• Agevolazioni per le Piccole e Medie Imprese

    Incentivi MIMIT compliance digitale: chi può ottenere i contributi fino al 50%

    Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy mette a disposizione 1 milione di euro per sostenere progetti di ricerca e innovazione finalizzati allo sviluppo di soluzioni digitali per la compliance normativa, attraverso l’utilizzo dei dati e dell’intelligenza artificiale.

    L’intervento è collegato alla call europea DIGITAL-2026-AI-DATA-10-COMPLIANCE – “Digital solutions for regulatory compliance through data”. 

    Per accedere alle agevolazioni nazionali sono previste due scadenze: 

    • il 1° ottobre 2026 alle ore 17:00 per la presentazione della proposta alla Commissione europea 
    • e il 30 ottobre 2026 alle ore 17:00 per la domanda relativa all’agevolazione nazionale.

    Incentivi MIMIT per la compliance normativa: cosa finanzia il bando

    L’agevolazione riguarda progetti di ricerca e innovazione destinati allo sviluppo di soluzioni digitali a supporto della conformità normativa, facendo leva sull’utilizzo dei dati e dell’intelligenza artificiale.

    È questo l’obiettivo indicato dal MIMIT nella pagina dedicata all’intervento. La misura nazionale si inserisce quindi nell’ambito della call europea DIGITAL-2026-AI-DATA-10-COMPLIANCE.

    Il decreto direttoriale del 22 settembre 2026 definisce, in particolare, i termini e le modalità per presentare le domande relative alle agevolazioni finanziarie nazionali collegate alla call europea.

    Chi può accedere all’agevolazione

    Secondo quanto specificato dal Ministero, la misura si rivolge ai soggetti italiani che partecipano alla call europea DIGITAL-2026-AI-DATA-10-COMPLIANCE, selezionata dalla DG CONNECT della Commissione europea.

    L’accesso all’agevolazione nazionale è quindi collegato alla partecipazione alla procedura europea: i proponenti italiani devono presentare la propria istanza nell’ambito della call europea e, successivamente, rispettare anche il termine previsto per la richiesta del sostegno finanziario nazionale.

    Quanto spetta: contributi fino al 50% dei costi ammissibili

    Per l’intervento il MIMIT ha previsto una dotazione finanziaria nazionale pari a 1 milione di euro.

    Le agevolazioni possono coprire fino al 50% dei costi ammissibili dei progetti.

    La pagina istituzionale dedicata all’incentivo non dettaglia ulteriormente, nella propria sintesi, le singole categorie di costo: per questo motivo è necessario fare riferimento alla documentazione ufficiale collegata al decreto per gli adempimenti applicabili alla presentazione delle domande.

    Domande: prima scadenza il 1° ottobre 2026

    Il calendario dell’agevolazione prevede due diversi termini.

    La prima scadenza riguarda la presentazione delle proposte progettuali alla DG CONNECT della Commissione europea. La domanda deve essere trasmessa attraverso l’EU Funding & Tenders – Portal Submission System entro le ore 17:00 del 1° ottobre 2026.

    Si tratta della scadenza relativa alla partecipazione alla call europea DIGITAL-2026-AI-DATA-10-COMPLIANCE.

    Agevolazione nazionale: domanda entro il 30 ottobre 2026

    Un secondo termine riguarda invece l’accesso alle agevolazioni finanziarie nazionali.

    I soggetti italiani che presentano l’istanza a livello europeo nell’ambito della call devono inoltrare la domanda di agevolazione nazionale entro le ore 17:00 del 30 ottobre 2026.

    Il decreto direttoriale pubblicato dal MIMIT il 22 settembre 2026 disciplina proprio termini e modalità della procedura nazionale collegata alla call europea.

    Le scadenze in sintesi

    Adempimento Scadenza
    Presentazione della proposta alla DG CONNECT tramite EU Funding & Tenders Portal 1° ottobre 2026, ore 17:00
    Presentazione della domanda per le agevolazioni finanziarie nazionali 30 ottobre 2026, ore 17:00

    Il ruolo di dati e intelligenza artificiale

    L’elemento centrale dell’iniziativa è lo sviluppo di soluzioni digitali capaci di supportare la conformità normativa attraverso l’utilizzo dei dati e dell’intelligenza artificiale.

    È quindi questo il perimetro indicato dal MIMIT per i progetti di ricerca e innovazione interessati dalla misura. La componente nazionale del finanziamento si affianca alla partecipazione alla specifica call promossa a livello europeo.

    Incentivi MIMIT compliance digitale: contributi fino al 50%, cose serve sapere

    A quanto ammontano le risorse disponibili?

    La dotazione finanziaria nazionale è pari a 1 milione di euro, con contributi fino al 50% dei costi ammissibili.

    Quando scade la domanda per il contributo MIMIT?

    La domanda relativa alle agevolazioni finanziarie nazionali deve essere presentata entro le ore 17:00 del 30 ottobre 2026.

    Qual è la scadenza della call europea?

    La proposta progettuale alla DG CONNECT deve essere presentata attraverso l’EU Funding & Tenders Portal entro le ore 17:00 del 1° ottobre 2026.

  • Agevolazioni per le Piccole e Medie Imprese

    Bonus formazione autotrasporto 2026: domande dal 21 settembre

    Pubblicato in GU n 156 dell'8 luglio il DM 6 maggio del MIT Ministero dei trasporti con le regole per la formazione dell'autotrasporto con risorse per il 2026.

    Il Decreto prevede euro 5 milioni da dedicare alla formazione dei dipendenti e funzionari delle imprese di trasporto merci conto terzi.

    Bonus formazione autotrasporto 2026: a chi si rivolge

    I soggetti destinatari della misura  incentivante  e, quindi, delle attivita' di formazione professionale, sono le  imprese di autotrasporto di merci per conto di terzi, i cui  titolari,  soci, amministratori,  dipendenti  o  addetti  inquadrati   nel   Contratto collettivo nazionale logistica, trasporto e  spedizioni,  partecipino ad iniziative  di  formazione o aggiornamento professionale volte all'acquisizione di competenze adeguate alla gestione d'impresa, alle nuove tecnologie, allo   sviluppo  della competitività ed all'innalzamento del livello di sicurezza stradale e di sicurezza sul lavoro. 

    Le imprese di autotrasporto  di  merci  per  conto  di  terzi possono, altresi', beneficiare della presente misura incentivante per far fronte alle spese sostenute per la formazione  rofessionale dei dirigenti loro dipendenti nelle materie disciplinate  dal  presente decreto. 

    Attenzione al fatto che da tali iniziative sono esclusi  i  corsi  di formazione finalizzati all'accesso alla professione di autotrasportatore  e all'acquisizione o al rinnovo di titoli  richiesti  obbligatoriamente per l'esercizio di una determinata attivita'  di autotrasporto.  

    Non sono concessi aiuti alla formazione organizzata  dalle  imprese per conformarsi alla  normativa  nazionale obbligatoria  in  materia  di formazione ai sensi dell'articolo 31, comma 2, del  regolamento  (CE) n. 651/2014 e successive modificazioni.                  

    Bonus formazione autotrasporto 2026: per quali corsi

    Le iniziative sono realizzate attraverso piani formativi  aziendali,  oppure  interaziendali,  territoriali  o strutturati per filiere; in tali casi, al momento della presentazione della domanda, e' necessario specificare  la  volonta'  di  tutte  le imprese coinvolte di partecipare al medesimo piano formativo, nonche' esplicitare  l'articolazione  interaziendale, territoriale  o  per filiera del progetto da realizzare, con riferimento alle attivita' di cui all'articolo 1, comma 2,  del decreto ministeriale  6  novembre 2009, nel rispetto dei requisiti previsti all'articolo 2 del presente decreto. Indipendentemente dal  piano  formativo  proposto,  possono essere  oggetto  di  finanziamento  esclusivamente  le  attivita'  di formazione  dirette  ai  destinatari  che  possiedano   i   requisiti richiesti al comma 2.
    Ai fini del finanziamento,  l'attivita'  formativa  deve  essere avviata a partire dal 1° dicembre 2026 e deve avere termine entro  il 12 giugno 2027. 

    Potranno essere  ammessi  costi  di  preparazione  ed elaborazione del piano formativo anche se antecedenti  a  tale data, purche'  successivi  alla  data  di  pubblicazione  nella   Gazzetta Ufficiale del presente decreto.
    Ai fini dell'erogazione, l'intensita' massima del contributo, le relative maggiorazioni ed i costi ammissibili sono calcolati in  base a quanto previsto dall'articolo 31 del  citato  regolamento  (CE)  n. 651/2014 e successive modificazioni.         

