• Adempimenti Iva

    IMU aree edificabili: valore al netto IVA

    La Corte di giustizia tributaria di Foggia, con la sentenza n. 1565/2026, chiarisce che l’IVA non deve essere inclusa nel valore delle aree edificabili ai fini IMU.

    Il criterio evita differenze di trattamento tra compravendite effettuate da imprese e privati.

    Il valore delle aree edificabili ai fini IMU comprende l’IVA?

    No, il valore di mercato delle aree edificabili da utilizzare per determinare la base imponibile IMU deve essere calcolato al netto dell’IVA applicata alle compravendite.

    È quanto emerge dalla sentenza n. 1565 del 2 settembre 2026 della Corte di giustizia tributaria di primo grado di Foggia, sezione 2.

    Secondo la decisione, l’inclusione dell’IVA nel valore di mercato determinerebbe una disparità di trattamento tra le operazioni effettuate da imprese e quelle concluse tra privati.

    La base imponibile IMU non può quindi variare in funzione del regime IVA applicabile alla compravendita.

    Come si determina il valore delle aree edificabili ai fini IMU

    Per le aree edificabili, la base imponibile IMU è costituita dal valore venale in comune commercio al 1° gennaio dell’anno di imposizione.

    Se durante l’anno interviene una variazione del valore conseguente all’adozione di strumenti urbanistici, si considera il valore di mercato alla data di efficacia dello strumento urbanistico.

    La pronuncia della Corte tributaria di Foggia riguarda uno degli elementi da considerare nella determinazione di tale valore: l’eventuale IVA applicata alla transazione immobiliare.

    Nel caso esaminato, dagli atti risultava che il valore utilizzato nell’avviso di accertamento IMU comprendeva anche l’IVA. 

    La Corte ha ritenuto che l’imposta non dovesse concorrere alla determinazione del valore di mercato dell’area.

    Quale valore devono utilizzare i Comuni per l’accertamento IMU?

    I Comuni possono adottare provvedimenti contenenti valori di riferimento delle aree edificabili, utilizzabili per orientare i contribuenti e gli uffici tributi.

    Occorre distinguere due situazioni:

    • Valori rivolti ai contribuenti: sono approvati con deliberazione del consiglio comunale e hanno la funzione di tutelare dagli accertamenti chi si adegua ai valori indicati. Non producono effetti retroattivi.
    • Valori destinati agli uffici comunali: possono essere individuati anche con deliberazione di giunta o determinazione dirigenziale e servono a orientare l’attività di accertamento. Possono avere effetti retroattivi rispetto alle annualità sottoposte a controllo.

    In entrambi i casi, i valori di riferimento costituiscono presunzioni semplici, che il contribuente può contestare fornendo elementi contrari.

    Con riferimento alla controversia decisa a Foggia, l’accertamento sembrerebbe essersi basato su un valore individuato in una precedente sentenza di primo grado.

    Resta il dato rilevante per la decisione: il valore assunto per l'accertamento comprendeva l’IVA.

    Quali conseguenze per contribuenti e uffici tributi

    La sentenza della Corte di giustizia tributaria di Foggia offre un riferimento per la verifica degli accertamenti IMU sulle aree edificabili.

    Quando il valore utilizzato dal Comune deriva da prezzi di compravendita soggetti a IVA, occorre verificare che l’imposta non sia stata inclusa nella quantificazione del valore venale.

    La distinzione assume rilievo perché, secondo la pronuncia, il valore di mercato ai fini IMU deve essere determinato senza differenze legate alla natura imprenditoriale o privata del venditore.

  • Enti no-profit

    Contributi impianti natatori 2026: domande in scadenza, requisiti e importi

    Al via le domande per i contributi a fondo perduto destinati alle associazioni e società sportive dilettantistiche che gestiscono impianti natatori. 

    Il Dipartimento per lo Sport ha pubblicato l'avviso datato 8 ottobre che disciplina l'accesso alle risorse stanziate per il 2026, pari complessivamente a 4,4 milioni di euro. 

