguarda esclusivamente le cartelle o i debiti già affidati alla riscossione.
Gli enti potranno prevedere la definizione agevolata anche quando sono già in corso procedure di accertamento. Potranno inoltre essere incluse le controversie pendenti davanti alla giustizia tributaria nelle quali sia parte lo stesso Comune o la stessa Regione.
Il campo di applicazione potenziale è quindi più ampio rispetto a una tradizionale rottamazione delle cartelle: potrà comprendere anche avvisi di accertamento e liti tributarie ancora aperte, secondo le modalità stabilite dall’ente.
Almeno 60 giorni per aderire
Il termine concesso ai contribuenti per effettuare gli adempimenti non potrà essere inferiore a 60 giorni dalla pubblicazione dell’atto sul sito istituzionale dell’ente.
La pubblicazione online sarà determinante anche per l’efficacia dei regolamenti degli enti locali. Dopo la pubblicazione, il provvedimento dovrà essere trasmesso entro 60 giorni al Dipartimento delle Finanze, ma soltanto per finalità statistiche.
Le definizioni dovranno inoltre riferirsi a periodi di tempo circoscritti. Non sarà quindi possibile introdurre una sanatoria generale e permanente: il regolamento dovrà precisare quali annualità, debiti o atti possono essere regolarizzati.
Rottmazione tributi locali: che cosa dovranno controllare i contribuenti
Prima di presentare una domanda sarà necessario verificare sul sito del Comune o della Regione:
- l’effettiva approvazione della definizione agevolata;
- i tributi e le annualità ammesse;
- la misura dello sconto su interessi e sanzioni;
- l’eventuale inclusione di accertamenti e contenziosi;
- le modalità e la scadenza per il pagamento;
- l’eventuale possibilità di rateizzazione.
Lo schema di decreto crea dunque una cornice normativa comune, ma la concreta applicazione dipenderà dalle decisioni dei singoli enti. Fino all’approvazione e alla pubblicazione del relativo atto locale, non sarà possibile considerare la rottamazione già disponibile per il contribuente.
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Rottamazione quater: la definizione di un soggetto libera gli altri
La rottamazione quater si perfeziona sempre, sotto il profilo processuale, con il solo pagamento della prima rata, senza dover attendere quindi il completamento del piano dei versamenti. La definizione di un coobligato libera anche gli altri.
Questa è la sintesi della pronuncia della Cassazione n 5889/2026.
Rottamazione quater: la definizione di un soggetto libera gli altri
La Cassazione n 5889 del 2026 ha chiarito tre importanti aspetti:
- la Rottamazione quater, sotto il profilo processuale, si perfeziona sempre con il solo pagamento della prima rata, senza dover attendere quindi il completamento del piano dei versamenti.
- la sanatoria si applica anche alle entrate non tributarie,
- la definizione effettuata da parte di un coobbligato produce effetti nei confronti di tutti, anche se si tratta di entrate non tributarie.
Non è la prima volta che la Suprema Corte affronta questo tema e in effetti i principi statuiti non sono stati sempre concordanti. Essa ricordan che nell’Ordinanza n. 24428/2024 si è infatti sostenuto che la mera trasmissione della domanda fosse di per sé sufficiente ai fini dell’estinzione del giudizio.
L’Ordinanza n. 24933/2024 ha invece seguito la tesi tradizionale sopra ricordata relativa alla ultimazione dei pagamenti.
Vi è inoltre un terzo orientamento che richiede non solo la trasmissione della domanda di rottamazione ma anche la regolarità dei versamenti alla data in cui viene richiesta l’estinzione del giudizio.
Con l’articolo 12 bis del Dl 84/2025 è stata infine introdotta una disposizione interpretativa per la quale gli effetti processuali della rottamazione si collegano alla trasmissione di una valida domanda di sanatoria ed al puntuale pagamento della prima e unica rata.
