• Turismo

    IVA e servizi turistici: quando il trasporto diventa una prestazione complessa

    La Cassazione chiarisce che l’aliquota IVA agevolata sul trasporto marittimo non si applica quando il servizio comprende attività turistico-ricreative non meramente accessorie.

    Conta la realtà economica dell’operazione.

    Con l’ordinanza n. 23607 del 20 luglio 2026, la Corte di cassazione torna sul tema delle prestazioni composite ai fini IVA, chiarendo quando un servizio formalmente presentato come trasporto possa, in realtà, configurarsi come una prestazione unitaria di natura turistico-ricreativa soggetta all’aliquota ordinaria.

    La pronuncia riguarda il trasporto marittimo di turisti, ma contiene principi applicabili più in generale a tutte le operazioni commerciali composte da una pluralità di servizi.

    Il caso: trasporto marittimo con servizi turistici

    La controversia trae origine da un avviso di accertamento con cui l’Agenzia delle Entrate aveva contestato a una società l’applicazione, per il periodo d’imposta 2014, dell’aliquota IVA del 10% anziché di quella ordinaria del 22% sui servizi resi mediante imbarcazione.

    La società sosteneva che l’attività svolta fosse qualificabile come semplice trasporto marittimo di persone, rientrante quindi tra le operazioni agevolate previste dal n. 127-nonies della Tabella A, Parte III, allegata al D.P.R. n. 633/1972.

    Dall’istruttoria era però emerso che il servizio non consisteva soltanto nel trasferimento dei passeggeri.

    Le escursioni comprendevano infatti:

    • trasporto verso insenature e località costiere;
    • soste per il bagno;
    • aperitivi con prodotti tipici;
    • somministrazione di frutta, bevande e vino;
    • musica a bordo;
    • descrizione e illustrazione dei luoghi visitati.

    Secondo il giudice di secondo grado, tali attività non potevano essere considerate semplicemente accessorie al trasporto, ma concorrevano a formare un unico servizio turistico-ricreativo.

    Prestazione principale, accessoria o servizio unico?

    La questione centrale affrontata dalla Cassazione riguarda la qualificazione IVA delle operazioni composte da più elementi.

    Il principio generale è quello per cui ciascuna prestazione deve essere considerata autonoma e indipendente. Tuttavia, secondo la giurisprudenza della Corte di giustizia UE, tale principio non può condurre alla scomposizione artificiale di un’operazione che, dal punto di vista economico, costituisce un’unica prestazione.

    Occorre quindi verificare quale sia, nella sostanza, il servizio acquistato dal cliente.

    In particolare, si è in presenza di una prestazione accessoria quando il servizio ulteriore non rappresenta per il cliente un fine autonomo, ma costituisce soltanto il mezzo per beneficiare nelle migliori condizioni della prestazione principale.

    In tale ipotesi, il servizio accessorio segue il trattamento IVA previsto per la prestazione principale.

    Diversamente, quando i diversi elementi dell’offerta risultano strettamente collegati e concorrono alla realizzazione di un prodotto economicamente unitario, l’operazione deve essere valutata nel suo complesso.

    Non conta solo il contratto: rileva la realtà economica

    La Cassazione evidenzia che la qualificazione dell’operazione non può dipendere esclusivamente dalla denominazione utilizzata nel contratto o nella comunicazione commerciale.

    Non è neppure sufficiente valutare separatamente il valore economico o la durata dei singoli servizi.

    L’analisi deve invece concentrarsi sulla funzione economica delle diverse componenti e sulla finalità concretamente perseguita dal cliente.

    Un’attività, pertanto, può avere un valore economico limitato o non essere remunerata separatamente e, ciononostante, costituire un elemento essenziale di un servizio complesso.

    Allo stesso modo, la contemporanea presenza di più servizi non determina automaticamente l’esistenza di una prestazione unitaria.

    Il criterio decisivo è il grado di integrazione funzionale tra le diverse componenti dell’offerta.

    Trasporto turistico e IVA agevolata: cosa prevede la norma

    Sul trattamento IVA del trasporto di persone con finalità turistico-ricreative è intervenuto anche l’articolo 36-bis del D.L. n. 50/2022, che la Cassazione qualifica come norma di interpretazione autentica.

    La disposizione chiarisce che le agevolazioni IVA previste per il trasporto di persone possono trovare applicazione anche quando il servizio viene effettuato per finalità turistico-ricreative.

    La finalità turistica, quindi, non esclude di per sé l’aliquota agevolata.

    È però necessario che la prestazione abbia a oggetto esclusivamente il trasporto oppure comprenda soltanto servizi che possano essere qualificati come meramente accessori ai sensi dell’articolo 12 del D.P.R. n. 633/1972.