    Bonus formazione autotrasporto 2026: chi lo gestisce

    Il soggetto gestore li adempimenti tecnici e amministrativi riguardanti la gestione operativa, l'istruttoria  delle  domande, nonche'  l'esecuzione  dei monitoraggi  e   dei   controlli   affidati   al   Ministero   delle infrastrutture e dei trasporti sono svolti dal soggetto gestore RAM Logistica infrastrutture e trasporti  S.p.a. con le  modalita'  e  nei  termini  previsti  da apposito  atto attuativo, da stipularsi tra il Ministero delle infrastrutture e  dei trasporti e il soggetto gestore ai  sensi dell'accordo  di  servizio prot. 163 del 6 luglio 2023 sottoscritto fra le suddette parti.                                                

    Bonus formazione autotrasporto 2026: domande dal 21 settembre

    In particolare possono proporre domanda di accesso ai contributi:
    a) le imprese di autotrasporto di merci per conto di terzi aventi sede principale o secondaria  in  Italia,  regolarmente iscritte  al registro elettronico nazionale  istituito  dal  regolamento  (CE)  n. 1071/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio del 21 ottobre  2009 e successive modificazioni e le imprese di autotrasporto di merci per conto di terzi  che esercitano  la  professione  esclusivamente  con veicoli di massa complessiva  fino  a  1,5  tonnellate,  regolarmente iscritte all'albo nazionale degli autotrasportatori di cose per conto di terzi;
    b) le strutture societarie/forme associate regolarmente  iscritte nella sezione speciale del predetto albo ai  sensi  del comma  5-bis dell'articolo 1 del decreto-legge 6 febbraio 1987, n. 16, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 marzo  1987,  n.  132,  risultanti dall'aggregazione delle  imprese  di  cui  al  precedente  punto  a), costituite a norma del Libro V, Titolo VI, Capo I,  o  del  Libro  V, Titolo  X,  Capo  II,  Sezioni  II  e  II-bis,  del  codice   civile, limitatamente alle imprese di autotrasporto di  merci  per  conto  di terzi regolarmente iscritte nella citata sezione speciale dell'albo.
    Ogni impresa richiedente, anche se associata ad un consorzio o a una cooperativa, puo' presentare  una  sola domanda  di  accesso  al contributo; cio' al fine di evitare la concessione del contributo  in misura doppia. Pertanto, e' onere delle imprese richiedenti il contributo presentare, unitamente alla domanda di ammissione al contributo, una dichiarazione rilasciata ai sensi dell'art. 47 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, con richiamo alle sanzioni penali previste dall'articolo 76 del medesimo decreto per le ipotesi di falsita' in atti e dichiarazioni mendaci, con cui si attesta l'assenza di duplicazione della domanda sia come impresa singola che in qualita' di impresa appartenente ad un consorzio/cooperativa. In caso di presentazione di piu' domande (domanda presentata come singola impresa e domanda presentata da impresa appartenente ad una forma associata) sara' ammessa, in applicazione del criterio temporale, solo la domanda presentata per prima in ordine di tempo.
    L'amministrazione esclude dal contributo le  domande  presentate da imprese o consorzi/cooperative per le quali sia stato concluso con esito negativo un controllo in loco effettuato, ai sensi dell'art.  5 comma 1 del decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti 6 agosto 2024, prot. n. 209, e  art.  5  comma  1,  del  decreto  del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti 4 agosto 2025, prot. n. 192, dal soggetto gestore in una nelle  due  edizioni  precedenti  la presente (cosiddette «Formazione 15» e «Formazione 16»).

    Nel caso  in cui il controllo chiuso con esito negativo  abbia  avuto  ad  oggetto un'impresa  appartenente  ad  un consorzio  o  ad  una  cooperativa, l'amministrazione esclude  la  domanda  di  quella  impresa,  sia  se presentata singolarmente,  sia  se  presentata  in  forma  associata all'interno di un consorzio o di una cooperativa.
    Le domande per accedere ai contributi,  sottoscritte  con  firma digitale dal rappresentante  legale  dell'impresa,  del  consorzio  o della  cooperativa  richiedente,  devono  essere  presentate,  previa registrazione,  tramite   accesso   ad   apposita   piattaforma   web raggiungibile sul sito di RAM logistica, infrastrutture  e  trasporti S.p.a. www.ramspa.it alla  sezione  dedicata,  seguendo  le  relative linee guida alla presentazione dell'istanza, a partire dalla data del 21 settembre 2026 ed entro il  successivo  termine  perentorio  della data del 30 ottobre 2026. 

    Non  saranno  prese  in  esame  le  domande presentate successivamente alla data del 30 ottobre 2026.
    Il contributo massimo erogabile  per  l'attivita'  formativa  e' fissato secondo le seguenti soglie:
    a) Euro 15.000 per le  microimprese  (che  occupano  meno  di  10 unita');
    b) Euro 50.000 per le piccole imprese (che occupano  meno  di  50 unita');
    c) Euro 100.000 per le medie imprese (che occupano  meno  di  250 unita');
     d) Euro 150.000 per le grandi imprese  (che  occupano  un  numero pari o superiore a 250 unita').
    Le forme associate di imprese possono ottenere un  contributo  pari alla  somma  dei  contributi  massimi  riconoscibili alle   imprese, associate al raggruppamento, che partecipano al piano formativo,  con un tetto massimo di euro 300.000.
    Per la determinazione del contributo si terra' altresi'  conto  dei seguenti massimali:
    a) ore di formazione:
    trenta per ciascun partecipante – autista;
    quaranta per ciascun partecipante – impiegato;
    b) compenso della docenza in aula: centoventi euro per ogni ora;
    c) compenso dei tutor: trenta euro per ogni ora;
    d) servizi di consulenza a  qualsiasi  titolo  prestati:  20  per cento del totale dei costi ammissibili.
    Fermi  restando  i  suddetti  massimali,  le  spese  complessive inerenti all'attivita' didattica di cui:  personale  docente, tutor, spese di trasferta, materiali e forniture con attinenza al  progetto, ammortamento degli strumenti e delle attrezzature per la quota  parte da riferire al loro uso esclusivo per il  progetto  di  formazione  e costo dei servizi di consulenza, dovranno essere pari o superiori  al 50 per cento di tutti i costi ammissibili.
    Qualora si opti per la  formazione  a  distanza,  i  corsi,  che verranno svolti con strumenti informatici, devono  avere  i seguenti requisiti:
    a)  l'attivita'  formativa  deve  essere  svolta  attraverso  gli strumenti di video conferenza  con  ripresa  video contemporanea  di tutti i  partecipanti  e  dei  formatori  consentendo,  altresi',  la condivisione dei documenti;
    b)  l'intero  corso  deve  essere  video  registrato  consentendo l'inquadratura contemporanea di tutti i partecipanti e dei docenti;
    c)  i  docenti  ed  i  partecipanti  devono  previamente   essere identificati con acquisizione di copia del documento di identita',  e per  ciascuno  di  essi  deve  essere  creato  un  apposito   profilo contraddistinto da un codice  alfanumerico attraverso  cui  accedere alla piattaforma della video conferenza;
    d) le registrazioni dell'attivita' formativa  e  delle  verifiche periodiche  devono   essere   archiviate,   registrate   in   formato elettronico e  conservate  per tre  anni;  le  stesse  sono  messe  a disposizione su richiesta dell'amministrazione;
    e) al soggetto gestore  devono  essere  comunicati  i  codici  di accesso alla videoconferenza.
    Al  momento  della  compilazione  della  domanda  devono  essere obbligatoriamente indicati, a pena di inammissibilita', oltre ai dati identificativi  del  richiedente  ed   alle   informazioni   previste dall'articolo 5, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 29 maggio 2009, n. 83, i seguenti requisiti:
    a) il soggetto attuatore delle  azioni  formative,  conformemente all'articolo 3, comma 2, del predetto decreto  del Presidente  della Repubblica n. 83 del 2009,  che  non  potra'  in  alcun  caso  essere modificato successivamente alla presentazione della domanda;
    b) il programma del corso (le materie di insegnamento, la data di inizio e di fine del progetto formativo, il numero complessivo  delle ore di  insegnamento,  il  numero  e  la  tipologia  dei  destinatari dell'iniziativa);
    c) dichiarazione, resa ai sensi del decreto del Presidente  della Repubblica 28 dicembre  2000,  n.  445,  con  la  quale 

    il  soggetto attuatore designato  dall'impresa  attesti  che  il  corso  formativo presentato sara' realizzato nel rispetto del programma  di  cui  alla precedente lettera b)  ed  in  ottemperanza  a  quanto  previsto  dal presente decreto

