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Visto conformità 2026: è attivo il nuovo servizio dell’Agenzia per i professionisti
L’Agenzia delle Entrate disciplina il nuovo servizio online “Vi.diCo.Web – Visto di conformità”, destinato ai professionisti che devono comunicare l’esercizio della facoltà di rilasciare il visto di conformità.
Dall' 11 gennaio 2027 la comunicazione dovrà essere effettuata esclusivamente attraverso il servizio telematico.
Con il provvedimento n. 259305 del 22 settembre 2026, l’Agenzia delle Entrate definisce regole e modalità di utilizzo di “Vi.diCo.Web – Visto di conformità”, il nuovo servizio disponibile nell’area riservata del sito dell’Amministrazione finanziaria.
Il servizio è stato attivato dal 5 ottobre e le entrate hanno anche pubblicato una guida
La procedura consente ai professionisti interessati di trasmettere telematicamente la comunicazione prevista dall’articolo 21 del decreto ministeriale 31 maggio 1999, n. 164, necessaria per esercitare la facoltà di rilasciare il visto di conformità. Attraverso lo stesso servizio sarà inoltre possibile comunicare variazioni, presentare integrazioni e trasmettere l’eventuale rinuncia.
Vi.diCo.Web: a cosa serve il nuovo servizio
Il nuovo servizio online rientra nell’attuazione delle disposizioni sul rafforzamento dei servizi digitali previste dall’articolo 22 del decreto legislativo 8 gennaio 2024, n. 1.
“Vi.diCo.Web – Visto di conformità” sarà accessibile dall’area riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate e consentirà di gestire telematicamente la comunicazione preventiva richiesta ai professionisti che intendono esercitare la facoltà di apporre il visto di conformità.
Secondo quanto indicato nel provvedimento, l’obiettivo è rendere più efficiente l’acquisizione e la gestione delle comunicazioni, razionalizzare i flussi informativi e semplificare le attività istruttorie degli uffici.
Chi può utilizzare Vi.diCo.Web
Il provvedimento fa riferimento ai professionisti individuati dall’articolo 35, comma 3, del decreto legislativo n. 241 del 1997, ossia ai soggetti tenuti alla comunicazione prevista per poter esercitare la facoltà di rilasciare il visto di conformità.
L’accesso avviene attraverso l’area riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate, previa autenticazione digitale.
Il provvedimento indica, tra le modalità di accesso:
- SPID;
- Carta d’identità elettronica, CIE;
- Carta nazionale dei servizi, CNS;
- nei casi previsti, credenziali Entratel o Fisconline.
Come utilizzare Vi.diCo.Web per il visto di conformità
Attraverso il servizio il professionista deve inserire le informazioni e rendere le dichiarazioni previste dall’articolo 21 del decreto ministeriale n. 164 del 1999.
Nella comunicazione devono essere forniti anche:
- i dati relativi alle garanzie stipulate per l’esercizio della facoltà di apporre il visto di conformità;
- i dati delle eventuali strutture attraverso le quali il professionista intende effettuare la trasmissione delle dichiarazioni;
- la documentazione richiesta dall’articolo 21, comma 2, lettera a), del decreto ministeriale n. 164 del 1999.
Una volta compilata, la comunicazione viene inviata tramite Vi.diCo.Web alla Direzione regionale dell’Agenzia delle Entrate territorialmente competente, individuata sulla base del domicilio fiscale del professionista.
Integrazioni e variazioni: cosa si può fare con Vi.diCo.Web
Il servizio non sarà utilizzato soltanto per la prima comunicazione.
Vi.diCo.Web consentirà infatti di presentare anche eventuali integrazioni relative a una comunicazione già trasmessa.
Le variazioni riguardanti dati, elementi o documenti precedentemente comunicati dovranno essere trasmesse attraverso il servizio online entro 30 giorni dalla data in cui si verificano.
Il professionista potrà inoltre comunicare attraverso un’apposita funzione la rinuncia alla facoltà di rilasciare il visto di conformità.
L’Agenzia delle Entrate attesterà tramite il servizio anche l’avvenuta protocollazione della comunicazione da parte della Direzione regionale competente.
