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Contributi agricoltura per prodotti DOP e IGP: occhio alla scadenza del 24 settembre
Oltre 3 milioni di euro per sostenere:
- valorizzazione,
- promozione,
- formazione e ricerca
legate ai prodotti DOP e IGP.
Il decreto ministeriale Masaf del 1 luglio, pubblicato il 24 agosto, stabilisce beneficiari, attività finanziabili, intensità degli aiuti e modalità per presentare le domande.
Nuove risorse per la valorizzazione e la salvaguardia dei prodotti agricoli e alimentari DOP e IGP.
Il decreto del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste (Masaf) del 1° luglio 2026 disciplina per l’annualità 2026 la concessione dei contributi destinati alle iniziative riguardanti prodotti agricoli e altri prodotti agricoli e alimentari DOP e IGP, oltre alle bevande spiritose contraddistinte da indicazioni geografiche.
La dotazione finanziaria complessiva è pari a 3.011.726,01 euro e potrà essere incrementata dal Ministero con un successivo provvedimento.
Il contributo massimo concedibile è invece di 250mila euro per ciascun beneficiario.
Chi può richiedere i contributi DOP e IGP 2026
La misura non è rivolta direttamente alla generalità delle singole aziende agricole, ma possono presentare domanda:
- i Consorzi di tutela;
- gli organismi a carattere associativo dei Consorzi di tutela;
- le associazioni temporanee costituite tra uno o più dei soggetti precedenti;
- gli enti e organismi senza scopo di lucro che abbiano tra i propri soci Consorzi di tutela riconosciuti dal Masaf e/o associazioni di Consorzi riconosciute dal Ministero e il cui statuto preveda espressamente la valorizzazione delle Indicazioni Geografiche e/o dei prodotti agroalimentari DOP e IGP.
Ciascun richiedente può presentare una sola domanda, inoltre, Consorzi e relativi organismi associativi non possono contemporaneamente presentare una domanda individuale e partecipare alla richiesta di un’associazione temporanea.
Sono escluse, tra gli altri soggetti indicati dal decreto, le grandi imprese, le imprese in difficoltà — salvo le specifiche eccezioni previste dalla normativa europea — e i destinatari di un ordine di recupero pendente relativo ad aiuti di Stato dichiarati illegittimi e incompatibili con il mercato interno.
Quali attività sono finanziate
Il beneficio consiste in un contributo a rimborso dei costi ammissibili effettivamente sostenuti per realizzare iniziative di valorizzazione, anche internazionale, e di salvaguardia delle produzioni interessate.
Le domande possono comprendere una o più delle attività previste dal decreto: organizzazione e partecipazione a fiere, esposizioni e concorsi; pubblicazioni rivolte alla sensibilizzazione del pubblico; attività dimostrative, informazione, promozione dell’innovazione, scambi interaziendali e visite presso aziende agricole; formazione professionale, seminari, conferenze e coaching; progetti di ricerca e sviluppo, anche con riferimento alla sostenibilità ambientale, sociale ed economica.
Quanto spetta: contributi fino al 90% dei costi
La percentuale finanziabile cambia in funzione della tipologia di prodotto e dell'attività realizzat:
- per fiere, pubblicazioni e attività dimostrative, informative e di promozione dell'innovazione, l'intensità dell'aiuto arriva al 50% dei costi ammissibili per gli altri prodotti agricoli e alimentari e al 70% per i prodotti agricoli,
- per formazione professionale e progetti di ricerca e sviluppo, i limiti indicati dall'articolo 3 arrivano invece al 70%
- per gli altri prodotti agricoli e alimentari e al 90% per i prodotti agricoli, fermo restando il rispetto delle specifiche condizioni previste dalla disciplina europea richiamata dal decreto.
In ogni caso, il contributo effettivamente concesso non può superare 250mila euro per beneficiario.
Requisiti per presentare la domanda
I richiedenti devono dimostrare di possedere capacità tecnico-organizzativa, mezzi e strumenti adeguati alla realizzazione e gestione delle iniziative proposte, oltre a comprovare eventuali esperienze maturate o in corso nelle attività interessate dal finanziamento.
Tra gli altri requisiti richiesti figurano il pieno e libero esercizio dei propri diritti, l'assenza delle procedure concorsuali indicate dal decreto, il rispetto degli obblighi in materia di sicurezza e lavoro, la regolarità contributiva attestata dal DURC, la regolarità fiscale e l'assenza di contenziosi con la Pubblica Amministrazione. Devono inoltre essere state restituite eventuali somme dovute a seguito della revoca di precedenti agevolazioni pubbliche.