    d) il preventivo della spesa suddiviso nelle seguenti voci:
    i. costi della docenza in aula;
    ii. costi dei tutor;
    iii. altri costi per l'erogazione della formazione;
    iv.  spese  di  viaggio  e  alloggio  relative  a  formatori  e partecipanti alla formazione;
    v. materiali e forniture con attinenza al progetto;
    vi. ammortamento degli strumenti e delle  attrezzature  per  la quota  da  riferire  al  loro  uso  esclusivo  per  il progetto   di formazione;
    vii. costi dei servizi di  consulenza  relativi  all'iniziativa formativa programmata;
    viii. costi  di  personale  dei  partecipanti  al  progetto  di formazione;
    ix. spese generali  indirette,  secondo  le  modalita'  dettate dall'articolo 31 del regolamento UE  n.  651/2014  della Commissione europea del 17 giugno 2014 e successive modificazioni in  materia  di esenzione dagli aiuti  di  Stato,  imputate  con  un  metodo  equo  e corretto debitamente giustificato;
    e) il calendario del corso  (materia  trattata,  giorno,  ora  ed eventuale sede di svolgimento del corso medesimo, codice di  accesso se svolto in videoconferenza). In caso di istanze presentate da parte di consorzi o cooperative dovranno essere indicate la ragione sociale e la partita IVA del/dei  soggetto/i  destinatario/i  della  lezione. Queste ultime indicazioni  potranno  essere  fornite  successivamente alla presentazione  della  domanda,  purche'  non  oltre  tre giorni antecedenti all'inizio del corso, per consentire l'effettuazione dei controlli da parte del soggetto gestore.
    Il calendario di cui  alla  lettera  e)  del  precedente  comma, dovra'  necessariamente  essere  compilato  dall'impresa richiedente attraverso il sistema informatico utilizzato in fase di presentazione della domanda di cui al comma 4). Qualsiasi modifica di  uno  o  piu' dei  predetti  elementi  del  calendario  del  corso  dovra'   essere comunicata on-line – accedendo  a  detta  applicazione  informatica – almeno tre giorni prima rispetto  alla  prima  data  che  si  intende modificare, fatti salvi casi di comprovata forza maggiore. 

    Per i casi di forza maggiore, la modifica potra' essere effettuata online in  un termine di tempo anche inferiore ai  tre giorni,  ma  la  variazione dovra' essere  documentata  e  motivata  oggettivamente,  a  pena  di esclusione  della giornata  formativa  modificata.  L'ammissibilita' della documentazione inviata a comprova della causa di forza maggiore sara' oggetto di apposita  verifica  in  fase  di  valutazione  della rendicontazione dei  costi  sostenuti. 

    Le  specifiche modalità di presentazione ed eventuale comunicazione di variazione dei corsi, ivi compresi quelli modificati  per  cause di  forza  maggiore,  saranno pubblicati sul sito della societa' RAM  logistica,  infrastrutture  e trasporti  S.p.a.  e  del Ministero  delle  infrastrutture   e   dei trasporti, nella  sezione  autotrasporto  merci  – Documentazione  – Autotrasporto contributi ed incentivi.
    Al fine di consentire la piu' ampia partecipazione alla  misura in oggetto, il totale dei costi ottenuti  sommando  i preventivi  di spesa  allegati  alle  istanze  presentate  da  imprese,  consorzi  o cooperative che abbiano individuato quale soggetto attuatore ente  di formazione espressione di una stessa associazione di  categoria,  non potra'     superare  la   somma  di  euro 2.500.000,00 (duemilionicinquecentomila/00). Qualora, anche ad esito del soccorso istruttorio ex art. 241/1990, emerga il superamento di detta  soglia, si provvedera' d'ufficio alla riparametrazione dei costi preventivati da  tutte  le  imprese  interessate; detti costi, eventualmente riparametrati, saranno pubblicati on-line secondo  i  termini  e  le modalita' previsti al successivo art. 4, comma 4.                                                  

    Allegati:
  • Agevolazioni per le Piccole e Medie Imprese

    Contributi diretti al Cinema: in arrivo la riforma

    La riforma del cinema e dell'audiovisivo cambia il sistema degli incentivi destinati alle sale cinematografiche: al posto del credito d'imposta sono previsti contributi diretti non soggetti a tassazione.

    Il sostegno potrà riguardare anche nuove sale, recupero di quelle inattive, ristrutturazioni e adeguamenti strutturali e tecnologici.

    Per le imprese è importante considerare che le nuove regole non sono ancora operative.

    Il provvedimento deve completare il proprio iter parlamentare, il testo è stato approvato dalla Camera e ora andrà al Senato e la riforma prevede una delega al Governo per la revisione e il riordino della disciplina del settore cinematografico e audiovisivo.

    Di conseguenza, il passaggio dai crediti d'imposta ai contributi diretti non comporta, allo stato attuale, l'apertura di una nuova procedura per richiedere le agevolazioni.

    Sarà necessario attendere il completamento dell'iter della riforma e i successivi provvedimenti di attuazione per conoscere nel dettaglio requisiti, importi e modalità di accesso ai nuovi contributi per le sale cinematografiche.

    Riforma cinema, come cambiano gli incentivi per le sale

    Uno dei punti della riforma riguarda specificamente le imprese dell'esercizio cinematografico.

    Il criterio indicato dal testo è quello di riformare gli incentivi per le sale attraverso l'introduzione di contributi diretti in sostituzione del credito d'imposta.

    I contributi non saranno soggetti a tassazione e avranno l'obiettivo di favorire sia l'attività ordinaria sia lo sviluppo delle sale cinematografiche.

    Il cambiamento interessa quindi il sistema di sostegno oggi basato sui crediti d'imposta previsti dalla legge n. 220 del 2016.

    La normativa vigente riconosce infatti alle imprese di esercizio cinematografico un credito d'imposta per gli investimenti nelle sale e agli esercenti un ulteriore credito d'imposta legato ai costi di funzionamento.

    Contributi per nuove sale, ristrutturazioni e recupero di quelle chiuse

    Il nuovo sistema di contributi avrà un campo di applicazione ampio.

    Il sostegno è destinato innanzitutto a favorire le attività e lo sviluppo delle sale cinematografiche.

    Sono inoltre previsti incentivi per:

    • la realizzazione di nuove sale cinematografiche;
    • il ripristino delle sale inattive;
    • gli interventi di ristrutturazione;
    • l'adeguamento strutturale delle sale;
    • l'adeguamento tecnologico.

    La riforma punta quindi a intervenire sia sul funzionamento delle strutture sia sugli investimenti necessari per ampliare, recuperare e ammodernare il circuito cinematografico.

    Cosa cambia rispetto al tax credit attuale

    Il cambiamento è significativo perché il sistema vigente prevede agevolazioni sotto forma di credito d'imposta.

    Per gli investimenti, l'articolo 17 della legge n. 220 del 2016 riconosce alle imprese di esercizio cinematografico un credito d'imposta sulle spese sostenute per realizzare nuove sale o ripristinare quelle inattive e per la ristrutturazione e l'adeguamento strutturale e tecnologico.

    Il credito riguarda anche l'installazione, la ristrutturazione e il rinnovo di impianti, apparecchiature, arredi e servizi accessori.

    L'articolo 18 disciplina invece il credito d'imposta destinato agli esercenti per i costi di funzionamento delle sale cinematografiche.

    Con la riforma, per le sale si punta dunque a superare questo meccanismo fiscale attraverso l'introduzione di contributi diretti.

    Contributi diretti non soggetti a tassazione

    Un altro elemento previsto dalla riforma riguarda il trattamento fiscale delle nuove agevolazioni.

    I contributi diretti destinati alle sale non saranno soggetti a tassazione.

    È uno degli aspetti che caratterizza il nuovo modello rispetto all'attuale sistema basato sul credito d'imposta.

    La definizione concreta del nuovo sistema richiederà però l'attuazione della delega e la disciplina delle modalità operative.

  • Agevolazioni per le Piccole e Medie Imprese

    Bonus moda 2026, 100 milioni alle PMI: fondo perduto per investimenti

    Via libera alla nuova misura MIMIT per sostenere gli investimenti delle PMI della filiera della moda. A disposizione 100 milioni di euro per programmi di sviluppo da 1 a 20 milioni, con contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati. Il 25% delle risorse è riservato alle micro e piccole imprese e il 40% agli investimenti nel Mezzogiorno. Per le domande bisogna però attendere il prossimo provvedimento ministeriale.

    Arrivano 100 milioni di euro per le PMI della moda.

    Con il decreto del 6 agosto 2026, pubblicato sul sito del Ministero delle Imprese e del Made in Italy il 10 settembre, vengono definite le regole della nuova misura destinata a sostenere gli investimenti delle piccole e medie imprese della filiera.

    L'intervento, previsto dall'articolo 3 della legge 11 marzo 2026, n. 34, punta a rafforzare la competitività del settore sostenendo programmi di sviluppo realizzati in Italia, favorendo l'utilizzo prevalente di semilavorati di origine italiana o europea e le aggregazioni tra imprese.