Stato della pratica e verifica dell’iscrizione
Tra le funzionalità indicate nelle motivazioni del provvedimento, Vi.diCo.Web permetterà al professionista anche di:
- conoscere lo stato di lavorazione della comunicazione;
- verificare la propria iscrizione nell’elenco informatizzato dei professionisti abilitati ad apporre il visto di conformità;
- consultare l’elenco delle comunicazioni già inviate;
- segnalare variazioni relative a dati, elementi e documenti;
- comunicare l’eventuale rinuncia alla facoltà di rilasciare il visto.
Da quando sarà disponibile Vi.diCo.Web
È già fissata la data a partire dalla quale l’utilizzo della nuova procedura diventerà esclusivo ossia dall’11 gennaio 2027 la comunicazione relativa all’esercizio della facoltà di rilasciare il visto di conformità dovrà essere effettuata esclusivamente tramite Vi.diCo.Web.
In merito alla attivazione viene specificato che "il Servizio online “Vi.diCo.Web – Visto di conformità” è attivo dal 5 ottobre 2026, i professionisti possono inviare la comunicazione tramite il servizio online Vi.diCo.Web – Visto di conformità. Il servizio guida il professionista nella compilazione della comunicazione assicurando l’inserimento dei dati e dei documenti previsti dalla normativa vigente e consentendo l’invio alla Direzione regionale competente. Il professionista può inoltre monitorare lo stato di lavorazione della comunicazione, verificare la propria iscrizione nell’elenco informatizzato dei professionisti abilitati ad apporre il visto di conformità, consultare lo storico delle comunicazioni presentate e gestire successive variazioni o la rinuncia alla facoltà di rilasciare il visto di conformità."
Vi.diCo.Web e visto di conformità: cosa cambia per i professionisti
Il provvedimento interviene soprattutto sulle modalità di trasmissione e gestione della comunicazione.
La nuova procedura concentra in un unico servizio online la compilazione, l’invio e la successiva gestione delle informazioni relative all’abilitazione al rilascio del visto di conformità.
L’obiettivo dichiarato dall’Agenzia delle Entrate è potenziare i servizi digitali destinati ai professionisti e favorire gli adempimenti attraverso procedure telematiche più uniformi e integrate.
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Concessioni demaniali, elenco commercialisti: piattaforma attiva, numerose le domande
Il CNDCEC ha attivato la procedura telematica per l’acquisizione delle disponibilità dei dottori commercialisti e degli esperti contabili allo svolgimento delle perizie asseverate previste dall’art. 1, comma 9, del D.L. n. 131/2024, finalizzate alla determinazione dell’indennizzo dovuto dal nuovo concessionario subentrante al concessionario uscente nelle concessioni demaniali marittime, lacuali e fluviali.
Concessioni demaniali: candidature online dal 4 settembre
La nuova procedura telematica sarà accessibile attraverso l’Area Riservata del portale commercialisti.it.
Potranno candidarsi gli iscritti agli Albi dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili interessati a rendersi disponibili per gli incarichi relativi alle perizie asseverate previste dal decreto-legge n. 131/2024.
L’accesso all’Area Riservata dovrà avvenire mediante SPID o Carta d’Identità Elettronica (CIE).
Una volta autenticato, il professionista dovrà seguire il percorso:
- Servizi per gli Iscritti → Istanze Online
La trasmissione della candidatura consentirà l’inserimento nell’elenco istituito dal Consiglio Nazionale per la gestione delle procedure di individuazione dei professionisti da inserire nelle cinquine.
Elenchi regionali e sorteggio: come saranno scelti i professionisti
Un aspetto centrale chiarito dal CNDCEC riguarda la natura dell’elenco.
L’inserimento non dà origine a una graduatoria e non attribuisce al commercialista alcun diritto al conferimento dell’incarico.
L’elenco ha infatti una funzione esclusivamente organizzativa e sarà strutturato su base territoriale regionale.
Il Presidente del Consiglio Nazionale potrà attingere ai nominativi presenti nell’elenco, mediante sorteggio, per formare le cinquine di professionisti da sottoporre ai Comuni e agli altri enti concedenti che ne facciano richiesta.
La selezione dovrà avvenire nel rispetto dei criteri deliberati dal Consiglio Nazionale e tenendo conto della base territoriale.
L’Informativa precisa inoltre che dovrà essere assicurata, ove possibile, la presenza nelle cinquine di almeno un professionista di età inferiore a 43 anni e la disponibilità potrà essere revocata
L’elenco dovrà essere mantenuto costantemente aggiornato, per questo motivo, il professionista che, dopo essersi candidato, non intenda più mantenere la propria disponibilità potrà procedere alla revoca attraverso la stessa procedura telematica presente nell’Area Riservata.