Il possesso dei requisiti e l'assenza delle cause di esclusione devono essere attestati con un'apposita dichiarazione resa ai sensi del Dpr 445/2000. In caso di associazione temporanea, la dichiarazione deve essere presentata da ciascun componente.
Come e quando presentare domanda
La richiesta deve essere inviata esclusivamente tramite PEC all'Ufficio PQA I, all'indirizzo aoo.pqa@pec.masaf.gov.it, entro le ore 23:59 del trentesimo giorno successivo alla pubblicazione del decreto sul sito del Ministero e quindi entro la mezzanotte del 23 settembre.
Se la scadenza cade in un giorno festivo, il termine slitta al primo giorno lavorativo utile.
Per le associazioni temporanee è necessario allegare anche un protocollo d'intesa che disciplini i rapporti tra gli associati. È ammessa la domanda anche da parte di un'associazione temporanea non ancora costituita, nel rispetto delle specifiche condizioni e degli impegni previsti dal decreto.
Come vengono assegnati i contributi
Le domande sono sottoposte a valutazione e ricevono un punteggio sulla base dei criteri riportati nell'Allegato A del decreto. Per essere ammissibile, il progetto deve ottenere almeno 30 punti, rispettando anche le soglie minime stabilite per la coerenza con le finalità della misura e per la misurabilità degli obiettivi.
Le risorse vengono quindi ripartite in misura direttamente proporzionale al punteggio ottenuto, nei limiti delle disponibilità finanziarie: essere giudicati idonei, precisa infatti il decreto, non garantisce automaticamente il finanziamento se le risorse disponibili non sono sufficienti.
È infine possibile ottenere, compatibilmente con le disponibilità di cassa, un anticipo pari al 50% del contributo richiesto, previa presentazione di una fideiussione bancaria o assicurativa. Le attività finanziate devono essere completate entro 12 mesi dalla notifica del decreto di concessione, salvo l'eventuale proroga prevista nei casi indicati dal provvedimento.
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Librerie under 35: bando per i giovani, attenzione alla scadenza del 13 settembre
Librerie under 35 è il nuovo bando del Minsitero della Cultura che offre una concreta opportunità per i giovani interessati a mettersi in proprio. Il MIC ha messo a disposizione 4 milioni di euro.
Il Bando pubblicato il 25 giugno reca tutte le regole per approfittare dell'opportunità, leggi di seguito i requisiti nel Bando Librerie under 35 per avere il fondo perduto per le librerie presentando la domanda entro il il 13 settembre.
Librerie under 35: fondo perduto per i giovani, le condizioni per averlo
Il bando “Librerie under 35” prevede uno stanziamento complessivo di 4 milioni di euro, suddivisi in due linee di intervento:
- 1 milione è destinato alle iniziative avviate successivamente al 30 dicembre 2023 nei territori dei Comuni rientranti nelle tipologie indicate dal bando;
- 3 milioni sono destinati alle iniziative avviate successivamente al 30 giugno 2024 ovvero ancora da avviare, nel rispetto dei criteri di priorità stabiliti.
Il Ministro della Cultura Alessandro Giuli ha specificato che “Educare i giovani alla lettura e all’amore per i libri deve essere una priorità delle istituzioni. Il nostro obiettivo, in questo senso, è sostenere coloro che scelgono di investire in un lavoro che è, insieme, impresa culturale e missione civile. Accompagnare i ragazzi in questo percorso professionale, anche attraverso strumenti mirati di sostegno e fondi dedicati, può rappresentare una concreta occasione di crescita e di rafforzamento dei presìdi culturali sul territorio”.
Le domande dovranno essere presentate esclusivamente a mezzo PEC all’indirizzo:
- dgbic.nuovelibrerie@pec.cultura.gov.it,
- fino alle ore 12:00 del 13 settembre 2026, utilizzando obbligatoriamente la modulistica presente sul sito.