    La dotazione complessiva è di 100 milioni di euro, a valere sul Fondo per la crescita sostenibile.

    Ma come funziona il nuovo incentivo? Vediamo chi può ottenere le agevolazioni, quali investimenti sono finanziati e quanto può essere riconosciuto alle imprese.

    Bonus moda 2026, chi può richiederlo

    La misura è rivolta alle piccole e medie imprese operanti nella filiera della moda.

    Per accedere alle agevolazioni le PMI devono essere regolarmente costituite, iscritte e attive nel Registro delle imprese e svolgere una delle attività economiche ammesse, individuate attraverso i codici ATECO 2025 riportati nell'Allegato 1 al decreto.

    Devono inoltre essere rispettati gli ulteriori requisiti previsti dal decreto ministeriale.

    L'accesso non è riservato alle imprese che presentano programmi individuali. Uno degli obiettivi dell'intervento è infatti favorire anche le aggregazioni lungo la filiera.

    Investimenti da 1 a 20 milioni di euro

    Uno dei dati più rilevanti riguarda la dimensione dei programmi finanziabili.

    Per ottenere le agevolazioni, i programmi di sviluppo devono prevedere spese ammissibili comprese tra 1 milione e 20 milioni di euro e devono essere realizzati sul territorio nazionale.

    La domanda può essere presentata da una singola PMI oppure attraverso un programma congiunto.

    In quest'ultimo caso devono partecipare da tre a sei imprese e il progetto riferito a ciascuna PMI non può avere un valore inferiore a 200.000 euro.

    Cosa finanzia il bonus moda

    Il cuore del programma deve essere costituito da un investimento produttivo.

    Gli interventi possono riguardare la creazione di una nuova unità produttiva, l'ampliamento della capacità di un'unità esistente, la riconversione o la ristrutturazione di un'unità produttiva oppure l'acquisizione degli attivi di uno stabilimento esistente.

    Al programma possono essere affiancati anche progetti di innovazione dei processi e dell'organizzazione, entro il limite del 40% dell'investimento complessivo previsto dal piano di sviluppo.

    Spazio anche alla formazione del personale, fino al 20% dell'investimento complessivo.

    Per i programmi di investimento produttivo con spese ammissibili superiori a 5 milioni di euro possono inoltre essere previsti progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale.

    Quali spese sono ammesse

    Per gli investimenti produttivi possono rientrare nelle agevolazioni, nel rispetto delle condizioni e dei limiti stabiliti dal decreto, le spese relative a:

    • suolo aziendale;
    • opere murarie e infrastrutture specifiche;
    • macchinari, impianti e attrezzature nuovi di fabbrica;
    • immobilizzazioni immateriali.

    Sono ammissibili anche gli impianti destinati alla produzione di energia da fonti rinnovabili, a condizione che siano destinati a soddisfare i fabbisogni dell'unità produttiva interessata dall'investimento.

    Fondo perduto e finanziamento agevolato: quanto spetta

    Le imprese possono ottenere un contributo a fondo perduto e, su richiesta, anche un finanziamento agevolato.

    Quest'ultimo può essere riconosciuto in misura pari al 20% degli investimenti ammissibili.

    Il finanziamento può avere una durata massima di 10 anni, oltre a un periodo di preammortamento fino a tre anni.

    Un limite particolarmente importante riguarda l'agevolazione complessiva: la somma del contributo a fondo perduto e del finanziamento agevolato non può superare il 75% degli investimenti complessivamente ammissibili.

    Questo non significa, però, che tutte le imprese riceveranno automaticamente un'agevolazione pari al 75% della spesa.

    Le intensità effettivamente riconoscibili dipendono infatti dalla tipologia di progetto, dalla localizzazione dell'investimento e dalla disciplina europea sugli aiuti di Stato applicabile.

    25 milioni riservati alle micro e piccole imprese

    Dei 100 milioni di euro disponibili, il decreto riserva il 25% delle risorse alle micro e piccole imprese.

    Si tratta quindi di una quota pari a 25 milioni di euro.

    Un'ulteriore riserva riguarda il Mezzogiorno.

    Il 40% delle risorse, pari a 40 milioni di euro, è destinato ai programmi di investimento realizzati in Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Calabria, Puglia, Sicilia e Sardegna.

    Le somme eventualmente non utilizzate nell'ambito delle riserve potranno essere destinate al finanziamento delle altre domande.

    Non sarà un click day: prevista una graduatoria

    L'accesso alle agevolazioni avverrà mediante una procedura valutativa con formazione di una graduatoria.

    Non sarà quindi il semplice ordine cronologico di presentazione delle domande a determinare l'accesso all'incentivo.

    Il decreto stabilisce una serie di criteri per l'attribuzione dei punteggi e prevede anche specifiche maggiorazioni.

    Tra queste rientrano quelle riconosciute per il possesso del rating di legalità, per la certificazione della parità di genere, per l'utilizzo prevalente di semilavorati di origine italiana o dell'Unione europea e, nel caso dei programmi congiunti, per la partecipazione di imprese che operano in diverse fasi della catena del valore.

    Una maggiorazione specifica è inoltre prevista per i piani presentati da imprese nelle quali il costo del personale, sulla base dell'ultimo bilancio approvato prima della domanda, presenta un'incidenza superiore al 15% del fatturato.

    Bonus moda 2026, quando partono le domande?

    È questo il passaggio che interessa maggiormente le imprese: al momento le domande non sono ancora aperte.

    Il decreto ministeriale del 6 agosto definisce la disciplina dell'incentivo, ma rinvia a un successivo provvedimento della Direzione generale per gli incentivi alle imprese la definizione dei termini e delle modalità per la trasmissione telematica delle istanze.

    Bisognerà quindi attendere questo ulteriore atto per conoscere la data dalla quale sarà possibile presentare domanda.

    Le istanze saranno trasmesse attraverso la procedura informatica messa a disposizione dal soggetto gestore.

    Cosa devono fare adesso le PMI interessate

    In attesa dell'apertura della procedura, le imprese possono iniziare a verificare se rientrano tra i potenziali beneficiari della misura e se gli investimenti programmati rispettano le condizioni previste dal decreto.

    Particolare attenzione va riservata all'attività economica esercitata, alle spese previste, alla dimensione complessiva del programma e, per chi intende presentarsi insieme ad altre imprese, ai requisiti stabiliti per i programmi congiunti.

    Il passaggio decisivo sarà però il prossimo provvedimento della Direzione generale per gli incentivi alle imprese, che stabilirà quando e come presentare le domande per accedere ai 100 milioni destinati alla filiera della moda.

  • Agevolazioni per le Piccole e Medie Imprese

    Transizione 4.0: proroga comunicazioni completamento

    Con decreto direttoriale del 31 luglio 2026, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) è nuovamente intervenuto sui termini per l'invio delle comunicazioni relative al credito d'imposta per investimenti in beni strumentali nuovi di cui all'articolo 1, comma 1057-bis, della legge 30 dicembre 2020, n. 178. 

    Il provvedimento modifica il decreto direttoriale 15 maggio 2025, già oggetto di precedenti modifiche nel giugno 2025 e nel gennaio 2026.

    Nuova   scadenza per le comunicazioni di completamento

    Il decreto stabilisce che la comunicazione di completamento degli investimenti debba essere trasmessa:

    • entro il 15 settembre 2026, 
    • si per gli investimenti ultimati entro il 30 giugno 2026 (termine precedentemente fissato al 31 luglio 2026).
    • che  per  gli investimenti  ultimati già entro il 31 dicembre 2025.(in deroga al termine precedente di marzo 2026)

    La proroga è motivata dalla necessità di consentire il perfezionamento della procedura alle imprese che hanno ricevuto dal GSE la comunicazione di nuova disponibilità di risorse. Si raccomanda quindi a imprese e consulenti di verificare lo stato delle comunicazioni già inviate tramite i servizi del GSE e di provvedere, entro il nuovo termine del 15 settembre 2026, alla trasmissione o all'aggiornamento dei modelli di completamento, anche per gli investimenti già conclusi entro il 2025.

    Transizione 4.0: codice tributo per F24

    La Risoluzione n 41 dell'11 giugno ha istituito il codice tributo per il credito d’imposta di cui all’articolo 1, comma 1057-bis, della legge 30 dicembre 2020, n. 178 – Transizione 4.0.

    Ricordiamo che l’articolo 1, comma 446, della legge 30 dicembre 2024, n. 207, dispone che il credito di imposta per beni materiali Transizione 4.0, di cui all’articolo 1, comma 1057-bis, della legge 30 dicembre 2020, n. 178, “è riconosciuto, per gli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2025 al 31 dicembre 2025, ovvero entro il 30 giugno 2026 a condizione che entro la data del 31 dicembre 2025 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20 per cento del costo di acquisizione, nel limite di spesa di 2.200 milioni di euro.