Leggi anche Rottamazione quater e liti pendenti: semplificazione nel Decreto Fiscale
La recente pronuncia ha inoltre affermato che rientrano nella definizione agevolata anche entrate non tributarie (nella specie, si trattava del recupero di somme derivanti dall’utilizzo del fondo di garanzia per le piccole e medie imprese). Ai fini della agevolazione conta che si sia in presenza di somme affidate all’agente della riscossione e che non si ricada in una delle ipotesi di esclusione tassativamente indicate nella disciplina di legge.
Infine, aspetto più rilevante di tale pronuncia che ha un pò riepilogoato lo stato dell'arte è che le Sezioni unite hanno affermato che la posizione dei coobbligati debba essere sempre considerata sotto il profilo oggettivo, avendo riguardo al debito inteso nella sua unitarietà.
Ne deriva che la definizione operata da uno vale anche per gli altri.
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Rottamazione quater: senza pagamento il processo non si estingue
Alla luce della recente Ordinanza della Cassazione n. 29574/2025, che per la prima volta ha applicato l’articolo 12-bis del Dl 84/2025, si consolida un principio: ai fini dell’estinzione del processo tributario, è sufficiente il pagamento della prima o unica rata della definizione agevolata.
Tuttavia, se il pagamento non c’è, la sola presentazione dell’istanza di rottamazione non ha alcun effetto.
Lo ha confermato anche la Corte di Giustizia Tributaria di Secondo Grado del Molise, con la sentenza n. 174 del 25 agosto 2025, che si è pronunciata su un caso paradigmatico.
Al contribuente che aveva presentato domanda di rottamazione-ter ma senza versare nulla la corte di giustizia specifica che il processo va avanti e l’atto impugnato può essere annullato se infondato o viziato.
Rottamazione, senza pagamento il processo non si estingue
Il contenzioso nasce da una intimazione di pagamento da oltre 56mila euro, basata su una cartella esattoriale del 2011, mai notificata validamente al contribuente. Quest’ultimo ha impugnato l’intimazione nel 2022, eccependo l’intervenuta prescrizione del credito erariale.
La CGT Molise ha accertato che la notifica della cartella era inesistente, poiché avvenuta a un indirizzo non più valido e non corrispondente al domicilio fiscale del contribuente, già trasferitosi da oltre un mese.
Di conseguenza, nessuna interruzione del termine prescrizionale è stata riconosciuta: i tributi si erano prescritti dopo 10 anni, e l’atto successivo, l’intimazione, è arrivato fuori tempo massimo.
Nel corso del giudizio, l’Agenzia delle Entrate-Riscossione ha tentato di far valere l’efficacia interruttiva della domanda di rottamazione-ter presentata nel 2019.
Tuttavia, la Corte ha ritenuto che nessun effetto interruttivo possa derivare da un’istanza che non ha prodotto effetti sostanziali, essendo mancato ogni pagamento.
In assenza di versamenti, la rottamazione è inefficace, e la sua presentazione non costituisce né rinuncia alla prescrizione né riconoscimento del debito.
La Corte richiama, a conferma, anche l’orientamento della Cassazione n. 8304/2025, secondo cui la rinuncia alla prescrizione deve essere chiara, inequivoca e accompagnata da comportamenti concludenti, come appunto un pagamento.
Mentre nella rottamazione-quater (DL 84/2025, art. 12-bis) è il pagamento della prima rata a determinare l’estinzione del processo per cessazione della materia del contendere, nella precedente edizione (la “ter”) non vi era una norma espressa con tale effetto.
Tuttavia, la CGT Molise chiarisce un punto fondamentale:
- se manca qualsiasi pagamento, anche la dichiarazione di voler aderire alla sanatoria non ha alcun impatto sul processo, che può proseguire e concludersi con l’annullamento dell’atto impugnato, come avvenuto nel caso in esame.
Con questa sentenza, i giudici segnano una netta distinzione tra:
- effetto processuale, che si realizza solo con il versamento della prima rata (come confermato anche dalla Cassazione, ma solo per la “quater”);
- effetto sostanziale: che comporta l’estinzione del debito solo in caso di completamento dei pagamenti.
Nel caso affrontato dalla CGT Molise, nessuno dei due effetti si è prodotto, con la conseguenza che il processo non si è estinto e il credito erariale è stato dichiarato prescritto.