Librerie under 35: gli ATECO beneficiari e le condizioni per il fondo perduto
Possono presentare domanda di accesso alla quota del Fondo riservata di cui all’articolo 1, comma 2, lettera a), del presente Bando le persone fisiche titolari o legali rappresentanti di un’attività economica già avviata relativa alla gestione di librerie indipendenti o affiliate, tuttavia non appartenenti a catene o gruppi editoriali ovvero imprenditoriali, in possesso di tutti i seguenti requisiti:
a) aver avviato l’esercizio successivamente al 30 dicembre 2023, qualora il punto vendita sia ubicato in un comune rientrante in una delle tipologie di cui all’articolo 1, comma 2, della legge 6 ottobre 2017, n. 158 nel quale non esista un altro punto di rivendita dei libri;
b) essere titolari di codice ATECO 47.61 (Commercio al dettaglio di libri) oppure 47.79.1 (Commercio al dettaglio di libri di seconda mano) anche non primari, purché vi siano esercitate in via primaria le attività di cui ai codici ATECO 47.62 (Commercio al dettaglio di giornali, altre pubblicazioni periodiche e articoli di cancelleria), ovvero 58.11 (Edizione di libri);
c) dimostrare, mediante la asseverazione di un professionista abilitato, che nell’esercizio commerciale per il quale viene presentata la domanda di contributo la vendita di libri abbia rappresentato almeno il 30% del fatturato complessivo per un periodo minimo di due mesi antecedenti alla presentazione della domanda.Scarica qui il bando librerie under 35
Librerie under 35: le domande e i soggetti esclusi
I soggetti titolari o legali rappresentanti possono presentare la domanda esclusivamente a mezzo PEC all’indirizzo:
- dg-bic.nuovelibrerie@pec.cultura.gov.it
- dalle ore 15:00 del 15 giugno 2026 alle ore 15:00 del 13 settembre 2026,
- come previsto dal Bando accessibile dal sito internet del Ministero della Cultura (https://cultura.gov.it) e dal sito internet della Direzione generale Biblioteche e istituti culturali (https://biblioteche.cultura.gov.it),
- utilizzando obbligatoriamente la modulistica ivi messa a disposizione purché in possesso dei seguenti requisiti, a pena di esclusione:
- a) non aver riportato condanne penali definitive per reati contro la pubblica amministrazione, ovvero per i reati indicati all’articolo 94 del d.lgs. n. 36/2023 (c.d. Codice dei Contratti pubblici);
- b) non essere stati sottoposti a procedure concorsuali ai sensi del r.d. 16 marzo 1942 n. 267 e ai sensi del d. lgs. 12 gennaio 2019, n. 14 e s.m.i.;
- c) non essere incorsi in illeciti professionali gravi o in altre gravi violazioni tra quelle indicate nell’articolo 95 del d. lgs. n. 36/2023(c.d. Codice dei Contratti pubblici);
- d) non aver compiuto il trentacinquesimo anno di età alla data del 28 dicembre 2024 (entrata in vigore del decreto legge 2024, n. 201).
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Turismo, 109 milioni per le imprese: fino al 54% a fondo perduto, domande entro il 15.09
Il Ministero del Turismo ha dato il via libera operativo al fondo "Green Tour", lo strumento strategico volto a supportare lo sviluppo dell'offerta turistica nazionale e la transizione ecologica del comparto.
Disciplinato dal Decreto del Ministero del Turismo del 16 marzo 2026 e dal successivo Decreto Direttoriale n. 96263 del 18 giugno 2026, il fondo mette a disposizione una dotazione finanziaria complessiva di 109 milioni di euro.
L'obiettivo è ambizioso: favorire la destagionalizzazione dei flussi, accelerare la digitalizzazione e finanziare investimenti strutturali allineati ai criteri ESG (Environmental, Social, and Governance).
Tuttavia, l'accesso alle risorse non è automatico, dietro i massimali di spesa si nascondono infatti rigidi parametri di sbarramento e complessità burocratiche che potrebbero tagliare fuori le strutture non perfettamente preparate in fase di presentazione.
Green Tour Turismo: che cos’è
Il Fondo per il Sostegno alle Imprese del Turismo – Green tour si rivolge alle imprese turistiche, supportandone lo sviluppo dell’offerta sul territorio nazionale, anche attraverso interventi in grado di favorire la destagionalizzazione dei flussi turistici, la digitalizzazione dell’ecosistema turistico, le filiere turistiche, gli investimenti per il rispetto dei criteri ambientali, sociali e di governance (ESG) e il turismo sostenibile.
Della dotazione di 109 milioni di euro:
- un quota pari a euro 59 milioni concedibile nella forma di un contributo a fondo perduto,
- una quota di 50 milioni, da concedere nella forma di un finanziamento agevolato.