    Il discrimine non è dunque rappresentato dalla natura turistica dei passeggeri, ma dalla struttura concreta dell’offerta.

    Trasporto turistico e IVA agevolata: quando spetta e quando no

    Nel caso esaminato, la Corte ha ritenuto corretta la ricostruzione effettuata dal giudice d’appello.

    La pubblicità presente sul sito internet della società, le dichiarazioni del rappresentante e gli altri elementi acquisiti avevano infatti evidenziato che il servizio offerto non si limitava al trasporto dei passeggeri.

    Le attività ricreative e turistiche non costituivano meri accessori, ma elementi strettamente integrati nell’esperienza complessivamente proposta al cliente.

    L’operazione doveva quindi essere qualificata come un unico servizio turistico-ricreativo, con conseguente applicazione dell’aliquota IVA ordinaria e impossibilità di beneficiare dell’agevolazione prevista per il trasporto di persone.

    Il principio operativo per le prestazioni composite

    La pronuncia assume interesse anche oltre il settore delle escursioni marittime.

    Ogni volta che un’impresa commercializza un’offerta composta da più attività o servizi, ai fini IVA occorre verificare se:

    1. le singole prestazioni siano realmente autonome;
    2. una prestazione costituisca quella principale e le altre siano soltanto accessorie;
    3. i diversi elementi siano invece così strettamente collegati da formare un unico prodotto economico.

    La qualificazione non può essere affidata alla sola struttura contrattuale, al metodo di determinazione del corrispettivo o alla denominazione commerciale attribuita al servizio.

    Ai fini IVA assume rilievo soprattutto la realtà economica dell’operazione e il risultato unitario perseguito dal cliente.

    Per gli operatori che commercializzano pacchetti di servizi, esperienze turistiche o offerte integrate, la corretta individuazione della prestazione principale e degli eventuali servizi accessori diventa quindi essenziale anche per determinare correttamente l’aliquota IVA applicabile.

  • Turismo

    IVA per agenzie di viaggio e tour operator: in attesa di norme UE

    Il regime IVA “base da base” si applica agli operatori che organizzano pacchetti turistici in nome proprio. Centrale la distinzione tra organizzatore e intermediario e il calcolo del margine al netto dei costi sostenuti a diretto vantaggio del viaggiatore. Sullo sfondo, la possibile revisione della disciplina europea.

    La disciplina IVA applicabile alle agenzie di viaggio e ai tour operator continua a presentare alcune peculiarità rispetto alle regole ordinarie dell’imposta.

    Il riferimento principale è l’articolo 74-ter del DPR 633/1972, che prevede un regime speciale per le operazioni effettuate dagli operatori turistici quando questi agiscono in nome proprio nei confronti del viaggiatore e utilizzano, per realizzare il viaggio, beni e servizi acquistati da altri soggetti.

    Il meccanismo è comunemente definito “base da base” perché l’IVA non viene calcolata sull’intero corrispettivo incassato dal cliente, ma sulla differenza tra quanto pagato dal viaggiatore e i costi sostenuti dall’organizzatore per acquistare servizi destinati direttamente alla fruizione del viaggio.

    In sintesi

    Il punto centrale resta la distinzione tra chi organizza e vende il viaggio in nome proprio e chi svolge una semplice attività di intermediazione.

    Nel primo caso può trovare applicazione il regime speciale previsto dall’articolo 74-ter, con tassazione del margine determinato sottraendo dal corrispettivo i costi dei servizi acquistati presso terzi e fruiti direttamente dal viaggiatore.

    La corretta qualificazione dell’operazione e l’individuazione dei costi rilevanti diventano quindi essenziali sia per il calcolo dell’IVA sia per la corretta gestione documentale e contabile dell’attività.

    Atteznione al fatto che dDal 1° gennaio 2027 la disciplina del regime speciale IVA per agenzie di viaggio e tour operator confluirà nel nuovo Testo unico IVA di cui al D.Lgs. n. 10/2026. Si tratta, tuttavia, di un intervento prevalentemente compilativo e di riordino, che non modifica nell’immediato la struttura sostanziale del regime ‘base da base

    Agenzie e tour operator: conta l’attività svolta

    Ai fini dell’applicazione del regime speciale, non è sufficiente fermarsi alla denominazione commerciale dell’operatore, occorre infatti verificare quale attività viene concretamente svolta.

    Il regime dell’articolo 74-ter interessa in particolare i soggetti che organizzano pacchetti turistici e li vendono in nome proprio, combinando più servizi quali, ad esempio:

    • trasporto;
    • alloggio;
    • altri servizi turistici rilevanti rispetto al viaggio.