    Le richieste possono essere presentate dalle ore 12 del 9 ottobre fino alle ore 12 del 9 novembre 2026, attraverso l'apposita piattaforma informatica. Il contributo ordinario varia da 25mila a 60mila euro, in base alle caratteristiche degli impianti, con ulteriori maggiorazioni nei casi previsti dall'avviso.

    La misura è prevista dall'articolo 1, comma 252, della legge 30 dicembre 2024, n. 207, che ha incrementato il Fondo unico per il sostegno al potenziamento del movimento sportivo italiano per sostenere i gestori di impianti natatori, particolarmente colpiti dalle misure emergenziali e dall'aumento dei costi per l'approvvigionamento energetico.

    I criteri e le modalità di accesso al contributo sono stati individuati con il decreto del Ministro per lo Sport e i Giovani, di concerto con il Ministro dell'Economia e delle Finanze, dell'8 maggio 2026.

    Chi può richiedere i contributi per gli impianti natatori

    Possono presentare domanda le associazioni sportive dilettantistiche (ASD) e le società sportive dilettantistiche (SSD) che soddisfano tutti i requisiti indicati nell'avviso.

    In particolare, i richiedenti devono:

    • essere iscritti al Registro Nazionale delle Attività Sportive Dilettantistiche (RASD) alla data del 31 dicembre 2025.
    • essere in regola con l'affiliazione presso Federazioni sportive, Enti di promozione sportiva o Discipline sportive riconosciute dal CONI o dal CIP.
    • avere come oggetto sociale la gestione di impianti destinati allo svolgimento dell'attività natatoria.
    • disporre di un titolo giuridico che legittimi la gestione esclusiva dell'impianto, come proprietà, contratto di affitto o concessione amministrativa.
    • gestire un impianto natatorio con le caratteristiche tecniche previste dall'avviso.
    • avere almeno 30 tesserati presso Federazioni sportive, Discipline sportive o Enti di promozione sportiva alla data dell'8 maggio 2026.

    Quali piscine sono ammesse al contributo

    L'avviso distingue tra piscine coperte o convertibili e piscine scoperte riscaldate.

    Per le piscine coperte o convertibili, ossia scopribili e copribili con modalità certificata, sono richieste una lunghezza minima della vasca di 20 metri e una superficie di almeno 150 metri quadrati.

    Per le piscine scoperte, invece, è necessario che la vasca sia dotata di un impianto di riscaldamento, abbia una lunghezza minima di 25 metri e una superficie di almeno 400 metri quadrati.

    In quest'ultimo caso è inoltre richiesto che nell'impianto si sia svolta almeno una competizione di un campionato nazionale, in una disciplina e distanza olimpica, riconosciuta e certificata dalla Federazione sportiva nazionale competente, tra il 1° gennaio 2023 e l'8 maggio 2026.

    .

    Quanto spetta: contributi da 25mila a 60mila euro

    L'importo del contributo è determinato sulla base della tipologia e della superficie della piscina.

    Tipologia di impianto Contributo
    Piscina coperta o convertibile da 150 a 249 mq 25.000 euro
    Piscina coperta o convertibile da 250 a 399 mq 40.000 euro
    Piscina coperta o convertibile con superficie superiore a 399 mq 60.000 euro
    Piscina scoperta riscaldata in possesso dei requisiti previsti 60.000 euro

    Le maggiorazioni previste dall'avviso

    Oltre agli importi ordinari, il Dipartimento per lo Sport prevede ulteriori contributi per specifiche categorie di beneficiari.

    Ai soggetti che gestiscono più di un impianto natatorio, dotato di vasca coperta di almeno 250 metri quadrati e situato in sedi o località differenti, è riconosciuto un contributo aggiuntivo pari al 50% degli importi previsti per le fasce da 40mila e 60mila euro.

    Un ulteriore contributo, pari a quello ordinariamente previsto per la tipologia di impianto, è riconosciuto alle associazioni e società sportive con atleti tesserati nelle discipline olimpiche basate sul nuoto e sull'utilizzo delle piscine, che abbiano partecipato, nel periodo indicato dall'avviso, a Giochi Olimpici, Giochi Paralimpici, Campionati del Mondo o Campionati Italiani Giovanili o Assoluti.