Il 60% delle risorse del fondo è destinato alle PMI, di cui almeno il 25% riguarda le piccole e le microimprese
Green Tour Turismo: tutti i beneficiari
La misura si rivolge alle imprese turistiche di tutte le dimensioni localizzate su tutto il territorio nazionale operanti in uno dei settori identificati dai codici ATECO di cui all’articolo 5, comma 1 del Decreto 16 marzo 2026 e inoltre:
- alle imprese operanti in altri settori, attive da almeno 3 anni che, dimostrano aver realizzato oltre il 50% del fatturato da attività turistiche
- ai proprietari delle strutture interessate dal piano di investimento agevolato, a condizione che siano costituiti nella forma di impresa, avvalendosi dei requisiti dei gestori.
Scarica qui la lista degli ammessi.
Sono ammissibili, inoltre, le imprese estere che dimostrino, tra l’altro, di avere una sede sul territorio italiano alla data di presentazione della domanda ed essere in possesso di codice fiscale/P.IVA italiano.
Il piano di investimento può essere realizzato anche in forma congiunta, mediante il ricorso allo strumento del contratto di rete. La rete, costituita da un massimo di 5 imprese, deve essere registrata presso la CCIAA di competenza da almeno 3 anni,deve esserestrutturata nella forma della rete soggetto.
Green Tour: sintesi degli interventi trainanti e trainati
Sono agevolati programmi di investimento, con un importo minimo di spesa di 1 milione di € e massimo di 15 milioni di euro avviati dopo la presentazione della domanda.
Le spese, sulla base di quanto previsto dall’Allegato 3 del Decreto Direttoriale n. 96263 del 18 giugno 2026, devono essere finalizzate, in via prevalente:
- al miglioramento dell’efficienza energetica delle strutture turistiche (ad es. coibentazione dell’involucro edilizio e delle reti di distribuzione; sostituzione dei serramenti e delle superfici vetrate; sostituzione delle caldaie esistenti con caldaie ad alta efficienza a condensazione, realizzazione di pareti ventilate, riqualificazione energetica di piscine, impianti termali, wellness, ecc.)
- e/o alla produzione di energia da fonti energetiche rinnovabili (ad es. pannelli fotovoltaici, impianti solari termici, impianti geotermici, pompe di calore, sistemi di accumulo BES, ecc.).
Tali interventi, definiti “trainanti” devono rappresentare almeno il 51% del valore degli investimenti ammissibili dal programma presentato. Essi possono essere combinati anche con altri interventi definiti “trainati”.
Gli investimenti trainati possono essere finalizzati, tra l’altro, alla digitalizzazione dell’ecosistema turistico, delle filiere turistiche, agli investimenti per il rispetto di criteri ambientali, sociali e di governance (ESG), alla dotazione di sistemi di automazione, alla misurazione intelligente per aumentare l’efficacia delle misure di efficienza energetica, alla limitazione del consumo di energia e ad altri interventi accessori.
Ai suddetti interventi possono inoltre aggiungersi investimenti per l’acquisizione di servizi di consulenza esclusivamente in favore delle PMI nonché di servizi di consulenza in materia di tutela dell’ambiente e di energia in favore delle imprese di qualunque dimensione.
Ciascuna impresa può presentare un’unica domanda, che deve riferirsi ad un programma o piano di investimento unitario e organico relativo alla realizzazione di uno o più progetti di investimento su una o più strutture/unità locali.
Gli investimenti devono essere conclusi entro 18 mesi dalla data di concessione delle agevolazioni e, in ogni caso, non oltre il 30 settembre 2028.
Green Tour Turismo: come fare domanda su Invitalia
Le domande di accesso al Fondo Green Tour dovranno essere presentate esclusivamente online attraverso la piattaforma informatica di Invitalia (soggetto gestore della misura), accessibile all'indirizzo www.invitalia.it.
Lo sportello telematico aprirà ufficialmente alle ore 12.00 del 15 luglio 2026 e chiuderà alle ore 17.00 del 15 settembre 2026.
Non si tratta di un click day puro, ma di una procedura valutativa a graduatoria.
I punteggi verranno assegnati sulla base dei criteri definiti dall'Allegato 1 del DD del 18 giugno 2026, analizzando l'affidabilità tecnica ed economica del proponente, la sostenibilità finanziaria, la cantierabilità e la congruità delle spese.
I 4 Step Obbligatori per la Trasmissione (Pena l'Improcedibilità)
- Autenticazione: Il Rappresentante Legale (risultante da certificato camerale) deve identificarsi via SPID, CNS o CIE e censire l'anagrafica dell'impresa sulla piattaforma. È possibile delegare terzi in questa fase.