La revoca comporterà l’esclusione del commercialista dalle successive estrazioni e dalle consultazioni effettuate per predisporre le cinquine.
Compensi per le perizie: accordo tra amministrazione e professionista
L’Informativa n. 107/2026 interviene anche sulla questione dei compensi spettanti ai professionisti incaricati delle perizie asseverate.
Le indicazioni formulate dal Consiglio Nazionale hanno carattere tecnico-professionale e non vincolante.
Secondo il CNDCEC, per la quantificazione degli onorari è opportuno che le Amministrazioni comunali procedano ai sensi dell’articolo 2233 del Codice civile, definendo il compenso con il professionista.
Nella determinazione dell’onorario dovranno essere presi in considerazione i criteri di proporzionalità e adeguatezza, valutando in particolare:
- la complessità dell’incarico;
- il valore economico del bene oggetto della stima;
- il grado di responsabilità assunto dal professionista.
Come riferimento potranno essere considerati anche i parametri rinvenibili nella prassi professionale e, in via orientativa, i compensi previsti per le consulenze tecniche.
Pagamento dell’onorario: almeno il 50% nella polizza fideiussoria
Particolare attenzione viene dedicata anche alle garanzie per il pagamento delle prestazioni professionali.
Secondo le indicazioni del Consiglio Nazionale, l’incarico dovrebbe essere espressamente conferito dal concessionario uscente al professionista individuato, indicando il compenso pattuito.
Il CNDCEC prevede inoltre l’opportunità che una quota pari ad almeno il 50% dell’onorario sia ricompresa nella polizza fideiussoria posta a garanzia del pagamento delle competenze del professionista.
Si tratta di una delle indicazioni operative destinate a orientare la gestione degli incarichi in vista dell’applicazione della disciplina sulle concessioni demaniali.
Cinquine dei commercialisti: preferibile una richiesta per ogni concessione
Il Consiglio Nazionale fornisce indicazioni anche ai Comuni e agli altri enti concedenti sulle modalità con cui richiedere le cinquine di professionisti.
La soluzione ritenuta preferibile è quella di formulare richieste riferite a singole concessioni.
Gli enti potranno tuttavia procedere anche per gruppi, a condizione che si tratti di concessioni omogenee per caratteristiche dimensionali e modalità di fruizione.
In questo caso dovrà essere indicato anche quanti provvedimenti concessori saranno assegnati a ciascun professionista individuato.
In arrivo le Linee guida con il Ministero delle Infrastrutture
Il quadro operativo non è ancora definitivo, il Consiglio Nazionale ha infatti comunicato che è in corso un’interlocuzione con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, con l’obiettivo di contribuire alla definizione di criteri applicativi uniformi.
Il confronto riguarda anche la predisposizione di uno schema tipo di bando, destinato a rinviare alle future Linee guida per fornire criteri applicativi uniformi ai professionisti incaricati della redazione delle perizie asseverate.
Le Linee guida saranno oggetto di una separata delibera di approvazione, una volta concluso il confronto con il Ministero.
Per i commercialisti interessati, il primo appuntamento operativo è quindi con la procedura telematica annunciata dal CNDCEC: da settembre le manifestazioni di disponibilità potranno essere presentate attraverso l’Area Riservata di commercialisti.it.
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Revisori legali, formazione 2026-2028: obblighi e crediti formativi nella circolare MEF
Il MEF nel comunicato stampa che accompagna la Circolare n. 15/2026 specifica che vengono fornite agli iscritti al registro dei revisori legali le istruzioni per l'assolvimento dell'obbligo formativo nel triennio 2026 – 2028.
Le indicazioni operative fornite confermano quanto stabilito nella precedente circolare con particolare riferimento:
- agli obblighi formativi stabiliti per i revisori legali abilitati all'attestazione di conformità della rendicontazione di sostenibilità, a seguito delle modifiche al decreto legislativo 27 gennaio 2010, n. 39 introdotte dal decreto legislativo 6 settembre 2024, n. 125.
Ulteriori indicazioni utili per l'applicazione della circolare sono contenute nelle F.A.Q. periodicamente aggiornate
In sintesi, i revisori devono acquisire almeno 20 crediti annui, di cui 10 nelle materie caratterizzanti la revisione legale; per i revisori della sostenibilità il minimo sale a 25 crediti.