    Nella pratica, la distinzione tra agenzia di viaggio e tour operator può essere meno netta di quanto sembri.

    Un’agenzia può infatti limitarsi a svolgere attività di intermediazione, ma può anche organizzare direttamente viaggi o pacchetti. Analogamente, un tour operator può commercializzare i propri prodotti attraverso altri intermediari oppure direttamente al cliente finale.

    Ciò che assume rilievo ai fini IVA è quindi soprattutto il ruolo effettivamente assunto nella singola operazione.

    Quando si applica il regime speciale IVA

    Il regime speciale opera quando l’organizzatore:

    • agisce in nome proprio nei confronti del viaggiatore;
    • acquista presso terzi beni o servizi necessari alla realizzazione del viaggio;
    • utilizza tali prestazioni a diretto vantaggio del viaggiatore.

    Diversa è invece la posizione del soggetto che agisce esclusivamente come intermediario per conto di un altro operatore.

    In questo caso, in linea generale, il compenso dell’intermediario segue le regole IVA proprie dell’attività di mediazione, mentre il regime speciale riguarda il soggetto che organizza e vende il pacchetto in nome proprio.

    Il pacchetto turistico ai fini IVA

    La disciplina fiscale individua il pacchetto turistico facendo riferimento alla combinazione di più prestazioni.

    In particolare, assumono rilievo servizi quali trasporto, alloggio e ulteriori servizi turistici che rappresentino una parte significativa dell’esperienza acquistata dal cliente.

    Su questo aspetto resta importante coordinare la disciplina IVA con quella relativa ai pacchetti turistici contenuta nella normativa a tutela del consumatore, le cui definizioni non sempre coincidono perfettamente con quelle utilizzate in ambito fiscale.

    Questa differenza può creare dubbi applicativi, soprattutto con l’evoluzione dell’offerta turistica e con la crescente diffusione di pacchetti personalizzati.

    Come si calcola l’IVA con il metodo “base da base”

    L’elemento caratterizzante del regime previsto dall’articolo 74-ter è il particolare metodo di determinazione della base imponibile.

    L’imposta viene calcolata, in sostanza, sul margine realizzato dall’operatore.

    Dal corrispettivo complessivamente dovuto dal viaggiatore devono quindi essere sottratti i costi sostenuti dall’agenzia o dal tour operator per l’acquisto di beni e servizi forniti da terzi e utilizzati direttamente dal cliente.

    Tra questi possono rientrare, a seconda del pacchetto:

    • servizi alberghieri;
    • trasporti;
    • escursioni;
    • prestazioni acquistate presso altri fornitori e rese direttamente al viaggiatore.

    La differenza costituisce il margine sul quale viene determinata l’IVA secondo le modalità previste dal regime speciale.

    Costi a diretto vantaggio del viaggiatore

    Non tutti i costi sostenuti dall’operatore possono essere considerati nel calcolo.

    Assumono rilevanza quelli che presentano un collegamento immediato con le prestazioni di cui beneficia il cliente.

    Sono quindi distinti dai costi generali dell’impresa, che non sono direttamente riferibili alla realizzazione del singolo viaggio o pacchetto.

    L’individuazione corretta delle spese da portare in diminuzione del corrispettivo assume quindi un ruolo centrale nella determinazione dell’imposta dovuta.

    Il regime richiede inoltre una specifica gestione contabile delle operazioni, proprio per consentire di ricostruire correttamente il margine imponibile.

    Verso una revisione delle regole europee

    La disciplina speciale applicabile alle agenzie di viaggio deriva dalla normativa IVA europea e da tempo è oggetto di riflessione, anche alla luce dei profondi cambiamenti intervenuti nel settore turistico.

    Piattaforme digitali, vendita diretta online, pacchetti dinamici e nuove modalità di intermediazione hanno infatti reso più complessa l’applicazione di regole nate in un mercato molto diverso da quello attuale.

    Una revisione della disciplina europea potrebbe quindi rappresentare l’occasione per aggiornare e rendere più uniforme il trattamento IVA degli operatori turistici, riducendo le differenze interpretative tra i diversi Stati membri.

    Attenzione al fatto che la possibile revisione del regime speciale IVA nasce dall’iniziativa della Commissione europea di aggiornare una disciplina risalente al 1977, oggi ritenuta non più pienamente adeguata alle caratteristiche del mercato turistico.

     Tra le criticità individuate vi sono le difformità applicative tra Stati membri, le distorsioni concorrenziali tra operatori UE ed extra-UE e la necessità di adattare le regole alla digitalizzazione del settore.

    Attenzione, dopo la consultazione pubblica avviata nel 2025, la Commissione punta a presentare una proposta legislativa entro la fine del 2026.  