- Requisito PEC: L'azienda deve disporre di un indirizzo PEC attivo e regolarmente registrato nel Registro delle Imprese.
- Firma Digitale: Tutti i file generati dalla procedura guidata devono essere firmati digitalmente, a pena di inammissibilità immediata.
- Istruttoria e Sospensione: Le domande valide che si posizioneranno in graduatoria oltre la capienza dei 109 milioni non verranno bocciate subito, ma resteranno sospese in attesa di eventuali economie di gestione o rifinanziamenti del fondo.
Per ricevere assistenza preliminare è attivo il numero verde gratuito 800 77 53 97 (dal lunedì al venerdì, dalle 9:00 alle 18:00), oppure è possibile richiedere appuntamenti mirati con i tecnici Invitalia e inviare quesiti tramite il Contact Form interno alla piattaforma web.
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Bonus GPL 2026: 400 euro, requisiti e come richiederlo
Il MIMIT con Decreto del 27 luglio ha dato il via a due delle misure previste dal Decreto Automitive 2026.
In particolare, a partire dalle ore 12.00 di mercoledì 29 luglio 2026 è stata riaperta la piattaforma gestita da Invitalia ecobonus.mimit.gov.it sulla quale è possibile prenotare i contributi per l’acquisto di veicoli commerciali e il retrofit Gpl/metano.
Ad oggi 24 agosto il bonus veicoli commerciali è esaurito, mentre è attivo quello per il GPL.
Per le misure previste dal Decreto leggi anche: Decreto Automotive: i nuovi incentivi per la transizione industriale
Retrofit GPL: a chi tocca e come fare domanda dal 29 luglio
È operativo il bonus retrofit GPL 2026, l’incentivo che consente di ottenere 400 euro per l’acquisto e l’installazione di un nuovo impianto GPL su un’automobile che rispetta determinati requisiti. Dal 29 luglio 2026 sono infatti riaperte le prenotazioni sulla piattaforma Ecobonus gestita da Invitalia. Per il retrofit GPL e metano sono stati stanziati complessivamente 4 milioni di euro per il 2026.
L’agevolazione non funziona però come un rimborso da richiedere personalmente dopo aver sostenuto la spesa: la prenotazione viene effettuata dall’installatore e il contributo viene riconosciuto al cliente come riduzione del prezzo.
Vediamo quindi a chi spetta il bonus GPL 2026, quali auto sono ammesse, cosa copre e come ottenere i 400 euro di incentivo.
Bonus GPL 2026: quanto spetta
Il contributo rientra nell’Ecobonus Retrofit, promosso dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) e gestito da Invitalia.
L’importo dipende dal tipo di alimentazione installata:
Tipo di impianto Contributo GPL 400 euro Metano 800 euro Per il retrofit GPL spettano quindi 400 euro. Per la conversione a metano l’agevolazione sale invece a 800 euro.
Il MIMIT ha previsto per il 2026 uno stanziamento complessivo di 4 milioni di euro per il contributo retrofit. Le prenotazioni sono aperte dal 29 luglio 2026 e vengono effettuate in base alla disponibilità del fondo.
A chi spetta il bonus GPL 2026
Uno degli aspetti più importanti riguarda la platea dei beneficiari. Il bonus retrofit GPL 2026 spetta sia alle persone fisiche sia alle persone giuridiche, con l’esclusione di quelle che esercitano attività di commercio di autoveicoli di categoria M1.
Non basta, tuttavia, essere proprietari di un’automobile. Per ottenere l’incentivo devono essere rispettate alcune condizioni.
Il veicolo sul quale viene installato l’impianto deve:
- appartenere alla categoria M1, quella delle autovetture destinate al trasporto di persone;
- avere una classe ambientale non inferiore a Euro 3;
- risultare intestato a una persona fisica o a una persona giuridica ammessa al beneficio;
- non risultare già alimentato a GPL, metano o con doppia alimentazione alla data dell’installazione.
C’è inoltre un’ulteriore esclusione da considerare: secondo il portale Ecobonus, i veicoli che hanno già usufruito dell’Ecobonus non possono accedere all’Ecobonus Retrofit.
Quali impianti GPL rientrano nel bonus e cosa copre il bonus
Non qualsiasi intervento di trasformazione permette di ottenere i 400 euro.
L’impianto GPL deve essere nuovo di fabbrica e deve essere dotato dell’apposito codice di omologazione, rilasciato secondo la normativa italiana oppure ai sensi del Regolamento UN n. 115.