    L'avviso precisa che gli importi potranno essere proporzionalmente ridotti o aumentati in relazione al numero delle domande pervenute, nel rispetto delle risorse complessivamente disponibili.

    Come presentare domanda entro il 9 novembre 2026

    Le domande devono essere trasmesse esclusivamente attraverso la piattaforma informatica del Dipartimento per lo Sport, disponibile all'indirizzo:

    Le richieste presentate oltre il termine previsto saranno considerate inammissibili.

    I soggetti interessati devono compilare tutti i campi richiesti dalla piattaforma. Le istruzioni operative relative alle procedure informatiche saranno pubblicate sul sito istituzionale del Dipartimento per lo Sport.

    L'avviso specifica che il corretto inserimento dei dati è responsabilità esclusiva del richiedente. Eventuali inesattezze o discordanze riscontrate durante le verifiche possono determinare l'esclusione dalla procedura.

    Quali documenti allegare alla domanda

    Per accedere al contributo è necessario allegare alla domanda, a pena di inammissibilità, i seguenti documenti:

    • Statuto dell'associazione o della società sportiva richiedente.
    • Dichiarazione asseverata da un professionista abilitato relativa alle dimensioni della vasca o delle vasche per le quali si richiede il contributo.
    • Atto giuridico che attesta la gestione dell'impianto, come contratto di locazione o affitto, atto di concessione, contratto di affitto d'azienda oppure atto di proprietà, in corso di validità e debitamente registrato presso l'Agenzia delle Entrate secondo le disposizioni del DPR 131/1986.

    Il Dipartimento per lo Sport svolgerà l'istruttoria amministrativa per verificare il possesso dei requisiti, previa verifica da parte delle rispettive Federazioni sportive, Discipline sportive ed Enti di promozione sportiva attraverso la piattaforma.

    Non saranno ammesse le domande presentate oltre la scadenza, prive degli allegati obbligatori, presentate da soggetti non ammissibili oppure non validate dagli organismi sportivi competenti.

    Come saranno erogati i contributi

    Il Dipartimento per lo Sport provvederà all'erogazione delle risorse ai beneficiari in possesso dei requisiti attraverso bonifico bancario, per il tramite della Banca Nazionale del Lavoro.

    Il pagamento avverrà su un conto corrente indicato dal beneficiario e intestato allo stesso.

    Il Dipartimento potrà inoltre effettuare controlli, anche a campione, per verificare la veridicità delle dichiarazioni presentate.

    FAQ sui contributi per gli impianti natatori 2026

    Quando scadono le domande per i contributi alle piscine?

    Le domande devono essere presentate entro le ore 12 del 9 novembre 2026, tramite la piattaforma informatica del Dipartimento per lo Sport.

    Qual è l'importo massimo del contributo?

    Il contributo ordinario massimo previsto dall'avviso è di 60.000 euro. Sono previste ulteriori maggiorazioni per i beneficiari che soddisfano specifici requisiti, fermo restando il possibile adeguamento degli importi alle risorse disponibili.

    Le piscine scoperte possono ottenere il contributo?

    Sì, purché siano riscaldate, abbiano una vasca di almeno 25 metri e una superficie minima di 400 metri quadrati e soddisfino gli ulteriori requisiti sportivi previsti dall'avviso.

  • Agricoltura

    Coltiva Italia: risorse per rafforzare l’Agricoltura, in Senato il voto definitivo

    Era il 2025 quando veniva annunciato il piano Coltiva Italia per l'agricoltura italiana.

    Il Ministro Lollobrigida, presentava Coltiva Italia con cui si intende porre le basi per un modello produttivo più solido, sostenibile, giovane e tecnologico: "Vogliamo mettere chi lavora la terra nelle condizioni di guardare al futuro con fiducia, investendo in strumenti moderni e in una visione strategica di lungo periodo".
    Il Piano Coltiva Italia con uno stanziamento complessivo di un miliardo di euro, distribuito nel periodo 2026-2028, mira a rafforzare l'autonomia produttiva dell'agricoltura italiana, sostenendo in modo strutturale i settori chiave e valorizzando le filiere agroalimentari del Paese.