La sola domanda non basta: senza pagamento, la rottamazione non produce effetti, né processuali né sostanziali.
La sentenza n. 174/2025 della CGT Molise e l’ordinanza n. 29574/2025 della Cassazione tracciano insieme un perimetro chiaro: la rinuncia al processo contenuta nella domanda di definizione agevolata è efficace solo se accompagnata da un pagamento concreto.
In caso contrario, il giudizio prosegue, e se fondata la domanda del contribuente può portare all’annullamento dell’atto impugnato, come accaduto in Molise.
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Contributo in conto impianti e lavoro autonomo: com’è tassato
Con la Risposta a interpello n 277 del 3 novembre le Entrate replica ad un istante professionista che dichiara di aver «acquistato nel 2022 attrezzature […] strumentali per la propria attività professionale […]. Per tali attrezzature, il sottoscritto ha iniziato a dedurre le quote di ammortamento a partire dal 2022 […] secondo il coefficiente di ammortamento […] previsto per la categoria di appartenenza. Nel 2025, il sottoscritto ha ricevuto un contributo in conto impianti […] relativo alle medesime attrezzature acquistate nel 2022, a seguito della partecipazione ad un avviso pubblico regionale».
Il dubbio nasce dalla tempistica: il contributo è stato incassato tre anni dopo l’acquisto.L’istante chiede quindi come debba essere trattato fiscalmente il contributo ricevuto nel 2025, alla luce del nuovo principio di onnicomprensività introdotto nel 2024 nell’articolo 54 del TUIR, e se sia possibile applicare una forma di tassazione parziale, similmente a quanto avviene in ambito d’impresa.
Per evitare una tassazione integrale e immediata, il contribuente propone una soluzione alternativa:
- tassare nel 2025 solo la parte del contributo relativa agli ammortamenti già dedotti (2022–2024), come sopravvenienza attiva;
- ridurre il valore residuo dei beni per la parte restante del contributo, ricalcolando le quote di ammortamento future.
In sostanza, l’istante chiede di allineare la fiscalità professionale a quella d’impresa, evitando un trattamento più penalizzante.
Contributo in conto impianti e lavoro autonomo: quando scatta la tassazione
L’Agenzia ricorda che il nuovo articolo 54 del TUIR, modificato dal D.Lgs. 192/2024, introduce per i lavoratori autonomi un principio di onnicomprensività secondo cui sono imponibili tutte le somme percepite, a prescindere dalla loro natura, comprese le sopravvenienze attive.
Anche se i contributi in conto impianti non sono espressamente citati, la relazione illustrativa al decreto conferma che componenti reddituali straordinari – prima esclusi – rientrano ora nel calcolo del reddito.
Se il contributo è incassato nello stesso anno dell’acquisto del bene, esso riduce il costo fiscalmente rilevante, e quindi abbassa le quote di ammortamento deducibili.
Tuttavia, se, come nel caso esaminato ,il contributo arriva in un periodo d’imposta successivo, la situazione cambia: l’ammortamento è già stato parzialmente dedotto, basandosi su un valore più alto rispetto a quello che si sarebbe dovuto applicare se il contributo fosse stato ricevuto prima.
In questi casi, spiega l’Agenzia, occorre:
- determinare la differenza tra le quote di ammortamento già dedotte (sul costo pieno) e quelle che sarebbero state dedotte se il contributo fosse stato ricevuto prima;
- tassare tale differenza come sopravvenienza attiva nel 2025;
- ridurre il valore residuo del bene dal 2025 in poi, per il calcolo delle nuove quote di ammortamento.
Questa posizione accoglie in parte la proposta dell’istante, ma esclude la possibilità di una tassazione diluita sulla parte non ancora ammortizzata: quella deve abbattere il costo fiscale del bene.
La Risposta n. 277/2025 è rilevante perché traduce operativamente il principio di onnicomprensività per la prima volta in un caso concreto che coinvolge:
- contributi pubblici ricevuti da professionisti;
- differenze temporali tra l’investimento e l’erogazione del contributo;
- l’armonizzazione del trattamento tra lavoro autonomo e reddito d’impresa.