Il MIMIT precisa inoltre che non è possibile ottenere l’incentivo per un impianto assemblato utilizzando componenti di costruttori differenti: deve trattarsi di un kit completo riconducibile a un unico costruttore o importatore.
Per il 2026, l’acquisto dell’impianto deve risultare effettuato dal 26 giugno al 31 dicembre 2026. Ordine, installazione e collaudo devono inoltre rispettare le condizioni temporali stabilite dalla disciplina dell’incentivo.
Cosa copre il bonus retrofit GPL 2026
Il contributo riguarda l’acquisto e l’installazione dell’impianto GPL omologato sul veicolo.
Il beneficio previsto è pari a 400 euro e viene applicato direttamente sul prezzo pagato dal cliente. Non si tratta quindi di una detrazione fiscale da recuperare con la dichiarazione dei redditi né di un bonifico che Invitalia effettua successivamente al proprietario dell’automobile.
La fattura relativa all’acquisto e all’installazione deve riportare il contributo statale, che deve essere sottratto dal totale IVA inclusa.
In termini pratici, il vantaggio per l’automobilista è quindi immediato: se l’intervento rispetta tutti i requisiti e la prenotazione del fondo viene accettata, i 400 euro vengono scalati dal prezzo da corrispondere.
Come richiedere il bonus GPL 2026
Per l’automobilista la procedura è più semplice di quanto possa sembrare perché non è il beneficiario a dover presentare direttamente la domanda sulla piattaforma Ecobonus.
L’iter indicato dal MIMIT prevede quattro passaggi:
- Prenotazione: l’installatore si registra sulla piattaforma e compila la domanda di accesso al contributo. La prenotazione viene confermata in funzione delle risorse ancora disponibili.
- Erogazione: l’installatore riconosce al cliente il contributo, riducendo il prezzo da pagare.
- Rimborso: il costruttore dell’impianto rimborsa all’installatore il contributo anticipato.
- Recupero: il costruttore recupera la somma rimborsata sotto forma di credito d’imposta, sulla base della documentazione ricevuta dall’installatore.
Per chi vuole usufruire dell’agevolazione, quindi, il passaggio essenziale è rivolgersi a un installatore che possa effettuare la prenotazione dell’Ecobonus Retrofit e verificare preventivamente sia i requisiti del veicolo sia la disponibilità delle risorse.
L’installatore deve poi completare la prenotazione entro 120 giorni dalla data del suo inserimento.
Tavole operative
Bonus GPL 2026: date e scadenze
Le date principali possono essere riassunte così:
Data Cosa succede 26 giugno 2026 Data di riferimento per gli acquisti ammessi nel 2026 29 luglio 2026 Riapertura delle prenotazioni sulla piattaforma 31 dicembre 2026 Termine previsto per gli acquisti agevolabili nel 2026 Il punto da tenere presente è però la disponibilità del fondo. Lo stanziamento complessivo per il retrofit GPL e metano è pari a 4 milioni di euro: prima di effettuare l’intervento è quindi opportuno verificare con l’installatore la possibilità di prenotare effettivamente il contributo.
Bonus GPL e metano 2026: cosa cambia
La procedura è sostanzialmente la stessa, ma cambia l’importo dell’agevolazione. Chi installa un impianto GPL può ottenere 400 euro, mentre per un impianto a metano il contributo arriva a 800 euro.
In entrambi i casi l’obiettivo della misura è favorire la trasformazione di veicoli già circolanti attraverso l’installazione di nuovi impianti per autotrazione.
La misura rientra nel più ampio programma Ecobonus, che Invitalia descrive come uno strumento volto a favorire una mobilità più sostenibile e la riduzione delle emissioni di CO2.
FAQ sul bonus retrofit GPL 2026
Quanto spetta con il bonus GPL 2026?
Il contributo previsto per l’acquisto e l’installazione di un nuovo impianto GPL è pari a 400 euro. Per gli impianti a metano sale invece a 800 euro.
Come si presenta la domanda per il bonus GPL?
La prenotazione viene effettuata dall’installatore attraverso la piattaforma Ecobonus. Il cliente beneficia dell’incentivo mediante una riduzione del prezzo.
Quali auto possono ottenere il bonus GPL 2026?
Sono ammesse le autovetture di categoria M1 con classe ambientale almeno Euro 3, purché siano rispettati gli ulteriori requisiti previsti e il veicolo non risulti già alimentato a GPL, metano o con doppia alimentazione alla data dell’installazione.