Leggi anche Quali sono le modalità di formazione previste per i revisori legali nel triennio 2026-2028?
Formazione revisori legali 2026-2028: le nuove istruzioni MEF
Con la Circolare n. 15 del 7 settembre 2026, il Ministero dell’Economia e delle Finanze – Ragioneria Generale dello Stato interviene sulla formazione continua dei revisori legali per il triennio 2026-2028, aggiornando le istruzioni operative per l’assolvimento dell’obbligo formativo.
Le indicazioni interessano i revisori iscritti al Registro e tengono conto anche delle novità che riguardano i professionisti abilitati all’attestazione della rendicontazione di sostenibilità.
Non cambia, però, l’intero impianto della formazione continua: accanto alle novità, diverse regole fondamentali restano confermate.
La Circolare MEF n. 15/2026 richiama anche le conseguenze del mancato assolvimento dell’obbligo di formazione continua, che costituisce una fattispecie sanzionabile ai sensi degli artt. 24 e 25 del d.lgs. 39/2010, secondo il procedimento disciplinato dal D.M. MEF 8 luglio 2021, n. 135.
Il sistema sanzionatorio previsto dalla normativa è graduato in relazione alla violazione e comprende, tra le misure applicabili, avvertimento, censura e sanzioni amministrative pecuniarie, fino alle misure più incisive previste dall’art. 24 del d.lgs. 39/2010.
Per il revisore diventa quindi essenziale verificare non soltanto di avere frequentato i corsi necessari, ma che i crediti richiesti per ciascuna annualità risultino correttamente acquisiti e comunicati. Il rispetto dell’obbligo viene infatti sottoposto a verifica da parte del Ministero secondo le modalità previste dalla disciplina della revisione legale.
Vediamo quindi cosa cambia dal 2026 e cosa resta invariato, con particolare attenzione agli adempimenti che i professionisti devono tenere sotto controllo.
Revisori legali, formazione 2026-2028: cosa cambia e cosa resta invariato
La Circolare n. 15 detta le istruzioni relative al nuovo triennio formativo 2026-2028, intervenendo sulle modalità attraverso le quali i revisori possono assolvere l’obbligo di formazione continua.
Uno degli aspetti da evidenziare riguarda la presenza, nel nuovo quadro formativo, delle competenze connesse alla rendicontazione di sostenibilità, conseguenza dell’evoluzione normativa che ha interessato la revisione legale dopo l’attuazione della disciplina europea sulla Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD).
Le nuove istruzioni riguardano inoltre i canali formativi, le procedure per gli enti che erogano la formazione e il riconoscimento dell’attività formativa svolta attraverso determinati soggetti.
Cosa cambia con la Circolare MEF n. 15/2026–La formazione per l’attestazione della rendicontazione di sostenibilità
La novità più significativa del nuovo quadro riguarda i revisori abilitati anche all’attestazione della conformità della rendicontazione di sostenibilità.
La disciplina introdotta dal d.lgs. 6 settembre 2024, n. 125, che ha recepito la direttiva CSRD, ha infatti ampliato le competenze richieste ai professionisti che operano in questo ambito.
Per questi revisori, la formazione deve quindi coprire non soltanto le materie tradizionalmente caratterizzanti la revisione legale, ma anche quelle specificamente riferite all’attestazione della sostenibilità.
Per i professionisti interessati diventa pertanto essenziale verificare come devono essere distribuiti i crediti tra revisione legale e sostenibilità, senza limitarsi al conteggio complessivo delle ore frequentate.
Aggiornati i canali per assolvere l’obbligo formativo
La Circolare n. 15 aggiorna inoltre le istruzioni relative ai canali attraverso i quali è possibile svolgere la formazione continua.
Il punto è rilevante dal punto di vista operativo: il professionista non deve verificare soltanto di aver frequentato un determinato numero di corsi, ma anche che la formazione seguita sia riconoscibile ai fini dell’assolvimento dell’obbligo previsto dal MEF.
Il sistema di formazione continua per i revisori legali si articola in tre diversi canali di formazione:
- formazione erogata dal Ministero dell’Economia e delle finanze, mediante una piattaforma di formazione a distanza (FAD);
- partecipazione a corsi formativi organizzati da enti pubblici e privati accreditati presso il MEF;
- formazione fruita dai revisori legali e dai revisori della sostenibilità – prevista dagli Albi professionali di appartenenza – e da coloro che collaborano all'attività di revisione legale o di attestazione della sostenibilità o sono responsabili della revisione o dell'attestazione della sostenibilità all'interno di società di revisione, che erogano formazione riconosciuta come equivalente dal MEF.