"Nel caso in esame, considerato che il contributo è stato incassato nel 2025 e che lo stesso si riferisce all'acquisto di attrezzature, il cui costo è stato sostenuto nel 2022, al fine di riprendere a tassazione, a titolo di sopravvenienza attiva, le maggiori quote di ammortamento già dedotte sulla base del costo di acquisto di tali beni strumentali, l'Istante dovrà rilevare nel 2025 una sopravvenienza attiva pari alla differenza complessiva tra le quote di ammortamento già dedotte negli anni dal 2022 al 2024 e quelle che invece sarebbero state deducibili assumendo, sin dall'inizio del periodo di ammortamento, il costo di acquisto delle attrezzature al netto dei predetti contributi.
Dal periodo d'imposta 2025, le quote di ammortamento deducibili dovranno essere calcolate applicando i coefficienti di ammortamento al costo di acquisto delle attrezzature al netto dei contributi in conto impianti percepiti."
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Riammessi Rottamazione quater: pagamento entro il 5 agosto
Il 31 luglio è scaduto il pagamento della prima o unica rata per i riammessi alla rottamazione quater.
Attenzione al fatto che anche per i riammessi è prevista la tolleranza dei 5 giorni che consente di pagare entro domani 5 agosto la prima o unica rata.
Ricordiamo che la Legge di conversione del Decreto Milleproroghe in vigore dal 25 febbraio ha previsto la riammissione dei soggetti decaduti dalla rottamazione quater che entro il 30 giugni scorso hanno ricevuto i nuovi piani dei pagamenti.
La Riscossione ha pubblicato in data 10 luglio una serie di faq e tra queste ve n'è una che specifica che i riammessi possono revisionare le reate con il servizio "ContiTu", vediamo i dettagli.
Rottamazione quater: entro il 31 luglio i primi pagamenti per i riammessi
La Legge n. 15/2025, di conversione del DL n. 202/2024 (“Milleproroghe”), pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 45 del 24 febbraio 2025, ha previsto, limitatamente ai debiti indicati nelle dichiarazioni presentate per aderire alla "Rottamazione-quater", che i contribuenti incorsi alla data del 31 dicembre 2024 nell’inefficacia della misura agevolativa (c.d. “decaduti”) a seguito del mancato, insufficiente o tardivo versamento, alle relative scadenze, delle somme da corrispondere, possano essere riammessi alla Definizione agevolata di tali debiti.
Rientrano, pertanto, nella possibilità di riammissione solo i debiti – già oggetto di un piano di pagamento della “Rottamazione-quater” – per i quali:
- non sono state versate una o più rate del piano di pagamento agevolato, in scadenza fino al 31 dicembre 2024;
- per almeno una rata del piano di pagamento agevolato in scadenza fino al 31 dicembre 2024 il versamento è stato effettuato in ritardo rispetto al previsto termine (ossia dopo i 5 giorni di tolleranza) o per un importo inferiore a quello dovuto.
Attenzione al fatto che per i debiti per i quali i relativi piani di pagamento risultano in regola con i versamenti delle rate in scadenza fino al 31 dicembre 2024, si dovrà invece proseguire con il piano di pagamento già in corso e pertanto, versare la prossima rata in scadenza.
In data 11 marzo la Riscossione ha pubblicato le istruzioni per presentare online la domanda di riammissione alla “Rottamazione-quater".
In particolare, per essere riammessi alla Definizione agevolata era necessario presentare la domanda, esclusivamente online sul sito della Riscossione entro il 30 aprile 2025.
Successivamente si riceveva la risposta tramite e-mail: “Ricevuta di avvenuta presentazione della dichiarazione di adesione alla riammissione alla Definizione agevolata”.
Rottamazione quater: i piani dei pagamenti per i riammessi
Entro il 30 giugno sono arrivate le lettere di risposta della Riscossione per le domande di riammissione alla rottamazione.
Le comunicazioni delle somme dovute sono arrivate con lettera raccomandata al domicilio indicato nella domanda oppure tramite Pec ai contribuenti che in fase di adesione hanno comunicato un indirizzo di posta elettronica certificata e contengono:- un prospetto di sintesi con carichi/cartelle/avvisi inseriti nella domanda di riammissione,
- importi da pagare ai fini della rottamazione e scadenze di versamento in base alla scelta effettuata in fase di adesione.