    Il limite di cui al primo periodo non opera in relazione agli investimenti per i quali entro la data di pubblicazione della legge il
    relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20 per cento del costo di acquisizione”.

    Il decreto direttoriale del 15 maggio 2025, che ha definito le modalità attuative del credito d’imposta in argomento, dispone che, ai sensi del comma 448, dell’articolo 1, della legge n. 207 del 2024, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy trasmette all’Agenzia delle entrate, entro il quinto giorno lavorativo di ciascun mese, l’elenco delle imprese beneficiarie ammesse a fruire dell’agevolazione nel mese precedente con l’ammontare del relativo credito d’imposta utilizzabile in compensazione, sulla base delle sole comunicazioni di completamento.
    Il credito d’imposta è utilizzabile in compensazione presentando il modello F24 esclusivamente attraverso i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle entrate, pena il rifiuto del versamento, a partire dal giorno 10 del mese successivo a quello della trasmissione dei dati dal Ministero delle imprese e del made in Italy all’Agenzia delle entrate. 

    Il credito d’imposta complessivo utilizzabile è visibile nel cassetto fiscale del contribuente.
    L’ammontare del credito di imposta utilizzato in compensazione non deve eccedere l’importo trasmesso per ciascun beneficiario dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy all’Agenzia delle entrate, pena lo scarto dell’operazione di versamento.
    Si rammenta che il credito d’imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione in tre quote annuali di pari importo.
    Tanto premesso, per consentire l’utilizzo in compensazione del credito d’imposta in argomento tramite il modello F24, si istituisce il seguente codice tributo:

    • “7077” denominato “Credito d’imposta di cui all’articolo 1, comma 1057-bis, della legge 30 dicembre 2020, n. 178 – Transizione 4.0 – articolo 1, commi da 446 a 448, della legge 30 dicembre 2024, n. 207”.

    Attenzione al fatto che il decreto direttoriale chiarisce che per gli investimenti per i quali, al 31 dicembre 2024, risulta verificata l’accettazione dell’ordine da parte del venditore con il relativo pagamento di acconti in misura almeno pari al 20 per cento del costo di acquisizione, si applicano le disposizioni di cui al decreto direttoriale 24 aprile 2024. 

    In tali ipotesi, per la fruizione del credito d’imposta tramite il modello F24 si continua a utilizzare il codice tributo “6936”, denominato “Credito d’imposta investimenti in beni strumentali nuovi di cui all’allegato A alla legge n. 232/2016 – art. 1, commi 1056, 1057 e 1057-bis, legge n. 178/2020”, istituito con la risoluzione 13 gennaio 2021, n. 3 e rinominato con la risoluzione 26 luglio 2023, n. 45

    Allegati:
  • Agevolazioni per le Piccole e Medie Imprese

    Sviluppo competenze PMI: regole aggiornate al 10 agosto

    Il MIMIT ha pubblicato il DD 0587/2026  del 13 luglio 2026 con le regole per  l’attuazione di un nuovo sportello agevolativo  per la misura prevista dal decreto  4 settembre 2025, volta a supportare le piccole e medie imprese nell’acquisizione di servizi finalizzati allo sviluppo delle competenze del personale dipendente aziendale.

    A partire dalle ore 12:00 del 10 settembre 2026 e fino alle ore 12:00 del 21 dicembre 2026 le PMI possono presentare le domande di agevolazione esclusivamente tramite la procedura informatica disponibile nell’apposita sezione del sito web del Soggetto gestore iNVITALIA. Ricordiamo che  un primo sportello si era  chiuso il 23 giugno scorso.

    Aggiornamento del 10/08/2026: 

    Con decreto direttoriale del 28 luglio 2026 , il MIMIT ha integrato le regole dello sportello definendo i criteri da applicare in caso di parità di punteggio tra progetti in graduatoria. Ne parliamo nel paragrafo 5.

    Le regole iniziali sono state dettate dal Decreto MIMIT del 4 settembre 2025 e poi con successivi provvedimenti attuativi.

    Si ricorda che le agevolazioni sono concedibili, ai sensi e nei limiti del regolamento de minimis, nella forma del contributo diretto alla spesa, nella misura pari al 50% (cinquanta per cento) delle spese ammissibili
    Nel caso in cui i soggetti proponenti abbiano presentato progetti integrati sovraregionali , il contributo diretto alla spesa di cui al comma 1, è maggiorato di 20 (venti) punti percentuali per le micro e piccole imprese e di 10 (dieci) punti percentuali per le medie imprese.

    Sviluppo competenze PMI: che cos’è

    Sviluppo Competenze è un regime di aiuto destinato alle PMI localizzate nelle regioni Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, per l’acquisizione, anche in un’ottica di rafforzamento delle filiere di appartenenza, di servizi finalizzati allo sviluppo e all’accrescimento delle competenze del relativo personale dipendente.

    L’obiettivo è consentire loro di affrontare le sfide e cogliere le opportunità connesse all’innovazione tecnologica e alla transizione verde e digitale.

    La dotazione finanziaria complessiva dello strumento è di 50 milioni di euro a valere sull’Azione 1.4.1 “Sviluppo di una forza lavoro qualificata che sia in grado di cogliere le opportunità derivanti dalla duplice transizione verde e digitale all’interno delle imprese” prevista nell’ambito dell’Obiettivo Specifico 1.4 del Programma Nazionale Ricerca, Innovazione e Competitività per la transizione verde e digitale 2021-2027 (PN RIC 2021-2027).

    Le agevolazioni sono concesse sulla base di una procedura valutativa a graduatoria. Una quota pari al 40% delle risorse è destinata al sostegno delle imprese operanti nella filiera automotive e nella filiera della moda, del tessile e dell’arredamento.

    Sviluppo competenze PMI: spese ammissibili

    Sono ammissibili alle agevolazioni le iniziative finalizzate all’acquisizione di percorsi di formazione diretti a sviluppare o a consolidare le competenze del personale dipendente nell’ambito delle tematiche strategiche per la transizione tecnologica, digitale e verde delle imprese.
    Ai fini dell’ammissibilità alle agevolazioni, i percorsi di formazione del personale devono:

    • a) prevedere costi ammissibili non inferiori a euro 10.000,00 (diecimila/00) e non superiori a euro 60.000,00 (sessantamila/00). Nel caso di progetti integrati sovraregionali tali limiti si intendono riferiti al singolo soggetto beneficiario partecipante al progetto integrato sovraregionale;
    • b) essere realizzate nell’ambito di una o più unità locali dei soggetti di cui all’articolo 3, ubicate nei territori delle regioni meno sviluppate;
    • c) essere erogati da soggetti/manager qualificati ovvero da società di consulenza/fornitori di servizi di formazione e consulenza indipendenti rispetto all’impresa proponente. Per soggetti o società qualificati e indipendenti si intendono soggetti o società in possesso di una significativa e comprovata esperienza in ambito di Strategia nazionale di specializzazione intelligente e/o digitalizzazione e/o transizione ecologica, dimostrabile attraverso l’elenco dei progetti realizzati almeno negli ultimi 3 anni nelle materie oggetto della consulenza, con la definizione degli importi, dell’oggetto e degli ambiti di applicazione;
    • d) essere oggetto di un contratto sottoscritto dopo la presentazione della domanda di agevolazione; il percorso di formazione del personale deve essere avviato entro 6 mesi dalla data di concessione dell’agevolazione e concludersi entro massimo 12 mesi dalla medesima data, salvo eventuale proroga di ulteriori 6 mesi;
    • e) avere come oggetto uno o più delle seguenti tematiche:
      • i. traiettorie tecnologiche della Strategia nazionale di specializzazione intelligente;
      • ii. conoscenza, utilizzo e diffusione delle tecnologie individuate dal regolamento STEP;
      • iii. processi di transizione verde e digitale;
    • f) rispettare tutte le ulteriori condizioni previste dai provvedimenti e disposizioni attuative emanati dal Ministero e dal decreto di concessione di cui all’articolo 9.

    Il contenuto e le finalità del percorso di formazione del personale, nonché le modalità organizzative adottate per il concreto svolgimento dello stesso, devono essere chiaramente descritte in sede di presentazione della domanda di accesso e devono risultare dall’offerta economica che il
    soggetto richiedente è tenuto a tramettere unitamente alla predetta domanda di accesso.