Indicazioni per l’accreditamento degli enti formatori
Le novità non riguardano esclusivamente i revisori. La circolare contiene anche indicazioni relative al procedimento di accreditamento degli enti formatori presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze.
Si tratta di un passaggio importante per garantire che l’offerta formativa utilizzata dai revisori sia coerente con il programma annuale e con i requisiti previsti dal sistema della formazione continua.
Il riconoscimento della formazione di Albi e società di revisione
Le nuove istruzioni affrontano anche il tema dell’equivalenza della formazione erogata dagli Albi professionali e dalle società di revisione.
È un aspetto particolarmente rilevante per i professionisti iscritti anche ad altri Ordini, che possono trovarsi a seguire attività formative valide contemporaneamente per più obblighi professionali.
Cosa resta invariato per i revisori legali nel 2026-2028
L’aggiornamento delle istruzioni non comporta un azzeramento delle regole già conosciute dai revisori. L’impianto fondamentale dell’obbligo di formazione continua resta confermato.
Per il revisore legale continua ad assumere particolare importanza il rispetto dell’obbligo formativo per ciascuna annualità e la corretta acquisizione dei crediti nelle materie caratterizzanti.
In altri termini, il nuovo triennio non deve essere interpretato come un unico periodo entro il quale raggiungere indistintamente il numero complessivo di crediti: il rispetto dell’obbligo va verificato anno per anno.
Crediti formativi: attenzione alla singola annualità
Resta quindi centrale la scadenza del 31 dicembre di ciascun anno.
Questo significa che il revisore deve programmare la propria formazione verificando periodicamente i crediti maturati e le materie nelle quali sono stati acquisiti, senza rinviare il controllo alla conclusione del triennio 2026-2028.
Particolare attenzione va inoltre riservata all'eventuale utilizzo di crediti eccedenti rispetto al fabbisogno della singola annualità: il sistema richiede infatti il rispetto autonomo degli obblighi previsti per ogni anno.
Formazione revisori 2026-2028: novità e conferme in sintesi
Tema Cosa prevede il nuovo triennio Obbligo di formazione continua Confermato Verifica dell’obbligo per ciascuna annualità Confermata Materie caratterizzanti la revisione legale Confermate Rendicontazione di sostenibilità Disciplina formativa specifica per gli abilitati Canali attraverso cui svolgere la formazione Istruzioni aggiornate Accreditamento degli enti formatori Indicazioni operative aggiornate Formazione erogata dagli Albi professionali Regolata ai fini dell’equivalenza Formazione delle società di revisione Regolata ai fini dell’equivalenza FAQ sulla formazione dei revisori legali 2026-2028
La Circolare MEF n. 15 cambia l’obbligo di formazione dei revisori legali?
La circolare aggiorna le istruzioni per il triennio 2026-2028, ma mantiene diversi elementi fondamentali del sistema della formazione continua. Le principali novità riguardano, tra l’altro, la formazione collegata alla rendicontazione di sostenibilità e le modalità di erogazione e riconoscimento della formazione.Le nuove regole riguardano anche la rendicontazione di sostenibilità?
Sì. Le istruzioni considerano anche gli obblighi dei revisori abilitati all’attestazione della rendicontazione di sostenibilità, in attuazione del nuovo quadro normativo.È sufficiente verificare i crediti alla fine del triennio 2026-2028?
No. L’obbligo formativo deve essere verificato con riferimento alle singole annualità. È quindi opportuno controllare già nel 2026 i crediti acquisiti e le relative materie.I revisori legali possono maturare crediti formativi svolgendo attività di docenza?
Sì. Come chiarito dalla circolare MEF n. 15 del 7 settembre 2026, i revisori legali che svolgono attività di docenza nell’ambito di corsi erogati da enti formatori accreditati dal Ministero, Albi professionali o società di revisione possono acquisire crediti validi ai fini dell’assolvimento dell’obbligo di formazione continua.
È riconosciuto un credito formativo per ogni ora di docenza impartita, nella materia oggetto del corso, fino a un massimo di cinque crediti.