  • Turismo

    Imprese del Turismo: 10 miliardi di risorse per la crescita

    Innovazione per il settore del Turismo, è questo l'obiettivo dell'accordo firmato tra le associazioni di categoria e la Banca Intesa con la disponibilità di 10 miliarti di euro.

    Confindustria Alberghi, Federterme e Federturismo Confindustria hanno siglato un accordo con la Banca Intesa Sanpaolo per fornire un pacchetto di risorse finanziarie per investimenti che migliorano la qualità ricettiva, rafforzare la competitività del settore e possibilità di guardare ai mercati internazionali, sostenendo la crescita dimensionale.

    Imprese del Turismo: 10 miliardi di risorse per la crescita del comparto

    Lo scorso 14 gennaio « è stato firmato l'accordo denominato "investimenti, innovazione, credito. I fattori chiave per la crescita sostenibile delle imprese italiane" che redne disponibile del sistema Confindustria un plafond di 200 miliardi nel quadriennio 2025-2028 per sostenere le aziende italiane nel percorso di trasformazione e innovazione.

    Il Responsabile di Banca Intesa ha dichiarato alla stampa che "La collaborazione tra Intesa Sanpaolo e il sistema associativo del settore sarà decisiva per la sostenibilità futura del turismo in Italia. Già oggi consentiamo agli operatori turistici di accedere ad incentivi, misure agevolative e strumenti per mitigare i rischi d’impresa".

    L'accordo consta di 21 articoli in un documento di quattrordici pagine che evidenziano i vari punti di intervento, scarica qui il testo.

    Turismo e trasformazione digitale ed energetica: cosa prevede l’accordo

    Come recita l'articolo 1 dell'accordo, la trasformazione digitale ed energetica rappresenta una sfida e al tempo stesso una opportunità unica per le imprese, per poter affrontare le dinamiche di mercati sempre più in forte evoluzione.
    Intesa Sanpaolo e Confindustria intendono confermare la pluriennale collaborazione e condividere azioni e iniziative comuni che possano imprimere una forte spinta agli investimenti finalizzati ad affrontare la trasformazione digitale ed energetica, individuando le migliori soluzioni in grado di facilitare i programmi di rinnovamento e investimento delle imprese, anche attraverso servizi consulenziali evoluti che possano facilitare l’accesso alle misure di incentivazione pubblica previste dallo Stato anche nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).
    A partire dal Piano Transizione 5.0 – in complementarità con il Piano Transizione 4.0 e in linea con le azioni previste dal piano REPowerEU – le parti si pongono l’obiettivo di favorire la trasformazione dei processi produttivi delle imprese supportandole nella transizione digitale ed energetica.

    Promuovere la crescita nella ZES Unica

    Con l'articolo 9 rubricato Promuovere la crescita e lo sviluppo delle imprese del Sud Italia – ZES Unica Mezzogiorno si vuole favorire le imprese delle aree svantaggiate del sud Italia.
    Viene ricordato che la ZES Unica Mezzogiorno, istituita con il decreto-legge n. 124/2023 si prefigge di favorire lo sviluppo equilibrato del tessuto produttivo italiano attraverso il recupero dei divari di competitività e ricchezza tra le aree del Paese. 

    All’interno delle aree della ZES Unica, che ricomprende i territori delle Regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna, l’esercizio di attività economiche e imprenditoriali da parte di imprese già operative e di quelle che si insedieranno potrà beneficiare di speciali condizioni in relazione agli investimenti e alle attività di sviluppo d'impresa, quali, tra l’altro, l’Autorizzazione Unica, che sostituisce tutti i titoli abilitativi e autorizzatori, comunque denominati, necessari alla realizzazione dei progetti inerenti all’avvio di attività economiche ovvero all'insediamento di attività industriali, produttive e logistiche all'interno della ZES Unica Mezzogiorno.
    L'accordo recita che in tale ambito le Parti sono concordi nell’individuare iniziative ed azioni specifiche che possano favorire il pieno conseguimento degli obiettivi della ZES Unica Mezzogiorno, anche attraverso iniziative sistemiche con il coinvolgimento dell’Autorità di Coordinamento della Struttura di Missione della Zes Unica e degli altri stakeholder coinvolti, con il comune intento di contribuire alla crescita economica e sociale dei territori interessati, in coerenza con le iniziative declinate nell'accordo di cui si tratta.