Ricordiamo che le opzioni possibili per i soggetti che hanno presentato le domande sono:
- pagamento in un’unica soluzione entro il 31 luglio 2025
- pagamento in un numero massimo di 10 rate di pari importo (31 luglio e 30 novembre 2025, 28 febbraio, 31 maggio, 31 luglio e 30 novembre degli anni 2026 e 2027).
Inoltre le lettere di risposta in arrivo contengono anche i moduli precompilati per il pagamento delle rate e le informazioni per richiedere l’eventuale domiciliazione sul conto corrente.
Attenzione al fatto che resta ferma la cosiddetta tolleranza di 5 giorni per i pagamenti.
Con una serie di FAq datete 10 luglio la riscossione chiarisce diversi dubbi in merito ai pagamenti.
Vediamo di seguito come pagano i riammessi alla rottamazione quater
Riammessi rottamazione quater: come dagare
La FAQ n 5 della Riscossione prevede che per pagare gli importi della riammissioe alla rottamazione quater sono disponibili i seguenti canali:
- Sito istituzionale;App EquiClick;
- Moduli di pagamento utilizzabili nei circuiti di pagamento di:
- sportelli bancari;
- uffici postali;
- home banking;
- ricevitorie e tabaccai;
- sportelli bancomat (ATM) che hanno aderito ai servizi CBILL;
- Postamat;
- Sportelli di Agenzia delle entrate-Riscossione previo appuntamento.
Riammessi Rottamazione quater: posso pagare solo alcune cartelle o avvisi?
Veniva domandato se sia possibile pagare solo alcune delle cartelle/avvisi contenuti nella Comunicazione delle somme dovute per la riammissione alla “Rottamazione-quater”
La risposta della Riscossione è affermativa.
Viene anche precisato che se la domanda di riammissione alla Definizione agevolata è stata accolta e si intende pagare solo alcune delle cartelle/avvisi compresi nella “Comunicazione”, si può utilizzare il servizio ContiTu, disponibile nell’area pubblica del sito internet.
ContiTu consente di rimodulare l’importo totale dovuto del piano di riammissione alla Definizione agevolata e richiedere i nuovi moduli di pagamento delle rate con gli importi aggiornati, ripartiti secondo il numero di rate indicato in fase di adesione.
Basta indicare il codice fiscale dell’intestatario della Comunicazione, il numero e la data del documento, una e-mail dove ricevere il riscontro della richiesta e indicare il progressivo delle cartelle (riportato nel prospetto di sintesi presente nella Comunicazione) per le quali si vuole proseguire con il pagamento agevolato.
Confermata l’operazione, riceverai alla casella di posta elettronica indicata il nuovo piano e tutti i moduli di pagamento delle rate.
Per i restanti debiti riportati nella “Comunicazione” non inseriti nella rimodulazione, la riammissione alla Definizione agevolata non produrrà effetti e l’Agente della riscossione dovrà riprendere – come prevede la legge – le azioni di recupero. -
Rottamazione quater e liti pendenti: semplificazione nel Decreto Fiscale
Con l'Ordinanza interlocutoria n 5830 del 5 marzo la Cassazione ha chiesto l'assegnazione alle Sezioni Unite per una decisione in merito, della richiesta del contribuente di avvalersi della domanda di definizione agevolata di cui all’articolo 1, commi 231-252, della legge 197/2022 con impegno a rinunciare al giudizio e un piano di dilazione.
Veniva chiesto di chiarire quale siano gli effetti sui giudizi in corso di un contribuente che abbia presentato la domanda di definizione agevolata o Rottamazione quater, per i carichi affidati agli agenti della riscossione dall’1 gennaio 2000 al 30 giugno 2022, con la richiesta di un piano di dilazione rateale e il conseguente impegno a rinunciare ai giudizi tributari pendenti, procedendo al pagamento di alcune rate dopo la comunicazione favorevole dell’Agente della riscossione.