    Le iniziative di formazione, aventi le caratteristiche previste, possono essere presentate anche nell’ambito di progetti integrati sovraregionali, qualora l’integrazione consenta alle imprese proponenti di realizzare effettivi vantaggi in relazione all’attività oggetto dell’iniziativa di formazione, anche in ottica di sviluppo della filiera di appartenenza. Il progetto integrato sovraregionale può includere iniziative relative a percorsi di formazione del personale presentate da un massimo di 10 imprese.
    Gli ambiti strategici di cui al comma 2 lettera e) sono oggetto di ulteriori specificazioni nell’ambito del provvedimento di cui all’articolo 7, comma 1.

    Non sono ammissibili alle agevolazioni iniziative dirette a conformarsi alla normativa nazionale obbligatoria in materia di formazione.

    Sviluppo competenze PMI: i costi ammissibili

    Sono ammissibili alle agevolazioni le seguenti voci di costo:

    • a) le spese di personale relative ai formatori per le ore di partecipazione alla formazione;
    • b) i costi di esercizio relativi a formatori e partecipanti alla formazione direttamente connessi al progetto di formazione, quali le spese di viaggio, le spese di alloggio, i materiali e le forniture con attinenza diretta al progetto, l’ammortamento degli strumenti e delle attrezzature nella misura in cui sono utilizzati esclusivamente per il progetto di formazione;
    • c) i costi dei servizi di consulenza strettamente connessi all’iniziativa di formazione;
    • d) le spese di personale relative ai partecipanti alla formazione per le ore durante le quali i partecipanti hanno seguito la formazione.

    Al fine di ridurre le complessità amministrative connesse alla fase di rendicontazione e controllo dei progetti e delle spese ammissibili, le spese di cui al comma 1 sono ritenute ammissibili, ai sensi dell’articolo 53, comma 1, del Regolamento (UE) n. 1060/2021, sulla base di opzioni semplificate di costo che assumono, nel caso, la forma di costi unitari.

    I costi unitari sono definiti sulla base delle opzioni off-the-shelf determinate dalla Commissione Europea e pubblicate con il Regolamento (UE) n. 1676/2023 del 7 luglio 2023, al paragrafo 3 del relativo Allegato, che integra il Regolamento (UE) n. 1060/2021

    Le spese devono, in ogni caso, essere conformi ai criteri sull’ammissibilità delle spese per i programmi cofinanziati dai Fondi strutturali europei applicabili al periodo di programmazione 2021- 2027.

    Con provvedimento saranno fornite le necessarie specificazioni in ordine ai criteri di determinazione delle spese ammissibili.

    Sviluppo competenze PMI: primo sportello

    Con DD del 26 gennaio 2026, come modificato dal successivo DD del 10 febbraio 2026, sono stati definiti i termini e le procedure per l’apertura dello sportello, nonché le modalità di presentazione delle domande e la documentazione necessaria per l’accesso alle agevolazioni.

    A partire dalle ore 12:00 del 21 aprile 2026 e fino alle ore 12:00 del 23 giugno 2026 le PMI possono presentare le domande di agevolazione esclusivamente tramite la procedura informatica disponibile nell’apposita sezione del sito web del Soggetto gestore (www.invitalia.it).

    Le agevolazioni sono concesse sulla base di una procedura valutativa a graduatoria.

    Le domande di agevolazione presentate sono istruite nel rispetto della posizione assunta dalle stesse nell’ambito di una graduatoria, formata in ordine decrescente, sulla base del punteggio attribuito a ciascuna iniziativa in relazione ai criteri di valutazione riportati nell’allegato n. 1 del Decreto MIMIT del 4 settembre 2025 e tenuto conto dell’eventuale possesso, da parte del soggetto richiedente, delle certificazioni di cui all’articolo 7, comma 2, lettera e) del medesimo decreto.

    I criteri per la graduatoria in caso di parità di punteggio. Scarica il decreto

    Com anticipato sopra il MIMIT è intervenuto nuovamente sulla misura con un decreto integrativo  firmato il 28 luglio 2026, con comunicato in GU del 8 agosto 2026.

    Il decreto nello specifico disciplina cosa accade in caso di parità di punteggio tra progetti in graduatoria. La priorità, in caso di ex aequo, segue questo ordine:

    1. prevale il progetto con il punteggio più alto sul criterio B – Coinvolgimento del personale al percorso di formazione;
    2. in caso di ulteriore parità, prevale il punteggio più alto sul criterio C – Valorizzazione degli ambiti formativi dell'iniziativa;
    3. se la parità persiste, si applica l'ordine cronologico di presentazione delle domande.

    La precisazione tiene conto anche della riserva del 40% destinata alle filiere automotive, moda, tessile e arredamento, già prevista dal decreto originario. 

    Per il resto, restano invariate tutte le regole già illustrate: dotazione, spese ammissibili, percentuali di contributo e date modalità di presentazione tramite Invitalia.

    Scarica il dd 28.7.2026

    Allegati:
  • Agevolazioni per le Piccole e Medie Imprese

    Crediti d’imposta Cinema e Audiovisivo 2026: pubblicati i nuovi beneficiari

    Il Ministero della Cultura ha pubblicato i nuovi decreti direttoriali relativi ai crediti d’imposta per il settore cinema, audiovisivo e videogiochi. I provvedimenti, adottati dalla Direzione generale Cinema e Audiovisivo il 29 maggio 2026, riportano gli esiti finali delle istruttorie sulle richieste di accesso agli incentivi presentate dagli operatori del comparto. Le misure riguardano, in particolare, 

    1. la produzione cinematografica, televisiva e web,
    2.  i documentari, 
    3. la produzione esecutiva di opere straniere,
    4. gli investitori esterni, 
    5. il potenziamento dell’offerta cinematografica 
    6. e la produzione di videogiochi italiani riconosciuti di valore culturale. 

    Gli elenchi allegati ai decreti indicano i soggetti ammessi e l’importo del credito d’imposta riconosciuto. Restano invece escluse le domande ancora in fase di perfezionamento istruttorio, che saranno oggetto di successivi provvedimenti pubblicati con le stesse modalità sul sito della Direzione generale.

    La pubblicazione degli elenchi vale come comunicazione ufficiale

    Un aspetto centrale per imprese e professionisti riguarda il valore della pubblicazione dei decreti. La Direzione generale Cinema e Audiovisivo precisa infatti che la pubblicazione degli elenchi costituisce a tutti gli effetti comunicazione di riconoscimento del credito d’imposta. Di conseguenza, non sarà effettuato l’invio delle singole comunicazioni tramite Pec ai beneficiari. Questo significa che gli operatori interessati devono consultare direttamente gli elenchi pubblicati dal Ministero per verificare l’ammissione al beneficio, l’importo riconosciuto e la tipologia di credito attribuito. Dal punto di vista operativo, la data di pubblicazione assume quindi un ruolo rilevante anche per individuare il momento dal quale il credito può essere utilizzato, secondo le regole previste dalla normativa di riferimento. Questi i decreti con i rispettivi link:

    Da quando si può utilizzare il credito d’imposta riconosciuto

    La Direzione generale ricorda che, in linea generale, il bonus può essere utilizzato dal giorno 10 del mese successivo alla comunicazione di riconoscimento. Poiché la pubblicazione degli elenchi sostituisce la comunicazione individuale, il termine decorre dalla pubblicazione dei decreti. Sono tuttavia previste regole specifiche per alcune misure. 

    Per il “Tax credit produzione 2024”, disciplinato dall’articolo 34, comma 1, del Dm 10 luglio 2024, e per il “Tax credit internazionale 2024”, previsto dall’articolo 14 del Dm 14 luglio 2024, il credito è utilizzabile dal giorno 15 del mese successivo al riconoscimento.

    Per evitare errori nella fruizione dell’agevolazione, imprese e consulenti devono quindi verificare con attenzione il decreto di riferimento e distinguere tra le diverse tipologie di tax credit riconosciute.

    Produzione, eleggibilità culturale e potenziamento dell’offerta cinematografica

    Una parte significativa dei provvedimenti riguarda il comparto della produzione e dell’eleggibilità culturale. Il Ministero ha pubblicato un pacchetto di decreti relativi agli esiti delle istruttorie sulle richieste preventive e definitive di credito d’imposta per la produzione cinematografica, televisiva e web, per i documentari, per la produzione esecutiva di opere straniere e per gli investitori esterni. Sono inoltre compresi i provvedimenti relativi all’idoneità al credito d’imposta e all’eleggibilità culturale, anche in relazione al reinvestimento dei contributi automatici. L’eleggibilità culturale rappresenta un requisito importante per l’accesso alle agevolazioni del settore audiovisivo, perché attesta la rispondenza dell’opera ai criteri previsti dalla disciplina di riferimento. Un ulteriore decreto riguarda poi il potenziamento dell’offerta cinematografica: in questo caso la comunicazione formale all’Agenzia delle Entrate del contributo attribuito sarà effettuata solo dopo il completamento delle verifiche istruttorie e l’acquisizione della documentazione necessaria all’erogazione del beneficio.