  • Turismo

    IVA per attività culturali e ricreative di promozione del territorio: l’ADE chiarisce

    Con la Risposta a interpello n. 229/2025, l’Agenzia delle Entrate ha fornito importanti chiarimenti sul trattamento IVA applicabile a tre attività turistico-culturali gestite da un’Azienda speciale pubblica: 

    L'ente pubblico economico promuove la valorizzazione del territorio comunale attraverso la gestione di attività turistiche a valenza educativa, culturale e ambientale e si occupa di:

    • visita guidata a una miniera (con museo, livelli storici, guide e sicurezza);
    • parco speleologico (tour in ambienti naturali e artificiali, con DPI e personale specializzato);
    • traversata del ponte tibetano, nuovo percorso aereo immersivo.

    L’Istante ha chiesto:

    • se le attività siano esenti da IVA ai sensi dell’art. 10, comma 1, n. 22) del DPR 633/1972, in quanto culturali;
    • se i corrispettivi siano soggetti alle regole semplificate di certificazione previste per le attività spettacolistiche (art. 74-quater DPR 633/1972), con utilizzo di biglietteria automatizzata e titoli d’accesso.

    Eserienze turistiche complesse: chiarimenti ADE su corrispettivi e IVA

    Il dubbio dell'istante si concentra su due punti:

    • le attività sono veramente “culturali”? Oppure alcune hanno una natura prevalentemente ludica o commerciale?
    • le modalità di fatturazione con biglietteria automatizzata e comunicazione alla SIAE sono corrette anche per attività esenti da IVA?

    L’Istante sottolinea che tutte le attività sono vendute in pacchetti unici e indivisibili, e che le prestazioni accessorie (caschetti, guide, parcheggi) sono strumentali alla fruizione culturale.

    L’Agenzia riconosce natura culturale e funzione educativa alle seguenti attività:

    • visita alla miniera: esperienza didattica sul patrimonio minerario dismesso, autorizzata dalla Regione.
    • parco speleologico: percorso educativo geologico e speleologico, parte integrante del sito minerario.

    In entrambi i casi, sono esenti da IVA ai sensi dell’art. 10, n. 22), anche le prestazioni accessorie (noleggio, guide, parcheggio, sicurezza) perché necessarie alla fruizione dell’offerta culturale.

    L’agenzia ribadisce che:"Una prestazione accessoria è esente se è strumentale all’esperienza culturale e non ha valore autonomo per l’utenza."

    Diversamente, la traversata del ponte tibetano non è accompagnata da narrazione culturale e si presenta come un’attività avventurosa e adrenalinica, priva di contenuto educativo e pertanto secondo l'agenzia non può beneficiare dell’esenzione IVA e resta soggetta all’aliquota ordinaria del 22%.

    Per tutte le attività (esenti o meno), i corrispettivi devono essere certificati con titoli di accesso, come previsto dall’art. 74-quater del DPR 633/1972 ossia con l’uso della biglietteria automatizzata certificata SIAE.

    Anche per le attività culturali esenti da IVA, l’Agenzia precisa che l’esonero dalla memorizzazione elettronica non si estende ai titoli di accesso, che vanno comunque emessi tramite dispositivi fiscali abilitati.

  • Turismo

    IVA Agenzia di viaggio: chiarimenti ADE

    Con Risposta a interpello n 80 del 21 marzo le Entrate replicano a dubbi sull'IVA delle agenzie di viaggio.

    L’istante è una società estera extra-UE, non stabilita né identificata ai fini IVA in Italia, che gestisce una piattaforma online di prenotazione di servizi turistici (come hotel e voli), rivolta ai consumatori finali.

    La società opera in nome proprio e, tramite un modello contrattuale chiamato "X Collect Booking", ottiene anticipatamente la disponibilità esclusiva di stanze da parte di hotel, che poi rivende ai viaggiatori senza dover chiedere conferma per ogni prenotazione.

    La società istante sottolinea che secondo la normativa e la giurisprudenza della Corte di giustizia dell'Unione europea per le agenzie di viaggio è consolidato l’uso del regime speciale Toms (Tour operators margin scheme) anche per i servizi turistici singoli. 

    Tale regime è stato recepito nella normativa italiana attraverso l’articolo 74-ter del decreto Iva (Dpr 633/1972), il quale stabilisce che le agenzie devono avere la disponibilità dei servizi (come alloggi o trasporti) prima della richiesta del cliente.

    L'istante ritiene di soddisfare le condizioni per i servizi offerti in quanto agisce in nome proprio e ottiene la disponibilità dei servizi di alloggio prima delle richieste dei clienti.

    Vediamo la replica delle Entrate.