Nel corso del triennio formativo, tuttavia, la reiterata docenza nel medesimo corso non consente di maturare ulteriori crediti formativi.
Allegati: -
Tirocini: ok al Dominus dipendente di azienda
Con la risposta al quesito PO 48/2026, il Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili è tornato sul tema della funzione di dominus svolta da un iscritto all'Albo che lavora come dipendente a tempo pieno presso un'azienda privata.
Il caso sottoposto riguardava un professionista esonerato dall'obbligo formativo per il triennio precedente, privo di partita IVA, che intende assumere la funzione di dominus per un tirocinante a sua volta dipendente a tempo pieno della medesima azienda, con mansioni di contenuto fiscale e tecnico-professionale coerenti con l'oggetto del tirocinio. Il CNDCEC, pur rimettendo la valutazione del caso concreto all'autonomia istituzionale dell'Ordine territoriale, fornisce indicazioni di carattere generale utili per l'istruttoria delle istanze di iscrizione al registro dei praticanti.
Le norme sul tirocinio professionale dei commercialisti
Il tirocinio professionale è disciplinato dal D.M. MIUR 7 agosto 2009, n. 143, che lo definisce come periodo di formazione pratica obbligatorio per l'ammissione all'esame di Stato, da svolgersi con un criterio di assiduità non inferiore a 20 ore settimanali.
La possibilità che la funzione di dominus sia rivestita da un professionista dipendente a tempo pieno è stata affrontata dal Consiglio Nazionale già a partire dall'informativa n. 23/2011, e ripresa più di recente nella risposta al PO 91/2023. In quella sede si è chiarito che l'attività professionale rilevante ai fini dell'assunzione della funzione di dominus non è riservata al solo esercizio in forma libero-professionale, ma può essere svolta anche alle dipendenze di una società o di un ente, purché si tratti di attività riconducibili a quelle "proprie della professione" individuate dall'art. 1 del D. Lgs. 139/2005.
Rileva inoltre l'art. 1, comma 5, del Regolamento del tirocinio, che subordina l'assunzione della funzione di dominus al possesso di un'anzianità di iscrizione all'Albo non inferiore a cinque anni e all'assolvimento dell'obbligo di formazione professionale continua nell'ultimo triennio, certificato dall'Ordine di appartenenza.
Esonero riconosciuto dall’Ordine : non impedisce la funzione di dominus
Un punto di interesse operativo della risposta del Consiglio riguarda il trattamento dell'esonero formativo. Il CNDCEC conferma l'orientamento già espresso nella risposta al PO 83/2021, secondo cui l'obbligo di formazione continua non può considerarsi "non assolto" quando per il triennio di riferimento l'iscritto abbia beneficiato di un esonero riconosciuto dall'Ordine.
Ne consegue che l'esonero relativo al triennio formativo precedente non costituisce, di per sé, causa ostativa all'assunzione della funzione di dominus, a condizione che permangano gli altri requisiti previsti dal Regolamento. Resta inteso che per il triennio in corso, qualora non sussistano i presupposti per un nuovo esonero, l'iscritto dovrà assolvere regolarmente l'obbligo formativo.
La verifica delle condizioni minime del tirocinio
Ai fini della valutazione istruttoria delle istanze di iscrizione al registro del tirocinio, il CNDCEC suggerisce agli Ordini territoriali di acquisire dal professionista, oltre alle dichiarazioni già previste dal Regolamento, una dichiarazione sostitutiva di atto notorio ex art. 47 D.P.R. 445/2000, relativa all'inquadramento contrattuale presso l'ente o la società e alle mansioni concretamente svolte nell'ambito del rapporto di lavoro dipendente.
Questo consente di verificare la coerenza tra le attività effettivamente esercitate e quelle individuate dall'art. 1 del D. Lgs. 139/2005 come proprie della professione.
Requisito Riferimento normativo Condizione richiesta Anzianità di iscrizione all'Albo Art. 1, comma 5, Regolamento tirocinio Almeno 5 anni Formazione professionale continua Art. 1, comma 5, Regolamento tirocinio Assolta nell'ultimo triennio, anche tramite esonero certificato dall'Ordine Assiduità del tirocinio D.M. MIUR 7 agosto 2009, n. 143 Minimo 20 ore settimanali Coerenza delle mansioni svolte come dipendente Art. 1, D. Lgs. 139/2005 Attività riconducibili a quelle proprie della professione Dichiarazione sull'inquadramento presso l'azienda Art. 47, D.P.R. 445/2000 Dichiarazione sostitutiva di atto notorio da acquisire in sede istruttoria Per il tirocinante dipendente della medesima azienda in cui il dominus svolge la propria attività professionale, resta inoltre da verificare, caso per caso, se le ore di lavoro prestate alle dipendenze della società possano essere computate ai fini dello svolgimento del tirocinio, questione per la quale il CNDCEC rinvia ai criteri già indicati nell'informativa n. 23/2011.