    Tax credit videogiochi e controlli per le imprese beneficiarie

    Tra i decreti pubblicati rientra anche il tax credit consuntivo destinato alla produzione di videogiochi di nazionalità italiana riconosciuti di valore culturale. Il provvedimento riconosce in via definitiva il credito d’imposta alle imprese indicate nella tabella allegata al decreto. Per i crediti già autorizzati in via provvisoria sulla base delle richieste preventive, la Direzione generale ha provveduto alla registrazione nel Registro nazionale degli aiuti di Stato, come attestato dai codici identificativi riportati nella stessa tabella. Eventuali variazioni intervenute nella fase di riconoscimento definitivo sono confermate attraverso l’aggiornamento dello stesso Registro. Le imprese interessate devono quindi verificare la propria presenza negli elenchi, l’importo del credito riconosciuto e l’eventuale necessità di attendere ulteriori passaggi istruttori, soprattutto nei casi in cui la procedura non sia ancora completamente definita.

  • Agevolazioni per le Piccole e Medie Imprese

    Bonus investimenti pubblicitari: elenco dei beneficiari

    Il Dipartimento per l'informazione e l'editoria ha approvato l’elenco dei soggetti ammessi alla fruizione del credito di imposta per gli investimenti pubblicitari incrementali per l’anno 2025.

    Nell'elenco è indicato l’importo potenzialmente fruibile.

    Attenzione al fatto che la corretta fruizione del credito è condizionata alla verifica preventiva da parte degli stessi soggetti ammessi di non aver superato nel triennio i massimali stabiliti dalla normativa europea sugli aiuti de minimis, secondo quanto indicato all’art. 2, comma 1, del provvedimento di approvazione del presente elenco.

    Si sottolinea l’importanza di tale onere di verifica: qualora in sede di registrazione dell’aiuto nel Registro Nazionale Aiuti (RNA) l’Agenzia delle entrate dovesse accertare l’impossibilità della registrazione per effetto del superamento dell’importo complessivo concedibile in relazione alla tipologia di aiuto de minimis pertinente, si determinerebbe la revoca del beneficio concesso e l’illegittimità dell’eventuale fruizione, con conseguente recupero dell’agevolazione indebitamente percepita (art. 10, commi 1 e 4, del D.M. 31 maggio 2017, n. 115).

    Il credito di imposta è utilizzabile unicamente in compensazione, ai sensi dell’art. 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, presentando il modello di pagamento F24 attraverso i servizi telematici dell’Agenzia delle entrate, a partire dal quinto giorno lavorativo successivo alla pubblicazione dell’elenco dei soggetti ammessi e in sede di compilazione del modello F24, il codice tributo 6900.

    Ricordiamo che l'articolo 57 bis del DL n 50/2017 convertito con modificazioni dalla legge 21 giugno 2017, n. 96 dall'anno 2018 ha introdotto il bonus che consiste in un credito d'imposta sugli investimenti pubblicitari incrementali, con un incremento minimo dell'1% rispetto agli analoghi investimenti dell'anno precedente, effettuati dalle imprese, dai lavoratori autonomi e dagli enti non commerciali, sulla stampa (giornali quotidiani e periodici, locali e nazionali) e sulle emittenti radio-televisive a diffusione locale. 

    A decorrere dall’anno 2023, a seguito delle  modifiche normative introdotte dall'art 25 bis del DL n 17/2022 convertito con modificazioni dalla legge 27 aprile 2022, n. 34 il credito di imposta è riconosciuto ai medesimi soggetti già contemplati dalla precedente normativa nella misura unica del 75 per cento del valore incrementale degli investimenti effettuati in campagne pubblicitarie sulla sola stampa quotidiana e periodica, anche on line, e nel limite massimo di 30 milioni di euro, che costituisce tetto di spesa.

    leggi il riepilogo di tutte le regole del bonus e leggi l'elenco dei beneficiari.

    Bonus investimenti pubblicitari 2025: tutte le regole

    In generale, per accedere al bonus pubblicità è necessario inviare la domanda tramite i servizi telematici dell'Agenzia delle Entrate, attraverso l'apposita procedura disponibile nella sezione dell'area riservata "Servizi per" alla voce "Comunicare", accessibile previa autenticazione con:

    • Sistema Pubblico di Identità Digitale (SPID), 
    • Carta Nazionale dei Servizi (CNS),
    • o Carta d'Identità Elettronica (CIE).

    Scarica qui modello e istruzioni.

    In particolare:

    • dal 1° al 31 marzo dell'anno per il quale si chiede l'agevolazione, è necessario inviare la "Comunicazione per l'accesso al credito d'imposta", che è una sorta di prenotazione delle risorse, contenente (oltre ai dati degli investimenti effettuati nell'anno precedente) i dati degli investimenti già effettuati e/o da effettuare nell'anno agevolato;
    • dal 9 gennaio al 9 febbraio dell'anno successivo, i soggetti che hanno inviato la "comunicazione per l'accesso" debbono inviare la "Dichiarazione sostitutiva relativa agli investimenti effettuati", resa ai sensi dell'articolo 47 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, attestante gli investimenti effettivamente realizzati nell'anno agevolato.

    Bonus investimenti pubblicitari 2025: a chi spetta

    Possono richiedere il bonus investimenti pubblicitari:

    • le imprese o i lavoratori autonomi,
    • e gli enti non commerciali,

    che effettuano investimenti in campagne pubblicitarie, sulla stampa quotidiana e periodica, anche on line, e sulle emittenti televisive e radiofoniche locali, analogiche o digitali, il cui valore superiore di almeno l'1% gli analoghi investimenti effettuati nell'anno precedente sugli stessi mezzi di informazione.

    Sono ammessi gli investimenti pubblicitari effettuati sulle emittenti televisive e radiofoniche locali, analogiche o digitali, iscritte al ROC e sui giornali quotidiani e periodici, pubblicati in edizione cartacea o in formato digitale, registrati presso il Tribunale, ovvero presso il ROC, e dotati del Direttore responsabile.

    Bonus investimenti pubblicitari 2025: come si utilizza in FAQ

    Dal quando posso usare il credito d'imposta in compensazione (F24)?
    A partire dal quinto giorno lavorativo successivo alla pubblicazione del provvedimento di concessione e del relativo elenco sul sito del Dipartimento per l'informazione e l'editoria, quindi quinto giorno dal 20 maggio.

    Come si utilizza il credito d'imposta?
    Tramite compensazione con modello F24, da presentare attraverso i canali telematici dell'Agenzia delle Entrate.

    Ci sono regole diverse per crediti superiori a 150.000 euro?
    Sì. Per chi ha ottenuto un credito superiore a € 150.000, la fruizione è possibile solo dal quinto giorno lavorativo successivo alla comunicazione individuale di abilitazione inviata dal Dipartimento, che arriva dopo la consultazione della Banca Dati Nazionale Antimafia.

    Cosa si intende per "comunicazione individuale di abilitazione"?
    È la comunicazione inviata dal Dipartimento a ciascun beneficiario al termine della verifica antimafia, una volta rilasciata l'informazione antimafia liberatoria oppure decorso il termine per il suo rilascio (ai sensi dell'art. 92, comma 3, D.Lgs. n. 159/2011).

    Esiste un'eccezione alla verifica antimafia per i crediti sopra 150.000 euro?
    Sì. Se il soggetto è già iscritto negli elenchi dei fornitori, prestatori di servizi ed esecutori di lavori non soggetti a tentativo di infiltrazione mafiosa (art. 1, comma 52, L. n. 190/2012), e l'Amministrazione ne ha verificato l'iscrizione, può essere esonerato dalla procedura ordinaria di consultazione della Banca Dati Antimafia.

    Il credito può essere revocato dopo la fruizione?
    Potenzialmente sì. Per i crediti sopra 150.000 euro fruiti prima del completamento della verifica antimafia, la fruizione avviene sotto condizione risolutiva: se l'esito dell'informazione antimafia risultasse negativo, il credito potrebbe essere revocato.

    Scarica qui l'elenco dei beneficiari stilato con il provvedimento del 20 maggio del Dipartimento per lo sport.

    Allegati:
  • Agevolazioni per le Piccole e Medie Imprese

    Fondo imprese artigiane 2027-2028: cosa prevede

    Il Decreto Fiscale è convertito in Legge n 88/2026 che viene pubblicata nella GU n  117 del 22 maggio.

    Vediamo cosa prevede la legge con l'introduzione di una nuova misura agevolativa fino al 2028.