Il Decreto fiscale convertito in legge e atteso in GU sancisce la risposta a questa problematica.
Rottamazione quater e giudizi pendenti: verso la risoluzione della questione
Nella Ordinanza ci sono due indirizzi possibili:
- sospensione dei giudizi tributari fino all’integrale pagamento di tutte le rate. Dopo la richiesta di rottamazione, l’accoglimento della domanda e il versamento di alcune rate il processo deve essere sospeso con rinvio a nuovo ruolo della causa in attesa che vengano depositati tutti i pagamenti con riguardo a tutte le rate del piano. Nel caso in cui le altre rate non vengono pagate la sospensione potrà essere revocata ed il giudizio potrà proseguire.
- chiusura dei giudizi tributari mediante la dichiarazione di estinzione o di inammissibilità dei ricorsi per carenza sopravvenuta di interesse. In questo caso la domanda presentata e accolta e la prova del pagamento parziale costituiscono elementi idonei e sufficienti per determinare l’estinzione del giudizio, senza la prova dell’integrale adempimento di tutte le rate. Se il contribuente non riuscisse poi a versare tutte le rate, il giudizio relativo ai debiti per i quali ha richiesto la rottamazione quater si è già chiuso.
La decisione delle Sezioni Unite sarà rilevante.
La Sezione Tributaria della Cassazione ha disposto, ai sensi dell’art. 374, comma 2, c.p.c., la trasmissione del ricorso alla Prima Presidente per l’eventuale assegnazione alle Sezioni Unite della seguente questione: «Se, ove il contribuente abbia dichiarato di aderire alla definizione agevolata per i carichi affidati agli agenti della riscossione dall’1 gennaio 2000 al 30 giugno 2022 (c.d. “rottamazione quater”), con la proposta di un piano di dilazione rateale del debito e l’assunzione dell’obbligo di rinunciare ai giudizi tributari pendenti, procedendo all’adempimento parziale del debito rateizzato dopo la comunicazione favorevole dell’agente della riscossione, l’art. 1, comma 236, della legge 23 dicembre 2022, n. 197, imponga la sospensione dei giudizi tributari fino all’integrale soddisfacimento del debito rateizzato ovvero consenta, altrimenti, la definizione immediata dei giudizi tributari mediante la dichiarazione di estinzione oppure mediante la dichiarazione di inammissibilità dei ricorsi per carenza sopravvenuta di interesse».
Ad oggi le Sezioni Unite della Cassazione devono ancora pronunciarsi e il tema è sotto i riflettori del Governo.
Nelle prime bozze del decreto fiscale (il Dl 84/2025 ora all’esame della Camera per la conversione in legge, c’era una norma che mirava all’estinzione dei debiti a fronte della presentazione della documentazione che attesta il versamento della prima o unica rata.
Poi la norma non è entrata nel testo approvato e pubblicato in GU.
Il Decreto n 84/2025 ha risolto la questione aperta per le liti relative alla rottamazione.
In pratica si accoglie uno dei due orientamenti in discussione presso le sezioni unite della Cassazione e in caso di controversia pendente avente ad oggetto partite incluse nella rottamazione quater, l’estinzione del giudizio si verifica con il pagamento della prima o unica rata, e non con il pagamento dell’ultima delle rate del piano di dilazione.
Si introduce una disposizione di carattere interpretativo che pone fine al contrasto insorto in seno alla sezione tributaria della Cassazione.
L’articolo 12-bis chiarisce che, ai soli fini dell’estinzione dei giudizi relativi ai debiti inclusi nella dichiarazione di adesione alla Rottamazione quater il perfezionamento della procedura si realizza con il versamento della prima o unica rata.
Il giudice dichiara d’ufficio l’estinzione del giudizio una volta ricevuta la documentazione necessaria, che può essere depositata dal debitore, dall’Agenzia delle entrate-Riscossione o dall’ente impositore.
L’estinzione comporta l’inefficacia delle sentenze e dei provvedimenti non definitivi pronunciati nel processo.
Attenzione al fatto che le somme già versate restano acquisite senza possibilità di rimborso.