    IVA Agenzia di viaggio: chiarimenti ADE

    L'aganzia ricorda che l'applicazione del regime IVA delle agenzie di viaggio e turismo alla cessione di singoli servizi turistici è disciplinata dal comma 5 bis dell'articolo 74 ter del Decreto IVA ai sensi del quale Per le operazioni rese dalle agenzie di viaggio e turismo relative a prestazioni di servizi turistici effettuati da altri soggetti, che non possono essere considerati pacchetti turistici ai sensi dell'art. 2 del D.Lgs. 17 marzo 1995, n. 111, qualora precedentemente acquisite nella disponibilità dell'agenzia, l'imposta si applica, sempreché dovuta, con le stesse modalità previste dal comma 5 (ossia Per le prestazioni rese dalle agenzie di viaggio e turismo che agiscono in nome e per conto proprio relative a pacchetti turistici organizzati da altri soggetti e per le prestazioni dei mandatari senza rappresentanza di cui al secondo periodo del comma 1, l'imposta si applica sulla differenza, al netto dell'imposta, tra il prezzo del pacchetto turistico ed il corrispettivo dovuto all'agenzia di viaggio e turismo, comprensivi dell'imposta.)

    Nell'interpello viene chiarito che per applicare lo speciale regime Iva, previsto per le agenzie di viaggio e turismo, è necessario che i servizi siano forniti da terzi e che l’agenzia li abbia acquisiti prima della richiesta del cliente. 

    Tale interpretazione è stata confermata da recenti sentenze della Corte di giustizia Ue e della Corte di Cassazione che chiariscono che è sufficiente che l’agenzia abbia la disponibilità del servizio, senza necessità di un acquisto definitivo. 

    Nella risposta delle Entrate viene anche citata la Sentenza n 3857/2022 con cui la Cassazione ha precisato che le norme, “… non richiedono che l'agenzia di viaggi abbia “acquistato” il servizio oggetto di rivendita al cliente, ma soltanto che il medesimo sia stato “acquisito nella disponibilità” dell'agenzia di viaggi, anteriormente ad una specifica richiesta del viaggiatore”.

    Anche secondo la suprema Corte è sufficiente che l’agenzia di viaggi abbia la previa disponibilità del singolo servizio, intesa come potere di disporne effettivamente in qualsiasi momento, in via esclusiva e senza necessità di alcuna autorizzazione, almeno sino a una certa scadenza.

  • Turismo

    Misure per il Turismo prorogate dal Milleproroghe

    Con un comunicato pubblicato sul proprio sito internet il Turismo riepiloga in sintesi le misure agevolative che riguardano le imprese operanti nel settore turistico che hanno subito delle proroghe a seguito della approvazione del Decreto Milleproroghe 2025, pubblicato in GU n 302 del 27 dicembe 2024.

    Sostegno al turismo nei Comuni della dorsale appenninica: cosa contiene il Milleproroghe

    La prima misura, relativa al sostegno al turismo nei Comuni all’interno dei comprensori e delle aree sciistiche della dorsale appenninica, proroga al 31 marzo 2025 il termine entro cui erogare i contributi in favore di alcune categorie di imprese.

    I destinatari del contributo a fondo perduto, riconosciuto alle attività che hanno subito una diminuzione delle presenze turistiche a causa della scarsità di precipitazioni nevose nel periodo dal 1° novembre 2023 al 31 marzo 2024, con conseguente riduzione dei ricavi non inferiore al 30% rispetto a quelli conseguiti nel periodo dal 1° novembre 2021 al 31 marzo 2022, sono:

    • esercenti attività di impianti di risalita a fune e di innevamento artificiale, nonché di preparazione delle piste da sci;
    • noleggiatori di attrezzature per sport invernali;
    • maestri di sci, iscritti negli appositi albi professionali, e delle scuole di sci presso le quali questi operano;
    • agenzie di viaggio;
    • tour operator;
    • gestori di stabilimenti termali;
    • imprese turistico-ricettive e imprese di ristorazione.

    Contributi imprese ricettive: cosa contiene il Milleproroghe

    La seconda misura proroga fino al 31 ottobre 2025 il termine per la conclusione di alcuni interventi, rispetto ai quali è previsto, a favore delle imprese turistiche, il riconoscimento di due contributi:

    • il credito d’imposta fino all’80% delle spese sostenute, 
    • il contributo a fondo perduto non superiore al 50% delle spese sostenute, relativamente a interventi di incremento dell’efficienza energetica delle strutture e di riqualificazione antisismica, di eliminazione delle barriere architettoniche, di interventi edilizi funzionali agli interventi precedenti, di realizzazione di piscine termali e acquisizione di attrezzature e apparecchiature per lo svolgimento delle attività termali, nonché interventi di digitalizzazione.

    I destinatari di questa misura sono:

    • le imprese alberghiere;
    • le imprese che esercitano attività agrituristica;
    • le imprese che gestiscono strutture ricettive all’aria aperta;
    • le imprese del comparto turistico, ricreativo, fieristico e congressuale, compresi gli stabilimenti balneari, i complessi termali, i porti turistici, i parchi tematici, inclusi i parchi acquatici e faunistici.