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Autovalutazione antiriciclaggio commercialisti: entro il 27 maggio
Entro il 27 maggio bisogna aggiornare il documento di autovalutazione del rischio di riciclaggio e finanziamento del terrorismo dello studio professionale.
Il CNDCEC in proposito ha pubblicato:
- regole tecniche 2026
- informativa n 27/2026
Vediamo maggiori dettagli
Autovalutazione antiriciclaggio commercialisti: entro il 27 maggio
In particolare, sono tenuti all’adempimento i dottori commercialisti e gli esperti contabili soggetti agli obblighi antiriciclaggio previsti dal Dlgs n 231/2007.
L’obbligo riguarda i professionisti che svolgono attività potenzialmente esposte al rischio di riciclaggio o finanziamento del terrorismo, anche all’interno di:
- studi individuali;
- studi associati;
- società tra professionisti;
- strutture professionali organizzate.
L’autovalutazione può essere effettuata con riferimento allo studio nel suo complesso e per ciascun professionista associato che può predisporre una propria valutazione individuale.
Attenzione al fatto che per i neoiscritti, la prima autovalutazione deve essere predisposta entro il 31 dicembre dell’anno successivo a quello di inizio dell’attività professionale.
Autovalutazione antiriciclaggio commercialisti: come farla
Entro la scadenza, i professionisti devono aggiornare l’autovalutazione del rischio dello studio, verificando se l’organizzazione interna e i presidi adottati siano coerenti con il livello di rischio rilevato.
L’analisi deve considerare, in particolare:
- tipologia di clientela assistita;
- restazioni professionali rese;
- assetto organizzativo dello studio;
- procedure interne antiriciclaggio;
- adeguatezza dei presidi di controllo;
- eventuali vulnerabilità emerse.
L’obiettivo è individuare il livello di esposizione dello studio al rischio di riciclaggio e finanziamento del terrorismo e adottare, se necessario, misure di mitigazione proporzionate.
Per l’aggiornamento dell’autovalutazione il CNDCEC raccomanda l’utilizzo della nuova modulistica approvata con Informativa n. 57/2026.
Si conclude evidenziando che l’autovalutazione del rischio è uno dei presidi centrali del sistema antiriciclaggio dello studio professionale è importante per verificare se le procedure interne siano adeguate rispetto al rischio effettivo e consente di dimostrare che il professionista ha adottato un approccio consapevole e proporzionato.
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Principi di revisione ISQM: in vigore dal 1° gennaio
Il MEF con una nota del 28 gennaio ha dato il via ai nuovi principi di revisione ISQM annunciati già a fine 2023 e per i quali vi era l'opzione falcoltativa per il 2024. Per un ripilogo del pregresso leggi anche Nuovi Principi di revisione ISQM: tutti i chiarimenti del MEF.
Principi di revisione ISQM: in vigore dal 1° gennaio
Si precisa che, i revisori legali e le società di revisione legale dei conti annuali e dei conti consolidati iscritti al registro di cui all’articolo 2 del decreto legislativo 27 gennaio 2010, n. 39, come modificato dal decreto legislativo 17 luglio 2016, n. 135, sono tenuti ad applicare i principi professionali ISQM (Italia) 1, ISQM (Italia) 2 e ISA (Italia) 220 aggiornato preceduti dalla nuova versione dell’Introduzione ai principi stessi e del Glossario dei termini più utilizzati, elaborati ai sensi dell’articolo 11, comma 2, del decreto legislativo 27 gennaio 2010, n. 39, a decorrere dal 1° gennaio 2025:
- per l’ISQM Italia 1,
- e dallo svolgimento delle revisioni legali dei bilanci relativi a periodi amministrativi con inizio dalla data medesima o successiva per l’ISQM Italia 2 e per l’ISA Italia 220.