    In proposito il MIMIT ha pubblicato una notizia per specificare che "la misura rafforza gli strumenti a sostegno del comparto artigiano, favorendo l’accesso al credito per programmi di investimento e progetti qualificati di sviluppo aziendale. Il Fondo avrà una dotazione complessiva di 50 milioni di euro, di cui 20 milioni per il 2027 e 30 milioni per il 2028"

    Attenzioni al fatto che le agevolazioni saranno riservate alle imprese artigiane in possesso dei requisiti previsti dalla legge quadro sull’artigianato, incluso il ruolo diretto e prevalente dell’imprenditore nell’attività aziendale. 

    Fondo imprese artigiane: cosa prevede e da quando l’avvio

    In particolare come evidenziato dal dossier, le novità introdotte nel corso dell’esame parlamentare, dispongono circa l’istituzione di un fondo per la promozione, lo sviluppo e la crescita delle imprese artigiane. 

    Il fondo è istituito presso il Ministero delle imprese e del made in Italy, con una dotazione complessiva di 20 milioni per il 2027 e di 30 milioni per il 2028. 

    Sarà un decreto ministeriale a dettare le disposizioni di attuazione.

    Si tratta delle risorse del fondo per la promozione, lo sviluppo e la crescita delle imprese artigiane, come definite dall’art 3 della legge quadro per l’artigianato (legge 8 agosto 1985, n. 443).
    Il fondo è finalizzato alla concessione di agevolazioni per l’accesso al credito in regime di de minimis, sotto forma di contributi in conto interessi, in relazione a programmi di investimento o progetti qualificati di sviluppo aziendale proposti dalle predette imprese.
    Si demanda ad un decreto del Ministro delle imprese e del made in Italy, di concerto con il Ministero dell’Economia e delle finanze, da adottare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge, le modalità di funzionamento, di intervento e di gestione dell’intervento, i criteri e le modalità di accesso alle agevolazioni, nonché ogni ulteriore disposizione necessaria per l’attuazione della disciplina del fondo.

  • Agevolazioni per le Piccole e Medie Imprese

    Credito ZES 2026: domande entro il 1° giugno, vediamo per chi

    Il credito d'imposta per le imprese che operano nelle regioni rientranti nella ZES unica spetta anche per il 2026.

    Ricordiamo che l'art. 1, commi 438-443, della legge 30 dicembre 2025, n. 199 ha esteso il contributo sotto forma di credito d'imposta istituito dall’art. 16 del decreto-legge 19 settembre 2023, n.124, a favore delle imprese che effettuano dal 1° gennaio 2026 al 31 dicembre 2028, l’acquisizione di beni strumentali destinati a strutture produttive già esistenti o che vengono impiantate nella Zona economica speciale per il Mezzogiorno – ZES unica che ricomprende le zone assistite delle regioni Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia, ammissibili alla deroga prevista dall’art. 107, par. 3, lett. a), del TFUE, e delle regioni Marche, Umbria e Abruzzo, ammissibili alla deroga prevista dall’art. 107, par. 3, lett. c), del TFUE, come individuate dalla Carta degli aiuti a finalità regionale 2022-2027.

    L’art. 1, commi 438-443, della legge ha definito le modalità di accesso al beneficio nonché i criteri e le modalità di applicazione e di fruizione del credito d’imposta e dei relativi controlli, anche al fine di assicurare il rispetto del limite complessivo di spesa che, ai sensi dell’art. 1 comma 438, è pari per il 2026 a 2,3 miliardi di euro.

    Per l’anno 2026 il credito è commisurato all’ammontare degli investimenti realizzati dal 1° gennaio 2026 al 31 dicembre 2026 nel limite massimo, per ciascun progetto di investimento, di 100 milioni di euro. 

    Non sono agevolabili i progetti di investimento il cui costo complessivo sia di importo inferiore a 200.000 euro.

    In base all'art. 7, comma 14, del decreto attuativo ai fini del riconoscimento del credito d'imposta, l'effettivo sostenimento delle spese ammissibili e la corrispondenza delle stesse alla documentazione contabile predisposta dall'impresa devono risultare da apposita certificazione rilasciata dal soggetto iscritto nella sezione A del registro dei revisori dei conti di cui all’art. 8 del decreto legislativo del 27 gennaio 2010, n. 39.

    Attenzione al fatto che, come specificato anche dall'ADE sulla pagina preposta, le domande per il 2026 scadono il 30 maggio che essendo sabato concede tempo fino al 1° giugno.

    Credito ZES 2026: soggetti esclusi

    L'agevolazione non si applica ai soggetti che operano nei settori dell'industria siderurgica (codici ATECO 24.1), carbonifera (codici ATECO 05.1) e della lignite (codici ATECO 05.2), dei trasporti, esclusi i settori del magazzinaggio e del supporto ai trasporti, e delle relative infrastrutture (codici ATECO 49, 50, ad esclusione dei codici 501000 e 503000, e 51), della produzione, dello stoccaggio, della trasmissione e della distribuzione di energia e delle infrastrutture energetiche (codici ATECO 35.11, 35.12, 35.13, 35.14 e 35.16), della banda larga nonché nei settori creditizio, finanziario e assicurativo (codici ATECO 64, 65 e 66).

    L’agevolazione, inoltre, non si applica alle imprese in stato di liquidazione o di scioglimento ed alle imprese in difficoltà come definite dall’art. 2, punto 18, del Regolamento GBER nonché ai soggetti che operano nel settore della produzione primaria di prodotti agricoli e della pesca e dell’acquacoltura.

    Credito ZES 2026: utilizzo

    Il credito d’imposta risultante dalla comunicazione integrativa è utilizzabile in compensazione tramite modello F24 ai sensi dell’art. 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, da presentare esclusivamente attraverso i servizi telematici dell’Agenzia delle entrate.

    Nella delega di pagamento vanno indicati il codice tributo “7034” e l’anno 2026.

    Il credito risultante dalla Comunicazione integrativa, nella misura spettante ai sensi dell’art.1, comma 441, della legge, è utilizzabile:               

    1. per la quota corrispondente agli investimenti per i quali è stata rilasciata la certificazione richiesta e sono state ricevute nello SDI le relative fatture elettroniche, a decorrere dal giorno lavorativo successivo alla pubblicazione del provvedimento di cui all’art.1, comma 441, della legge e, comunque, non prima del rilascio di una seconda ricevuta, successiva a quella di presa in carico della Comunicazione integrativa, con la quale viene comunicato ai richiedenti il riconoscimento all’utilizzo del credito d’imposta            
    2. per la quota del credito corrispondente agli investimenti non documentabili tramite l’emissione di fatture elettroniche e/o acquisiti mediante contratti di locazione finanziaria, a decorrere dal giorno lavorativo successivo al rilascio della ricevuta con la quale l’Agenzia delle entrate comunica il riconoscimento all’utilizzo del credito d’imposta in esito alla verifica documentale della certificazione effettuata dal Centro Operativo Servizi Fiscali di Cagliari. A tal fine il beneficiario è tenuto a trasmettere, entro trenta giorni dalla data del provvedimento di cui al punto 1., la certificazione mediante l’applicativo “Consegna documenti e istanze”.

    Credito ZES 2026: modello e istruzioni per le domande entro il 1° giugno

    Con Provvedimento del 30.01.2026 sono approvati, ai sensi dell’articolo 1, comma 440, della legge 30 dicembre 2025, n. 199, i modelli di comunicazione previsti dal comma 439, primo e secondo periodo, del citato articolo 1, con le relative istruzioni, per l’utilizzo del contributo riconosciuto sotto forma di credito d’imposta per gli investimenti realizzati dal 1° gennaio al 31 dicembre degli anni 2026, 2027 e 2028 nella Zona economica speciale per il Mezzogiorno.

    I modelli di comunicazione, con le relative istruzioni, devono essere utilizzati dalle imprese per comunicare i dati relativi agli investimenti effettuati:

    • dal 1° gennaio 2026 al 31 dicembre 2026;
    • dal 1° gennaio 2027 al 31 dicembre 2027;
    • dal 1° gennaio 2028 al 31 dicembre 2028

    relativi al credito d’imposta ZES unica: scarica Modello e istruzioni per il Credito ZES 2026

    Ai fini della fruizione del credito d’imposta per l’anno 2026, gli operatori economici interessati devono inviare all’Agenzia delle entrate una comunicazione dal 31 marzo 2026 al 30 maggio 2026, nella quale devono essere indicati l’ammontare delle spese sostenute per gli investimenti realizzati dal 1°gennaio 2026 e l’ammontare delle spese che prevedono di sostenere per gli investimenti realizzati fino al 31 dicembre 2026. 

    Si considera tempestiva anche la “comunicazione” trasmessa dal 26 maggio 2026 al 30 maggio 2026 ma scartata dal servizio telematico, purché ritrasmessa entro il 4 giugno 2026.