    Impianti fotovoltaici Turismo: cosa contiene il Milleproroghe

    La terza misura prevede la proroga al 31 dicembre 2025 della durata della misura di semplificazione per la realizzazione, previa dichiarazione di inizio lavoro asseverata (DILA), di impianti fotovoltaici all’interno di aree nella disponibilità di strutture turistiche o termali che, secondo la normativa vigente, produrrebbe i suoi effetti fino al 31 dicembre 2024.

    Lavoro imprese del turismo: cosa contiene il Milleproroghe

    La quarta misura proroga il termine entro il quale i datori di lavoro nel settore privato possono stipulare contratti a tempo determinato di durata superiore a 12 mesi, in ogni caso non superiore a 24 mesi e in assenza di specifiche previsioni contenute nei contratti collettivi, per esigenze di natura tecnica, organizzativa o produttiva individuate dalle parti.

    Rischi catastrofali imprese del turismo: cosa contiene il Milleproroghe

    La quinta misura, infine, inserita nell’articolo relativo alle proroghe in materie di competenza del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, proroga al 31 marzo 2025 il termine per la stipula di contratti assicurativi in capo alle imprese per la copertura dei rischi catastrofali, per consentire agli organismi associativi una compiuta azione informativa e divulgativa e alle imprese una scelta ponderata e ragionata della migliore polizza anche in ragione dei diversi rischi catastrofali indicati e definiti nella fonte secondaria.

    L’attuazione di queste proroghe consente di avere a disposizione più tempo per portare a termine le procedure necessarie e, quindi, per contribuire fattivamente alla ripresa delle attività economico-produttive degli operatori del settore, incentivando un potenziamento complessivo dell’offerta turistica nazionale.

  • Turismo

    Regime IVA agenzie di viaggio: chiarimenti sulla base imponibile

    Con la Risposta a interpello n 155 del giorno 15 luglio le Entrate si esprimono sul regime speciale IVA per le agenzie di viaggio.

    Viene chiarito sinteticamente che nella determinazione della base imponibile rilevano solo i costi sostenuti per le cessioni di beni e prestazioni di servizi effettuate da terzi a diretto vantaggio dei viaggiatori.  

    Regime IVA agenzie di viaggio: la base imponibile

    L'istante è un Official Hospitality Provider che vende pacchetti esperenziali ad altro soggetto e in cambio riconosce:

    • una retribuzione minima per l’acquisizione del diritto di vendita dei pacchetti, indipendentemente dalla vendita effettiva di questi ultimi;
    • una percentuale dei ricavi e dei profitti ottenuti dalla vendita di tali pacchetti.

    La Società chiede:

    • 1. con riferimento ai Pacchetti turistici, se l'articolo 74ter, comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633 consente di conteggiare nella base imponibile, fra i costi sostenuti per le cessioni di beni e prestazioni di servizi effettuate da terzi a diretto vantaggio dei viaggiatori, l'ammontare dei costi relativi al ''minimum guarantee'', ''revenue share'' e ''profit share''. (primo quesito); 
    • 2. con riferimento ai Pacchetti ospitalità, se il biglietto d'accesso all'evento deve essere considerato quale servizio accessorio ai servizi offerti mediante il pacchetto ospitalità, con conseguente applicazione dell'articolo 12 del Decreto IVA (secondo quesito).

    Secondo l’Agenzia delle Entrate, i compensi non possono essere considerati nella base imponibile IVA di cui all'art 74 ter comma 2 del DPR 633/72, in quanto servizi non direttamente rivolti a vantaggio dei viaggiatori, la relativa imposta potrà essere detratta in via ordinaria.

    In merito all’imposta relativa alla vendita dei biglietti di ingresso e dei diversi servizi di ospitalità dovrà essere applicata separatamente, riservando a ciascuna operazione il relativo trattamento IVA.

    Regime IVA agenzie di viaggio: la norma

    Nella risposta l'agenzia ricorda anche che l'articolo 74ter, comma 1, del Decreto IVA prevede che 'Le operazioni effettuate dalle agenzie di viaggio e di turismo per la organizzazione di pacchetti turistici costituiti, ai sensi dell'articolo 2 del decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 111, da viaggi, vacanze, circuiti tutto compreso e connessi servizi, verso il pagamento di un corrispettivo globale sono considerate come una prestazione di servizi unica. Le disposizioni del presente articolo si applicano anche qualora le suddette prestazioni siano rese dalle agenzie di viaggio e turismo tramite mandatari; le stesse disposizioni non si applicano alle agenzie di viaggio e turismo che agiscono in nome e per conto dei clienti.'' 