La determina di adozione RR 184 dell’8 agosto 2023 e i principi professionali di revisione allegati preceduti dalla nuova versione dell’Introduzione ai principi stessi e del Glossario dei termini più utilizzati, sono pubblicati sul sito istituzionale della revisione a questa pagina.
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Equo compenso: sanzioni dal CNDCEC a chi viola le norme
Il Consiglio nazionale dei commercialisti ha approvato il nuovo Codice delle sanzioni in vigore da oggi 18 aprile. E' bene specificare che il precedente regolamento è datato 2016.
Ricordiamo che dal 1 aprile è entrato in vigore anche il nuovo Codice deontologico, le cui novità sono state declinate anche in termini di sanzioni.
Leggi anche Codice Deontologico Commercialisti: in vigore dal 1 aprile.
Equo compenso: dal CNDCEC sanzioni per chi viola le norme
Tra le principali novità del nuovo regolamento sanzionatorio dei commercialisti sono da segnalare le sanzioni relative alle violazioni delle norme sull’equo compenso.
In proposito, il comunicato datato 17 aprile del CNDCEC specifica che per le seguenti possibili violazioni:
- se il professionista conviene con il cliente un compenso iniquo,
- se predispone un accordo senza informare il cliente dell’obbligo di rispettare le disposizioni in materia,
è prevista la censura.
Vediamo sinteticamente le sanzioni come evidenziate dallo stesso CNDCEC:
- nel caso di esercizio della professione in situazioni di incompatibilità è prevista la sospensione fino ad un anno,
- sull'obbligo di assicurazione è prevista una sospensione fino a 6 mesi per chi non stipula una polizza,
- sulla mancata comunicazione al cliente degli estremi della polizza sottoscritta si prevede la sanzione della censura,
- nel caso di più violazioni deontologiche contemporanee o derivanti dal medesimo fatto si prevede l’applicazione della sanzione prevista per la violazione più grave,
- nel caso in cui, nei rapporti con i clienti, il professionista chieda o riceva da colleghi provigioni o vantaggi per la presentazione di un cliente o per la proposta di incarichi, si applica la sospensione fino a tre mesi,
- chi suggerisce comportamenti fraudolenti è punito con la sospensione fino a un anno,
- per tutte le violazioni in materia di pubblicità e utilizzo improprio dei titoli professionali si applica la sanzione della censura.
Il presidente De Nuccio ha commentato il nuovo regolamento specificando che: “L’approvazione del nuovo Codice delle sanzioni è la tappa successiva all’approvazione del nuovo Codice deontologico, di cui fotografa tutte le principali novità. Aggiungiamo quindi un nuovo step a questo processo di rinnovamento dei nostri codici per favorire sempre più comportamenti corretti e rispettosi tra colleghi, verso le Istituzioni e verso i nostri clienti”.
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Preiscrizione Cassa Commercialisti: novità per i tirocinanti?
La Cassa Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili (Cnpadc) introduce un nuovo obbligo per i tirocinanti.
La previsione riguarda i giovani che abbiano aperto la P.IVA per svolgere attività simili a quella professionale e che, allo stato attuale devono pertanto iscriversi alla gestione separata dell’Inps, versando un contributo pari al 25%.
La novità che la Cassa intende introdurre mediante la delibera che modifica lo Statuto e previa approvazione da parte dei Ministeri del Lavoro e dell’Economia, consiste nell’obbligo per i tirocinanti con partita iva, di iscriversi subito all’ente di previdenza della categoria (e non più all’Inps). In questo modo viene previsto:
- il versamento di una percentuale pari al 12% di quanto dichiarato come fatturato annuo e quindi un’aliquota inferiore rispetto a quanto richiesto dall’Inps;
- l’esenzione dal pagamento del contributo minimo che gli iscritti generalmente corrispondono ogni anno;
- la possibilità di usufruire della polizza sanitaria gratuita riservata agli iscritti.
In questo modo verrebbe uniformato il trattamento previdenziale tra gli aspiranti dottori commercialisti (a prescindere dall’apertura o meno della partita iva) e verrebbe inoltre evitata l’incombenza relativa al passaggio dall’Inps alla Cassa al momento del superamento dell’esame e della conseguente iscrizione all’Albo.
Continuano quindi le iniziative della Cnpadc, come evidenziato dal Presidente della stessa Walter Anedda, volte ad incentivare la libera professione e a fornire delle agevolazioni con particolare attenzione nei confronti dei neo-iscritti.