    Oggi 4 novembre la misura è attesa in Senato per l'approvazione definitiva.

    Coltiva Italia: strategia per la Sovranità alimentare con 900 milioni di euro

    Il Coltiva Italia, il disegno di legge che prevede 1,18 miliardi di euro di investimenti a sostegno dell'agricoltura italiana, arriva oggi, 4 novembre 2026, al voto finale del Senato. 

    Coltiva Italia 2026: quali finanziamenti sono previsti?

    Il provvedimento, già approvato dalla Camera, prevede finanziamenti per rafforzare la produzione agricola nazionale e ridurre la dipendenza dalle importazioni.

    Le principali risorse sono così distribuite:

    Settore Risorse previste
    Allevamento bovino 300 milioni €
    Piano olivicolo nazionale 300 milioni €
    Altre filiere strategiche 300 milioni €
    Rifinanziamento Fondo sovranità alimentare 70 milioni €
    Imprenditoria agricola giovanile e femminile 150 milioni €

    Le risorse riguardano interventi articolati su più annualità, con una parte significativa degli investimenti prevista dal 2027.

    Allevamenti e olio d’oliva: 600 milioni per le filiere strategiche

    Per il comparto zootecnico sono previsti 300 milioni di euro destinati a rafforzare la produzione nazionale di carne bovina e la filiera vacca-vitello.

    L'obiettivo è sostenere gli allevamenti italiani, con particolare attenzione alle aree rurali e montane e al rilancio della capacità produttiva nazionale.

    Altri 300 milioni finanzieranno il Piano olivicolo nazionale 2026-2030, con interventi per il recupero degli oliveti, il contrasto alle fitopatie e il rilancio della produzione di olio extravergine.

    Particolare attenzione sarà dedicata ai territori colpiti dalla Xylella, anche attraverso il reimpianto di varietà resistenti.

    Giovani e donne in agricoltura: 150 milioni tra contributi e mutui

    Una delle misure più rilevanti per le imprese riguarda lo stanziamento di 150 milioni di euro per l'imprenditoria agricola giovanile e femminile.

    Le risorse saranno ripartite in questo modo:

    • 35% per contributi a fondo perduto;
    • 65% per mutui agevolati.

    L'intervento punta a favorire l'accesso al credito e il ricambio generazionale nel settore agricolo.

    Si affianca inoltre all'iniziativa ISMEA che mette a disposizione 8.417 ettari di terreni per giovani tra 18 e 41 anni, con utilizzo gratuito per dieci anni e possibilità di acquisto al termine del periodo al 50% del valore iniziale.

    Grano duro, crediti d'imposta e semplificazioni

    Il Coltiva Italia interviene anche sui contratti di filiera del frumento, prevedendo 10 milioni di euro per favorire la stabilità dei prezzi.

    La misura contempla un credito d'imposta dal 20% al 40%, in relazione alla durata degli accordi di filiera, da tre a cinque anni.

    Sono inoltre previsti interventi per semplificare le procedure amministrative, rafforzare il ruolo dei Centri di assistenza agricola (CAA) e migliorare i controlli sull'origine dei prodotti agroalimentari.

    L'effettiva operatività di diversi finanziamenti dipenderà dai successivi provvedimenti attuativi, si attende il testo del provvedimento in approvazione oggi con ulteriori dettagli.

    FAQ – Coltiva Italia 2026

    Quanto vale il piano Coltiva Italia?

    Il provvedimento prevede circa 1,18 miliardi di euro per il sostegno e lo sviluppo del settore agricolo.

    Quali agevolazioni sono previste per giovani e donne?

    Sono stanziati 150 milioni di euro, ripartiti tra contributi a fondo perduto (35%) e mutui agevolati (65%).

    Quando saranno disponibili i finanziamenti?

    Secondo il MASAF, le prime risorse dovrebbero diventare disponibili nel 2027. Le modalità di accesso saranno definite dagli atti attuativi.