    In sostanza, tale regime speciale IVA prevede che tutte le operazioni effettuate dall'operatore turistico per garantire il ''pacchetto turistico'' siano considerate come una prestazione di servizi unica, assoggettata all'imposta nello Stato membro in cui l'agenzia di viaggio ha la sede della sua attività economica o una stabile organizzazione dalla quale ha fornito tale prestazione. 

    A tal riguardo, il comma 2 del medesimo articolo 74ter stabilisce che ''ai fini della determinazione dell'imposta, il corrispettivo dovuto dall'agenzia di viaggi e turismo è diminuito dei costi sostenuti per le cessioni di beni e prestazioni di servizi effettuate da terzi a vantaggio dei viaggiatori, al lordo della relativa imposta''.

    Il successivo comma 3 specifica che l'imposta relativa a tali costi non è detraibile. 

    Con riferimento al presupposto soggettivo, si ricorda che l'applicazione di tale regime speciale prescinde dalla qualificazione formale del soggetto passivo come agenzia di viaggio, in quanto ''le ragioni sottese al regime particolare … sono del pari valide nell'ipotesi in cui l'operatore economico non sia un'agenzia di viaggi o un organizzatore di giri turistici nel senso generalmente attribuito a detti termini, ma effettui operazioni identiche nell'ambito di un'altra attività ' (cfr. Corte di Giustizia dell'Unione Europea sentenza 13 ottobre 2005, causa C200/04).

    Allegati:
  • Turismo

    Fondo Nazionale Turismo 2024: domande per ETS dal 30 aprile

    Con avviso del 23 aprile il Turismo informa della possibilità di manifestare interesse per il contributo a valere sulla:

    • quota pari al 20% 
    • quota pari all'80%

    delle risorse del fondo unico nazionale per il turismo 2024.

    Vediamo tutte le regole.

    Contributo Fondo nazionale turismo 2024: i beneficiari

    Ai sensi dell’articolo 3 dell’Atto di programmazione delle risorse del Fondo unico nazionale del turismo di parte corrente e dell’articolo 3 dell’Atto di programmazione delle risorse del Fondo unico nazionale del turismo di conto capitale i soggetti beneficiari della misura sono:   

    • a. le amministrazioni territoriali e loro enti strumentali (Regioni, enti locali, unioni di comuni, comunità montane); 
    • b. gli enti pubblici; 
    • c. i concessionari di beni pubblici; 
    • d. le istituzioni culturali e universitarie di diritto pubblico, anche in forma aggregata.  
    • e. le fondazioni che svolgono la propria attività istituzionale nei settori di attività di promozione del sistema turistico territoriale individuati negli articoli 1 e 2 dell'Atto di programmazione;   
    • f. le associazioni legalmente riconosciute iscritte al Registro delle Persone Giuridiche di cui al DPR 10 febbraio 2000 n. 361, che abbiano lo scopo statutario o l’atto costitutivo coerenti con le finalità del Fondo Unico nazionale del turismo e che svolgono la propria attività associativa nei settori di attività di promozione del sistema turistico territoriale individuati negli articoli 1 e 2 dell'Atto di programmazione;   
    • g. gli enti del terzo settore;
    • h. i comitati formalmente costituiti che svolgono la propria attività associativa nei settori di attività di promozione del sistema turistico territoriale individuati negli articoli 1 e 2 dell'Atto di programmazione; 
    • i. le federazioni sportive;
    • j. soggetti in partenariato pubblico-privato; k. enti ecclesiastici civilmente riconosciuti.

    Fondo Nazionale Turismo 2024: domande per la quota 20%

    Al fine di ottenere un contributo a valere sulla quota pari al 20% delle  risorse del Fondo unico nazionale per il turismo, tanto per le proposte di parte corrente, quanto per quelle di conto capitale, il soggetto proponente presenta la propria proposta progettuale a decorrere dal 30 aprile 2024, tramite l'apposita piattaforma informatica.  

    Fondo nazionale per il Turismo 2024: domande per la quota 80%

    La Commissione interna di valutazione verifica la coerenza con le finalità e gli obiettivi del Fondo unico nazionale per il turismo, delle proposte progettuali presentate dalle Regioni e Province autonome, a valere sulla quota pari all’80% del Fondo, di competenza delle Regioni.   

    La presentazione degli interventi proposti dalle Regioni e Province autonome, entro i termini stabiliti dagli atti di programmazione, e le successive comunicazioni dovranno essere trasmesse all’indirizzo di posta elettronica certificata del Segretariato generale del Ministero del turismo, segretariatogenerale@pec.ministeroturismo.gov.it.   

    Leggi l'avviso per ulteriori dettagli.

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